A vent’anni dall’inserimento del sito di Troia nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco, la Turchia ha dichiarato il 2018 “Anno di Troia” e sono state diverse le iniziative sia nazionali che internazionali patrocinate dal Paese sotto l’egida del Ministero della Cultura e del Turismo. Per tutto il 2018 la provincia nord-occidentale di Çanakkale è stata al centro di attività culturali, scientifiche e sportive intraprese grazie a cooperazioni internazionali per sensibilizzare il turismo verso l’antica città di Troia; obiettivo raggiunto visto che nel primo semestre del 2018 il numero di turisti è più che raddoppiato rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente. Tra i progetti messi in campo per sottolineare l’importante ricorrenza, quello che sicuramente ha entusiasmato di più è stata l’apertura del Museo dedicato all’antica città di Ilio, al confine del villaggio di Tevfikiye[1].

2018 – Anno di Troia (image Haberizlenim.com)

Aprire un museo sul sito archeologico di Troia era il sogno dell’archeologo tedesco Manfred Osman Korfmann, l’uomo che riprese gli scavi della città di Priamo nel secolo scorso dirigendoli per 17 anni, con l’intento di farvi confluire tutti i manufatti ritrovati a Troia ma esposti altrove. Il gruppo di reperti più celebre esposto nelle collezioni al di fuori della Turchia è senza dubbio il Tesoro di Priamo[2] contrabbandato da Heinrich Schliemann, l’archeologo che nel 1870 riportò alla luce il sito. Schliemann, poco prima della sua morte donò il Tesoro al Museo Nazionale di Berlino che venne esposto nella struttura del Pergamon Museum. A seguito degli eventi drammatici legati alla Seconda Guerra Mondiale un’enorme quantità di reperti presenti nei musei tedeschi presero la via dell’Unione Sovietica, compreso il Tesoro di Priamo, di cui si persero le tracce fino al 1995, quando ne fu data comunicazione alla stampa americana. L’anno successivo, dopo che esperti tedeschi e di altri Paesi furono invitati ad esaminare e a certificare l’autenticità dei reperti, fu inaugurata una mostra al museo di Pushkin dove erano conservati nei magazzini fin dal 1945. La Germania espresse una protesta ufficiale chiedendo la restituzione dell’intero Tesoro che fu respinta dall’Unione Sovietica, secondo cui questi preziosi reperti potevano essere considerati un parziale risarcimento per la distruzione di beni culturali in territorio sovietico. Va ricordato che l’URSS riconsegnò alla Germania circa un milione e settecento mila reperti, tra i quali l’intera collezione della Dresda Art Gallery e i fregi dell’Altare di Pergamo. Una parte dei reperti è esposta anche presso il museo dell’Hermitage di San Pietroburgo.

Museo di Troia (ph. troya2018.com)

A progetto ormai realizzato possiamo dire che le speranze che nutriva Korfmann sono state disilluse, in quanto le cose non sono andate come ci si auspicava. Delle tante richieste di rimpatrio inoltrate solo il Penn Museum (Pennsylvania) ha risposto affermativamente restituendo nel 2012 24 oggetti in oro.

Museo di Troia (ph. Arkeofili)

La maggior parte dei manufatti esposti nel nuovo museo proviene quindi da quattro musei turchi ad eccezione del Museo di Istanbul e quello di Topkapi, che hanno rifiutato il trasferimento dei pezzi proponendo delle copie; proposte ovviamente respinte dal Ministero della Cultura che ha ribadito l’importanza di consegnare al nuovo museo i manufatti di pertinenza, al fine di poter essere di esempio ai sette musei esteri che conservano i reperti contrabbandati della leggendaria Troia.

Fu Korfmann stesso che, inseguendo il suo sogno, nel 2003 presentò per la prima volta il progetto. L’idea venne seriamente presa in considerazione dal Ministero della Cultura e del Turismo solo nel 2011; troppo tardi per il professore tedesco che colpito da una grave malattia, morì nel 2005. Al suo progetto ne seguirono ben altri 150, tutti rigorosamente esaminati da una commissione di esperti del National Architectural Design Competition: il progetto selezionato fu quello sviluppato dall’architetto Omer Selcuk Baz della Yalın Architecture; i lavori furono avviati nel 2013.

Museo di Troia (ph. Dunyabizim.com)
Bozzetto del progetto presentato per la realizzazione del Museo di Troia (ph. dezeen)

Il Museo, costruito su un’area coperta di circa 11.000 metri quadrati, ha la forma di un grande cubo rivestito in pannelli di acciaio color ruggine, colore che ricorda le ceramiche riportate alla luce dal vicino sito archeologico e rimanda ad una storia vissuta: materiale e design architettonico che evocano quindi una connessione tra passato e presente. La struttura è accessibile tramite una rampa che conduce al piano interrato; si ha come l’impressione di accedere alle sale espositive attraverso una spaccatura del sottosuolo: man mano che ci si avvicina alla struttura, che si vede però all’orizzonte, il paesaggio e la terra scompaiono gradualmente, lasciando alla vista solo porzioni di cielo. All’interno, una rampa elicoidale conduce il visitatore agli spazi espositivi e alla terrazza sul tetto. La verticalità riprodotta dalla rampa rappresenta la stratificazione archeologica. Dai punti di risalita interni, attraverso delle aperture sulle facciate, si può godere della bellissima vista del paesaggio circostante ricco di campi e reso suggestivo dalle rovine di Troia.

