Pompei. Amore e sensualità negli affreschi della Regio V

Un’ alcova sensuale e raffinata riemerge nella sua totale bellezza dallo scavo della Regio V di Pompei, come aveva già prospettato lo splendido quadretto di Leda e il cigno, riaffiorato mesi fa  nel corso delle operazioni di  consolidamento dei fronti di scavo, lungo via Vesuvio. Alle spalle dell’ambiente torna in luce anche parte dell’atrio della dimora, con pareti dai vividi colori  e l’affresco di Narciso, al centro di una di esse, che lo vede specchiarsi nell’acqua rapito dalla sua immagine, secondo l’iconografia classica.

Finché morte non ci separi.

Quando gli archeologi riescono a far riaffiorare dalla terra e dalle viscere della Storia monumenti, iscrizioni, case, tesori, l’attenzione del pubblico è tutta rivolta a queste scoperte, al passato e alle vicende umane di cui sono state protagoniste; quando il ritrovamento riguarda, invece, una mummia, l’interesse si fa ancora più alto. Vogliamo sapere come vivevano gli uomini e le donne che ci hanno preceduto, cercare di indovinare quali sentimenti, paure, desideri e ambizioni li muovevano e perché. Nel momento in cui il passato ci restituisce addirittura una coppia di scheletri (evento non proprio abituale) sepolti insieme per il loro ultimo viaggio, la nostra immaginazione è rapita dalle infinite possibilità di fronte a cui ci pone quel ritrovamento: chi sono i due scheletri? Perché sono stati sepolti insieme? Erano davvero due sposi? Quali misteri nasconde la loro vita? Perché sono morti?

Intervista a Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico di Napoli

In questi ultimi anni abbiamo osservato con interesse i cambiamenti che hanno coinvolto numerosi musei del nostro Paese. Tra i musei oggetto di questa nuova ondata di interesse spicca senz'altro il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e artefice di tutto questo è senza dubbio il direttore Paolo Giulierini, che per il suo impegno è stato premiato come miglior direttore del 2018 da Artribune, premio che l'anno precedente il MANN aveva vinto come miglior museo italiano. Abbiamo chiesto a Silvia Neri, architetto e collaboratrice esterna del Museo, di porre qualche domanda al direttore.

Francia: un menhir come porta d’accesso a una grotta abitata nel...

Blandas, altopiano carsico situato nel dipartimento francese del Gard, è uno dei principali scrigni di testimonianze preistoriche in Europa, con un territorio disseminato di menhir, dolmen e cromlech. Le numerose grotte e cavità sotterranee, formate dall'azione dell’acqua sulle rocce calcaree nel corso dei millenni, sono state utilizzate dagli uomini del Neolitico come ripari, abitazioni e luoghi di culto.

Il Museo Egizio di Torino e gli innamorati

Può essere il museo un luogo da associare all'amore? Forse non tutti e sono sicuro che in una classifica stilata per indicare quali sono i più romantici, il Museo Egizio di Torino per molti non occuperebbe una posizione lusinghiera. E sarebbe un grave errore!

Il Museo Salinas e il Tempio delle Muse

Le Metope di Selinunte, dopo 2.500 anni, continuano ad ispirare: il musicista Salvo Ferrara si è esibito l’8 febbraio 2019 in “Selinunte: Music from Myths”, progetto realizzato in coproduzione col Museo Salinas. Nella Sala delle Metope al cospetto del più importante complesso scultoreo dei Greci d’Occidente l’ensemble ha eseguito otto brani che compongono “Selinunte: Music from Myths”