Rinasce il Santuario di Ercole a Tivoli. Nuove aperture e un progetto di restauro per il complesso

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Il tempio di Ercole a Tivoli rappresenta, dal punto di vista architettonico, una delle espressioni più complete di opere scenografiche della tarda età repubblicana. La grandiosa sostruzione del santuario, dalle proporzioni eccezionali (200×150), sorge su uno sperone all’estremità occidentale della città antica, cui si accedeva mediante due scalinate, di ricostruzione incerta. Era tra i più importanti centri di culto romani e allo stesso tempo nevralgico snodo commerciale, tanto che il clivus Tiburtinus attraversava l’area penetrando nel cuore della grande piattaforma come via tecta, una strada con galleria a volta illuminata da grandi lucernari e guarnita da una serie di ambienti di servizio comunicanti con la soprastante piazza.

La sostruzione sosteneva un ampio piazzale con portico ad U aperto verso la valle dell’Aniene che al centro alloggiava, nel fondo, il tempio vero e proprio e sull’orlo SO una cavea teatrale ed un portico pone scaenam. Il tempio, sorgeva su di un alto basamento spostato, forse per la presenza di un più antico santuario ed era un periptero sine postico, forse di 8×10 colonne, con pronao profondissimo, cella con colonnato interno laterale e grande nicchia sul fondo per il collocamento della statua di culto. Scarsi sono i resti della cavea teatrale, posta in asse con il tempio, secondo la tradizionale associazione di teatro e tempio, largamente nota in ambiente italico, per i ludi scaenici connessi con le feste in onore delle divinità. In base ai caratteri delle strutture edilizie, il complesso si data nel secondo venticinquennio del I secolo a.C. Se tale cronologia è esatta, il santuario verrebbe ad iscriversi nella serie dei grandi santuari tardo-repubblicani del Lazio e della Campania con i quali ha diverse analogie, in primis la tendenza alla scenografia architettonica che punta su effetti di colossalità piuttosto che su studiati ritmi ascensionali. Alla gloria dell’antico però, nel corso dei secoli, sopraggiunse la decadenza e la rovina. Marmi, e statue vennero razziati, le colonne del tempio abbattute e il fascino del luogo si perse con il passare del tempo.

https://www.visittivoli.eu/archeologia/santuario-di-ercole-vincitore&lang=IT

Da sabato 30 settembre però, si svolta. Il nuovo direttore del parco autonomo Andrea Bruciati, intende dare nuova vita allo splendido complesso riaprendo il sito al pubblico ogni fine settimana con un nuovo percorso di visita e con il recupero, dal grande impatto emotivo, di ambienti dell’antico tempio da poco recuperati e finora mai visti. Entro marzo 2018, inoltre, il santuario sarà accessibile giornalmente, pagando un biglietto unico per i tre siti ( Villa Adriana, Villa d’Este, Santuario di Ercole) , e sarà raggiungibile tramite un servizio navetta che farà spola anche con la stazione dei treni.  In sinergia con il comune della cittadina, si lavora anche alla messa in sicurezza e al restauro di tutto il complesso, grazie ai 13 milioni di euro appena stanziati dal MIBACT che, entro il 2020-21 doterà il sito di un parcheggio multipiano e di un auditorium per spettacoli e conferenze.

La sfida è quella di ridare l’antico splendore al Santuario di Ercole Vincitore : “Puntiamo ad un approccio diverso – spiega Bruciati, una vita di impegni nell’arte contemporanea – a far capire la metamorfosi del sito, che da duemila anni continua a vivere, le sue stratificazioni e anche le sue contraddizioni. E’ importante per una lettura più consapevole dell’oggi e una proiezione sul domani. La nostra sfida è questa, creare un modello di cultura sostenibile. In tre anni contiamo di vincerla”.

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Alessandra Randazzo

Studia Lettere Classiche presso il DICAM dell’Università di Messina. Ha ricoperto il ruolo di redattrice e social media manager per www.mediterraneoantico.it e attualmente per la testata Made in Pompei, inoltre è Ufficio Stampa per la società di videogames storici Entertainment Game Apps, Ltd.
Durante la carriera universitaria ha partecipato a numerose campagne di scavo e ricognizione presso siti siciliani e calabresi.
Per la cattedra di Archeologia e Storia dell’arte Greca e Romana presso il sito dell’antica Finziade, Licata (AG) sotto la direzione del Prof. G.F. La Torre, febbraio-maggio 2012; per la cattedra di Topografia Antica presso Cetraro (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, luglio 2013; per la cattedra di Topografia Antica e Archeologia delle province romane presso il sito di Blanda Julia, scavi nel Foro, Tortora (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, giugno 2016.
Ha inoltre partecipato ai corsi di:
“Tecnica Laser scanning applicata all’archeologia” in collaborazione con il CNR-IPCF di Messina, gennaio 2012;
Rilievo Archeologico manuale e strumentale presso l’area archeologica delle Mura di Rheghion – tratto Via Marina, aprile-maggio 2013;
Analisi e studio dei reperti archeologici “Dallo spot dating all’edizione”, maggio 2014; Geotecnologie applicate ai beni culturali, marzo-aprile 2016.
Collabora occasionalmente con l’ARCHEOPROS snc con cui ha partecipato alle campagne di scavo:
“La struttura fortificata di Serro di Tavola – Sant’Eufemia D’Aspromonte” sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria) e della Dott.ssa M.M. Sica, 1-19 ottobre 2012;
Locri – Località Mannella, Tempio di Persefone sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria), ottobre 2014;
Nel marzo 2014 ha preso infine parte al Progetto “Lavaggio materiali locresi” presso il cantiere Astaldi – loc. Moschetta, Locri (Rc) sotto la direzione della Dott.ssa M.M. Sica.

Collabora attualmente con la redazione di: www.osservarcheologia.eu

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