Stabiae, presentati i nuovi studi. Villa Arianna era in ristrutturazione al momento dell’eruzione del Vesuvio

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Sono stati presentati al “Vesuvian Institute” di Castellammare di Stabia i risultati emersi dagli studi scientifici che vedono team russi e americani collaborare gomito a gomito nell’area archeologica dell’antica Stabiae, realizzati con il coordinamento della fondazione Restoring Ancient Stabiae (RAS) e sotto la direzione scientifica del Parco Archeologico di Pompei. Nello specifico, sono stati illustrati lo scavo e il restauro condotti in alcuni ambienti di Villa Arianna di Stabiae dal Museo Statale “Ermitage” di San Pietroburgo e il progetto di digitalizzazione delle Ville sviluppato dall’Università del Maryland.

Lo scavo, condotto sotto la guida di Alexander Butyagin archeologo del Museo Ermitage e di Paolo Gardelli, archeologo RAS e ricercatore dell’Università LMU di Monaco di Baviera, ha interessato una superficie di circa 44 mq. in un settore dell’ambiente 71 di Villa Arianna. È emerso che in una prima fase costruttiva probabilmente lo spazio svolgeva la funzione di corridoio o criptoportico che univa il quartiere termale con una parte della villa ancora da scavare. Al momento dell’eruzione, come hanno dimostrato gli studi, l’ambiente era interessato da interventi di rifacimento, per un probabile cambio d’uso. Già oggetto di scavo sia in età borbonica e sia nei decenni passati, gli interventi delle ultime settimane hanno interessato i materiali di riempimento ancora presenti al suo interno per circa 1,70 m.

Al di sotto dello strato di crollo del tetto è stato trovato il piano pavimentale costituito da un battuto di calce. Gli oggetti trovati provengono per lo più dallo strato di riempimento borbonico: frammenti ceramici, porzione di lucerne, intonaci dipinti, reperti metallici tra cui una chiave. Altri elementi lasciano ipotizzare che al momento dell’eruzione del 79 la casa era in ristrutturazione, come evidenzia la presenza di alcune porzioni di mosaico non ultimato, la presenza di anfore con calce e un accumulo di laterizi tritati che dovevano servire probabilmente per la realizzazione di un piano pavimentale in cocciopesto. Le pareti dell’ambiente erano costituite da superfici intonacate di bianco e i lavori di pulitura dei restauratori hanno permesso di mettere in evidenza numerosi graffiti numerali. Il restauro ha interessato anche le pareti degli ambienti 73, 74, 83. Questo progetto ha coinvolto un gruppo di 10 persone tra archeologi, restauratori, studenti. «Abbiamo scavato metà dell’ambiente trovando tanti elementi significativi per approfondire la conoscenza di questa Villa» ha detto Alexander Butyagin, che ha aggiunto: «Continueremo il resto l’anno prossimo. Sono otto anni che vengo a Stabiae e ogni anno è una nuova grande esperienza per me, come studioso, e per l’archeologia russa».

L’Università del Maryland, invece, dal 2011 si è occupata di sviluppare un rilievo tridimensionale ad alta precisione di tutte le strutture architettoniche di Villa Arianna, del Secondo Complesso, di Villa San Marco, della Domus Panoramica. In particolare si tratta di rilievi architettonici in 3D con teodolite finalizzati allo sviluppo di un “wire frame drawing” dettagliato (disegno digitale lineare in 3D) che sarà utilizzato per futuri modelli LiDAR. Quest’anno, il lavoro diretto dal docente di architettura dell’università del Maryland, R. Lindley Vann, ha riguardato in particolare Villa S. Marco con il coinvolgimento di 12 tra studenti e docenti. Il primo modello ricostruttivo di Villa Arianna, e probabilmente anche di Villa San Marco, è atteso entro quattro anni.

Durante la serata si è discusso anche del lavoro sugli Horti di Villa Arianna, che negli ultimi dieci anni ha coinvolto 12 università europee e statunitensi in un’attività scientifica che culminerà nel prossimo autunno con la presentazione della sua pubblicazione nella collana “Quaderni di Studi Pompeiani” dell’Associazione Internazionale degli Amici di Pompei.

Ma oltre agli studi sul campo ci sono anche progetti più ambiziosi per Stabiae, che puntano alla valorizzazione del sito che ospita tre (Villa Arianna, Secondo Complesso, Villa San Marco) delle cinque ville romane meglio conservate di tutto il Mediterraneo. Si tratta, in particolare, della creazione del grande Parco Archeologico di Stabiae Antica, intervento la cui attuazione sarà di grandissimo valore archeologico e culturale, e della realizzazione del Visitor Center, che darà impulso e nuova immagine al sito archeologico di Stabiae. Presente alla serata anche il sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo, che a conclusione è intervenuto a supporto dell’idea del Visitor Center. «La RAS può contare sull’amministrazione per realizzare progetti».

La Fondazione Restoring Ancient Stabiae (RAS) è una fondazione Onlus culturale italo-americana che nasce per favorire la creazione del grande Parco Archeologico di Stabiae Antica. Il progetto prevede nuovi scavi estesi ad almeno tre ville e ad una parte del piccolo sito iniziale, maggiore sperimentazione nella conservazione con l’uso di nuove coperture, il Visitor Center. La Fondazione è stata costituita a Washington DC nel 2002, su iniziativa dell’Università del Maryland, nell’ambito di un progetto di cooperazione in materia di beni culturali nato sotto l’egida del Trattato Internazionale che, in materia, lega Usa ed Italia.

«Siamo una Fondazione – ha spiegato il coordinatore generale scientifico RAS Thomas Noble Howe – che coordina gruppi internazionali, ognuno dei quali ha portato e continuerà a portare contributi in termini di risorse umane, tecnologiche ed economiche. In dieci anni di lavoro di coordinamento RAS sono arrivati a Stabiae circa 6 milioni di dollari, grazie al contributo di 35 enti universitari».

«L’evento di stasera – ha dichiarato invece il Consigliere delegato RAS Nicola Di Lorenzo – sottolinea la continuità delle attività della fondazione RAS, prese in carico dalla famiglia Spagnuolo e Di Lorenzo dopo la scomparsa del Notaio Ferdinando Spagnuolo. Oltre alle attività scientifiche, importanti ai fini della conoscenza dell’area archeologica, si sono fatti importanti passi in avanti per stabilire una visione comune con i vertici del Parco Archeologico di Pompei e con le autorità comunali su importanti progetti futuri per il rilancio di Stabiae come il Visitor Center».

 

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