L’area archeologica di Urvinum Hortense, situata nel comune di Collemancio di Cannara (PG), è protagonista sin dal 2017 della campagna di scavo dell’Università degli Studi di Perugia, diretta dal prof. Gianluca Grassigli. L’obiettivo della ricerca archeologica e scientifica è quello di ricostruire la storia di questo insediamento per la conseguente comprensione delle vicende politiche e commerciali dell’Italia centrale durante il periodo alto imperiale.

Le prime indagini dell’area risalgono agli inizi del XIX secolo per mano dell’abate Giuseppe di Costanzo, che sul pianoro individuò i resti del tempio, la basilica paleocristiana e parti della villa romana, identificandoli come appartenenti al municipium di Urvinum Hortense che viene citato da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (III, 1,1-4). Dopodiché gli scavi si arrestarono e ripresero solo nel 1932 quando il comitato cittadino di Cannara attribuì al Prof. Giovanni Cannelli Bizzozzero il compito di indagare il sito. Una terza e importante fase di studio si deve al prof. M. Matteini Chiari, quando nel 1998 è stata stipulata una convenzione tra il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Perugia e il Comune di Cannara. Attualmente, lo scavo archeologico è diretto dal Prof. Gianluca Grassigli dell’Università di Perugia.

Veduta dal sito archeologico, ph. https://www.iluoghidelsilenzio.it/urvinum-hortense-area-archeologica-cannara-pg

Urvinum Hortense si trova nell’area dei Monti Martani, nella zona oggi nota come Valle Umbra e dove durante la prima occupazione romana esistevano due laghi, il Lacus Umber e il Lacus Clitorius, oggi prosciugati. Sorge quindi in una posizione strategica: oltre a trovarsi su una importante via di comunicazione, segnava anche il confine tra i territori degli Umbri e degli Etruschi. Per questo motivo, sin dal III secolo a.C. era presente un piccolo insediamento di tipo pastorale, come testimoniano i resti di un monumentale edificio di culto sulla sommità del pianoro della Pieve. La datazione del tempio è possibile grazie al ritrovamento di una statua di offerente in bronzo da una delle celle e dallo stile delle terrecotte architettoniche: evidenti sono i confronti con i santuari presenti nelle vicine Bettona, Spello, Todi e Gubbio del medesimo periodo.

Ricostruzione dell’assetto della Valle Umbra con il Lacus Umber e il Lacus Clitorius, ph. Fondazionecariperugiaarte.it

Ma è proprio in epoca augustea che inizia a svilupparsi la città: durante la guerra civile che vede contrapporsi Ottaviano e Marco Antonio molti siti vengono promossi a municipia – ovvero città annesse al territorio romano che però mantenevano una certa autonomia – mentre altri vengono declassati. Urvinum certamente sostenne Ottaviano, diventando così un municipium a tutti gli effetti, come del resto testimoniano la ricchezza del sito e dei ritrovamenti. Nel sito sono stati rinvenuti infatti, oltre al tempio, anche il cardo romano, l’horreum – ovvero il granaio della città -, una grande cisterna aperta, il ninfeo e le terme, una basilica paleocristiana e ancora in fase di scavo e di studio è la cosiddetta Domus delle Stagioni.

I reperti rinvenuti durante le varie campagne di scavo sono visibili presso il Museo Città di Cannara, inaugurato nel 2009 all’interno dell’ex convento delle suore Salesiane. È così possibile ammirare lo splendido pavimento a mosaico policromo con scene nilotiche proveniente dal frigidarium delle terme e risalente al I-II secolo d.C.: il fondo è a tessere bianche con una cornice di tessere rosse e nere. Ai lati sono rappresenti sei pigmei dai tratti fortemente caricaturali assieme ad animali esotici come ippopotami, coccodrilli, ibis e serpenti, mentre al centro vi è la scena di quattro pigmei che cercano di rimanere in equilibrio su alcune barche. Dopo il ritrovamento, il pavimento è stato staccato e spostato a Roma, al Museo Nazionale Romano, per meglio garantirne la conservazione, successivamente è stato spostato nel Museo Città di Cannara.

Pavimento mosaicato con scene nilotiche dal Museo Città di Cannara, ph. https://www.iluoghidelsilenzio.it/urvinum-hortense-area-archeologica-cannara-pg

 

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Mara Zoppi

Appassionata fin da piccola alla storia e all’archeologia, dopo la maturità classica si iscrive alla facoltà di Lettere – curriculum Scienze dell’Antichità – presso l’Università degli Studi di Milano, laureandosi nel 2019 con una tesi di carattere archeologico-egittologico dal titolo Imhotep scriba e medico: dall’Egitto del III millennio a.C. ad oggi. Si iscrive successivamente alla facoltà di Archeologia dell’Università degli Studi di Milano dove si laurea nel 2021 con votazione 110/110 e lode sviluppando una tesi in ambito egittologico dal titolo La Casa della Vita nell’Egitto Antico: luoghi, riti, funzionari.

Ha partecipato a due laboratori di scavo archeologico: il primo sul sito di Urvinum Hortense a Collemancio di Cannara (PG) di epoca romana con l’Università degli Studi di Perugia; successivamente sul sito archeologico di Nora (Pula, CA) nella sezione competente all’Università degli Studi di Milano, quindi di epoca romana, contribuendo anche alle operazioni di post-scavo.

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