Uno dei corridoi del Museo di Troia e relativo bozzetto (ph. Troy Museum official page. Rielaborazione grafica Tiziana Giuliani)
Vista sull’area archeologica di Troia (ph. Deniz Ticaret Gazetesi)

L’area archeologica vera e propria dista dal museo un migliaio di metri che si percorrono, a piedi o con una navetta, su una stradina pavimentata con blocchi di pietra che ricorda molto quelle delle antiche città ellenistiche. Il tutto è immerso in un grande giardino (per vedere il progetto visita il sito della Yalın Mimarlık.

Vista sul secondo piano del Museo di Troia. In primo piano a destra la statua del Triton Kentauros, a sinistra dell’Imperatore Romano Adriano e sullo sfondo il sarcofago di Polissena. (ph. Troya Muzesi – Troy Museum offical page)
Museo di Troia (ph. turizmdosyasi.com)

Con circa 2.000 reperti disposti su un’area espositiva di 3000 mq, il museo di Troia ci vuole raccontare i miti e le leggende che hanno attraversato 5.000 anni di storia della provincia di Çanakkale, testimonianze materiali di contatti tra le culture dell’Asia e del Mediterraneo. Troia è sempre stata considerata un punto di riferimento per molte civiltà, la sua influenza culturale, artistica e storica si rispecchia nella mitologia greca fino alle radici della cultura europea. Dal 2000 a.C. ha svolto un ruolo chiave tra l’est e l’ovest, fu centro di dialogo e commerci. Troia poi non è solo la città antica e il museo, ma sono diverse le attrazioni che offre, come ad esempio il Tumulo di Aiace e Achille, i diversi siti archeologici di fama mondiale, le spiagge e i paesaggi mozzafiato.

Museo di Troia (ph. TRT Avaz)

Per raccontarci tutto questo il museo è stato diviso in sette sezioni. Partendo dal piano d’ingresso troviamo: Archeologia della Troade, Età del bronzo di Troia, Iliade e Guerra di Troia, Troas e Ilion nei Tempi antichi, Periodo romano-ottomano, Storia archeologica e Tracce di Troia.

Al piano interrato i visitatori sono accolti dai servizi museali ormai divenuti uno standard internazionale, come la caffetteria, ristoranti, negozi e bookshop, mentre nel giardino del Museo hanno trovato posto opere in pietra, sarcofagi, colonne, steli e capitelli esposti in armonia con il paesaggio.

Museo di Troia (ph. Troy Museum Official Page)

I reperti in mostra nel museo saranno di facile lettura in quanto supportati da pannelli visivi e presentati con diorami e animazioni. I visitatori, con l’aiuto di diorami, potranno catapultarsi nelle fasi della Guerra di Troia, e per mezzo di strumenti interattivi e videoproiezioni potranno approfondire temi e vedere una ricostruzione virtuale della leggendaria città.

La struttura non ospiterà solo la collezione permanente, ma sono previsti spazi adibiti a mostre temporanee. Infatti il museo accoglie una serie di servizi complementari così da permettere al visitatore di usufruire di aree dove svolgere attività didattiche e laboratoriali. Sono previsti anche laboratori di conservazione e restauro e uno spazio di archiviazione per la collezione che comprende manufatti antichi risalenti a circa 3000 anni fa.

Museo di Troia (ph. Troy Museum Official Page)

E’ previsto un flusso di un milione di turisti all’anno. L’Iliade e l’Odissea, i due famosi poemi epici di Omero, sono una fonte di entusiasmo e ispirazione per milioni di persone in tutto il mondo. Secondo Serra Aytun, direttrice dell’Ufficio Cultura e Informazioni Turco a Roma, Troia è una meta culturale che richiede tre giorni di permanenza tra la visita al museo e la zona archeologica sita nelle campagne circostanti; si tratta di un sito di 2000 anni più antico di Efeso e Pergamo e dalle molteplici stratificazioni.

Museo di Troia (ph. Mynet)

Non resta che immergersi in questa nuova realtà e rievocare i fasti di una città intrisa di storia e mito attraverso sculture, sarcofagi, iscrizioni, altari, pietre miliari, asce e frese, terrecotte, vasi di metallo, manufatti in oro, armi, monete, oggetti e utensili in osso, braccialetti di vetro, ornamenti, statuette, bottiglie di vetro e in terracotta, bottigliette per profumi, e molti altri pezzi speciali che hanno visto la storia dell’umanità. E non solo. Saranno in mostra i manufatti storici provenienti dal Museo di Çanakkale, le monete dal Museo Archeologico di Smirne, sono 24 i gioielli in oro originari di Troia restituiti al paese dal Penn Museum (Pennsylvania), ed inoltre collane, orecchini, diademi, bracciali, decorazioni per il capo, catene, pendenti, aghi, perline per collane, bracciali a doppio anello in oro originari di Troia e steli provenienti dal Museum of Anatolian Civilizations e dall’Istanbul Archeological Museums.

Museo di Troia (ph. Troy Museum Official Page)

[1] Luogo vicino Çanakkale in cui sono riemersi i resti di Troia.

[2] Schliemann attribuì questi oggetti al re Priamo, ma i reperti furono trovati nel livello denominato Troia II – risalente alla prima metà del III millennio a.C. – e sono quindi molto più antichi degli avvenimenti narrati da Omero nell’Iliade che, secondo la tradizione, sono collocabili all’inizio del XII secolo a.C.

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