A Taranto riemergono preziose testimonianze dai lavori dell’Acquedotto Pugliese

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Durante i lavori effettuati dall’Acquedotto Pugliese per il risanamento e la manutenzione delle reti idriche nel centro di Taranto, tra il 2016 e il 2017, per sostituire vecchie tubazioni con nuove di maggior diametro, per una lunghezza complessiva di 3,7 km., sono emersi importanti reperti di interesse archeologico.

Reperti archeologici rinvenuti durante lavori di Aqp a Taranto

Questo non dovrebbe stupire vista la straordinarietà storico-archeologica della città, ma i resti rinvenuti sono assolutamente da considerare di notevole pregio. I materiali sono relativi soprattutto alla necropoli greca e romana, con sepolture di tipologia varia che si datano tra VI e I secolo a.C. Sono emerse infatti sepolture a semicamera, a sarcofago, a fossa, con i relativi corredi funerari. Ulteriori ritrovamenti sono riconducibili anche ad attività artigianali nell’area grazie alla scoperta di fornaci per la cottura dell’argilla databili al II secolo a.C., poi pozzi obliterati in periodi diversi (dall’età arcaica a quella ellenistica) e antichi tracciati viari in cocciopesto. Gli esperti sono già a lavoro per il restauro e la catalogazione dei reperti che si spera presto verranno mostrati anche alla cittadinanza e chissà, magari anche esposti nel prestigioso Museo archeologico di Taranto.

Reperti archeologici rinvenuti durante lavori reti Aqp a Taranto                                  
Reperti archeologici rinvenuti durante lavori reti Aqp a Taranto
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Alessandra Randazzo

Studia Lettere Classiche presso il DICAM dell’Università di Messina. Ha ricoperto il ruolo di redattrice e social media manager per www.mediterraneoantico.it e attualmente per la testata Made in Pompei, inoltre è Ufficio Stampa per la società di videogames storici Entertainment Game Apps, Ltd.
Durante la carriera universitaria ha partecipato a numerose campagne di scavo e ricognizione presso siti siciliani e calabresi.
Per la cattedra di Archeologia e Storia dell’arte Greca e Romana presso il sito dell’antica Finziade, Licata (AG) sotto la direzione del Prof. G.F. La Torre, febbraio-maggio 2012; per la cattedra di Topografia Antica presso Cetraro (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, luglio 2013; per la cattedra di Topografia Antica e Archeologia delle province romane presso il sito di Blanda Julia, scavi nel Foro, Tortora (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, giugno 2016.
Ha inoltre partecipato ai corsi di:
“Tecnica Laser scanning applicata all’archeologia” in collaborazione con il CNR-IPCF di Messina, gennaio 2012;
Rilievo Archeologico manuale e strumentale presso l’area archeologica delle Mura di Rheghion – tratto Via Marina, aprile-maggio 2013;
Analisi e studio dei reperti archeologici “Dallo spot dating all’edizione”, maggio 2014; Geotecnologie applicate ai beni culturali, marzo-aprile 2016.
Collabora occasionalmente con l’ARCHEOPROS snc con cui ha partecipato alle campagne di scavo:
“La struttura fortificata di Serro di Tavola – Sant’Eufemia D’Aspromonte” sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria) e della Dott.ssa M.M. Sica, 1-19 ottobre 2012;
Locri – Località Mannella, Tempio di Persefone sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria), ottobre 2014;
Nel marzo 2014 ha preso infine parte al Progetto “Lavaggio materiali locresi” presso il cantiere Astaldi – loc. Moschetta, Locri (Rc) sotto la direzione della Dott.ssa M.M. Sica.

Collabora attualmente con la redazione di: www.osservarcheologia.eu

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