I papiri del Museo Egizio approdano online: da oggi la piattaforma open data

TPOP rende accessibili i reperti digitalizzati della collezione torinese

 

È una delle collezioni di papiri più significative a livello mondiale quella custodita dal Museo Egizio, con circa 700 manoscritti completi (integri o riassemblati) a cui si sommano oltre 17mila frammenti, di cui solo una piccola parte trova spazio lungo il percorso espositivo, mentre la maggior parte di essi è custodita nella “papiroteca” del Museo, il deposito in cui vengono archiviati e conservati gli antichi scritti.

 

 

Un patrimonio straordinario e in larga parte non visibile né noto al pubblico, che ora diviene però fruibile approdando sul web grazie alla sua digitalizzazione: da oggi è infatti online “TPOP – Turin Papyrus Online Platform”, piattaforma per la condivisione della collezione papirologica torinese, realizzata con l’obiettivo di renderla ampiamente accessibile e, in particolare, di consentirne liberamente lo studio alla comunità scientifica, oltreché di garantirne una migliore conservazione e valorizzazione.

Il sito che rende disponibile la piattaforma (https://collezionepapiri.museoegizio.it/), al momento in lingua inglese e prossimamente disponibile anche in italiano, si sviluppa attorno a un database che attualmente conta 230 papiri, la cui totalità è a disposizione degli utenti professionali e di coloro che si registrano sul portale, mentre 50 di essi sono liberamente “navigabili” da chiunque.

È comunque in corso una costante attività di implementazione che renderà sempre più ricco questo eccezionale catalogo digitale, le cui schede, oltre all’immagine fotografica ingrandibile di entrambe le facciate di ciascun papiro, propongono la trascrizione dei contenuti e la loro traslitterazione in caratteri geroglifici, le informazioni sul reperto e la sua storia. Inoltre specifiche sezioni del sito consentono anche di scoprire l’attività di ricerca che si sta compiendo attraverso l’applicazione delle nuove tecnologie su questi antichi manoscritti. La maggior parte dei testi presenti sono in ieratico (la forma di scrittura dell’antico Egitto più utilizzata nel quotidiano), e appartengono al gruppo di papiri legati al sito archeologico di Deir el-Medina.

 

 

“TPOP – Turin Papyrus Online Platform” rappresenta un progetto strategico per il Museo, che permetterà di implementare la conoscenza sulla propria collezione di papiri e, inoltre, si propone di diventare in prospettiva un punto di riferimento per gli egittologi di tutto il mondo, nonché un luogo virtuale di ricerca, condivisione e confronto, in particolare per quanto riguarda l’attività di studio sui frammenti, anche nell’ottica di contribuire a ricomporre documenti finora divisi in porzioni di ogni dimensione.

Il numero dei reperti disponibili online è in continua crescita: il progetto TPOP, infatti, avviato e sostenuto fortemente dal Museo, è sviluppato con un lavoro quotidiano e continuativo a cura dei ricercatori del Museo – e in particolare della responsabile della collezione papiri, Susanne Töpfer – e con l’apporto di una comunità accademica internazionale. Ecco perché il database è stato realizzato in lingua inglese, ma in futuro, e in particolare le traduzioni dei testi, saranno disponibili anche in altre lingue.

Tra le iniziative che vedono protagonista la collezione papiri vale la pena di citare inoltre il progetto internazionale “Crossing Boundaries” che, oltre al Museo, coinvolge le Università di Basilea e Liegi: tale programma, che ha l’obiettivo di approfondire lo studio dei papiri di epoca Ramesside (1292-1076 a.C. ca) del sito di Deir el-Medina presenti nella collezione torinese, ha garantito un sostegno economico al Museo che, in particolare, permette di impiegare un restauratore che si occupa della conservazione e del consolidamento dei papiri ramessidi. Molti frammenti devono infatti essere puliti, distesi e stabilizzati per migliorare (o semplicemente permettere) la leggibilità e per consentire la loro riproduzione fotografica, e il successivo inserimento nel database digitale.

 

 

La messa online di TPOP, Turin Papyrus Online Platform, è un risultato importante, che permetterà di rendere visibile a tutti una delle parti fondamentali della ricerca del Museo Egizio – dichiara Christian Greco, direttore del Museo Egizio -. In questi anni abbiamo infatti dedicato una grande attenzione ai papiri: con la piattaforma d’ora in poi studiosi, studenti, ma anche appassionati e curiosi, potranno trovare numerose e preziose informazioni che riguardano una delle documentazioni più importanti che si sono preservate dall’antico Egitto. Sarà così possibile costruire, e in alcuni casi rafforzare, la rete di accademici che studiano sulla nostra collezione papirologica, e allo stesso tempo permettere a tutti di scoprire tesori inediti custoditi nel Museo. Un’ulteriore testimonianza del forte impegno a fare della ricerca sulla cultura materiale, sulla biografia degli oggetti e sulla ricerca filologica, la spina dorsale di questa istituzione”.

La collezione papiri del Museo Egizio comprende quasi 700 manoscritti interi o ricomposti e oltre 17.000 frammenti di papiro. Circa la metà di questi testi sono scritti in egiziano (nella scrittura corsivo-geroglifica o ieratica), mentre il resto è scritto in demotico, greco, copto o arabo. I manoscritti spaziano da contenuti documentari (ad es. amministrazione di necropoli e templi, testi giuridici) a quelli letterari, rituali, religiosi, magici e funerari (ad es. il Libro dei morti).

Comunicato dell’Ufficio stampa della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino

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