Esisteva una pista, detta dei 40 giorni, che consentiva alle carovane di raggiungere in 40 giorni, partendo da Asyut, Ondurman nel Sudan. La pista era costeggiata da due templi. Il tempio di Qasr el-Gueita e il tempio di Qasr el-Zayan. Entrambi questi due templi sono stati trasformati in forti dai romani, poi dai turchi.

Fig. 1 – Il tempio di Qasr el-Gueita offre al visitatore una bella immagine di sé dall’alto di una bassa collinetta. – Foto dell’autore

Il tempio di Qasr el-Gueita

Qasr el-Gueita si presenta con un magnifico colpo d’occhio sulla sommità di una bassa collina che domina il piano. Qui si trovava l’antica Per-Usekh di cui era particolarmente apprezzato il vino.

Fig. 2 – Gli interni del tempio. La stanza centrale è il naos. – Foto dell’autore
Fig. 3 – Il cortile è abbellito da colonne decorate. – Foto dell’autore

La decorazione del tempio è di epoca tolemaica, ma ritrovamenti della XII dinastia e i cartigli di Dario I dipinti sulle pareti del santuario lasciano intendere che il tempio ha origini molto più antiche.

Fig. 4 – Un residuo di decorazione mostra un re che offre vino a una divinità non ripresa nella foto. – Foto dell’autore
Fig. 5 – Il cartiglio di Dario I dimostra che anche i persiani sono passati da qui. – Foto dell’autore

Esso era dedicato alla triade tebana Amon, Mut e Khonsu, rispettivamente presenti nella decorazione.
Il naos segue la sala ipostila in posizione assiale, fiancheggiato da due cappelle laterali. Nell’area mediana del tempio un chiosco di pietra è fornito di bei capitelli floreali.

Fig. 6 – Pianta del tempio di el-Gueita.
Fig. 7 – Interni del tempio di el-Zayan. Al centro dell’edificio si vede la stanza del naos. – Foto dell’autore

Il Tempio di Qasr el-Zayan

Il tempio era dedicato al dio Amon di Hibis e serviva la comunità urbana di Cionemyris. Una iscrizione greca sull’architrave della porta, datata 140 d.C., al tempo dell’imperatore Antonino il Pio, menziona fra l’altro un edificio sacro preesistente nello stesso luogo.
La struttura del tempio è quella consueta: sala ipostila, pronao, vestibolo e santuario assiale fiancheggiato da una cappella. Un’apertura trasversale a nord conduceva al pozzo sacro. Una scala montava alla terrazza. Dietro la cappella laterale del santuario era mascherato nella struttura l’accesso a una cripta. Qui probabilmente un prete comunicava di nascosto gli oracoli divini.

Fig. 8 – Su una parete sono rappresentati gli dei Sobek, Hathor e il re rivolti verso una divinità che compie un’azione non riconoscibile. Alle loro spalle Amon seduto in trono. – Foto dell’autore
Fig. 9 – Pianta del tempio di el-Zayan.

Gilberto Modonesi

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Gilberto Modonesi

Ho iniziato a interessarmi dell’Egitto antico nel 1960. Nel 1964 mi sono sposato e il viaggio di nozze è stato il mio primo viaggio in Egitto. A metà ottobre il primo cortile del tempio di Luxor era allagato dall’acqua dell’inondazione del Nilo e anche le basi dei colossi di Memnon erano in acqua. Ad  Aswan i russi stavano costruendo la Grande Diga.

Nel 1980, dopo la nascita di due figli, ho effettuato la navigazione sul Nilo con tutta la famiglia. Nel 1985 ho partecipato con mia moglie a un viaggio organizzato dal Dr. Mario Tosi. Da allora e fino al dicembre del 2010 sono stato in Egitto almeno 35 volte. Agli inizi ho visitato i vari siti archeologici in taxi solo con mia moglie.. Quando sono iniziati gli attentati contro i turisti ho organizzato viaggi turistici in modo da avere una scorta militare. In questi viaggi io avevo il ruolo di “responsabile culturale”. Grazie a tutti questi viaggi ho potuto visitare i siti archeologici dal nord al sud dell’Egitto, quelli di tutte le oasi e i monumenti del Lago Nasser. Ho fatto un viaggio anche nel Sinai per visitare il tempio di Serabit el-Khedim.

Il viaggio del dicembre 2010 è stato il mio ultimo viaggio a causa della rivoluzione egiziana, poi per miei problemi di salute e successivamente anche di mia moglie.

Per arricchire la mia conoscenza dell’antico Egitto e per seguire gli sviluppi delle ricerche mi sono iscritto a varie associazioni internazionali e nazionali:

  • International Association of Egyptologists
  • Amici del Museo Egizio di Torino
  • American Research Center in Egypt
  • Fondation Egyptologique Réine Elisabeth
  • Egypt Exploration Society
  • Associazione Culturale Harwa 2001
  • Centro Egittologico Comasco F. Ballerini

Dal 2020 non ho più rinnovato la mia iscrizione a queste associazioni a causa della mia situazione personale e famigliare.

Il mio antico interesse per l’Egitto si è alimentato anche partecipando come uditore a diversi incontri internazionali:

  • Convegno sulla Magia Egizia – Milano 29-31 ottobre 1985
  • Convegno sulla Valle dei Re – Tucson (Arizona) 26-27 ottobre 1994
  • International Congress of Egyptologists : Torino 1991 – Cambridge 1995 – Cairo 2000 – Grenoble 2004 – Rodi 2012 –  Firenze 2016

Grazie alla mia esperienza di visite in Egitto e alla documentazione raccolta in migliia di diapositive ho per anni diffuso la conoscenza dell’antico Egitto presso varie “Università della Terza Età”. Poi, nel 2006, il Centro Studi Archeologia Africana, che ha sede nel Civico Museo di Storia Naturale di Milano, mi ha offerto la possibilità di organizzare e tenere conferenze sull’antico Egitto presso l’aula magna dello stesso Museo. Ho svolto questa attività dal 2007 fino al gennaio del 2020, con conferenze mensili sull’Egitto antico. Il 2020 è un anno fatidico a causa del Covid e dei miei problemi personali e di mia moglie.

Ho scritto alcuni articoli e due libri :

  • All’ombra del divino – Il significato dei ventagli nelle rappresentazioni dell’antico Egitto (2016)
  • La longeva vitalità di fiabe e racconti mitici egizi – Alla ricerca di tracce di racconti mitici e fiabe egizi in fiabe moderne europee (2018)

Nel tempo ho raccolto centinaia di articoli e acquistato tanti (troppi) libri di egittologia di varii formati e dimensioni: mignon-normali-grandi-enormi (il formato imperiale).

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