Eccezionale scoperta in Inghilterra: rinvenuti rari guantoni d’epoca romana

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Un ritrovamento certamente inusuale è venuto alla luce durante la campagna di scavo a Vindolanda, sito archeologico a meridione dell’ Hadrian’s Wall (Vallum Hadriani) che tracciava l’antico confine della provincia romana della Britannia con la Caledonia, restituendoci le uniche fasce di cuoio tipiche dei combattimenti romani permaste integre sino ai nostri tempi.

Immagine Tratta Dalla Pagina Facebook Di The VindolandaTrust

Esistevano antichi scritti sul pugilato, sport abbastanza documentato in particolar modo nelle fonti greche tra le quali il filosofo Platone. In ambito romano l’esercito praticava il pugilato per stimolare la forma fisica e le competenze combattive, svolgendo anche gare davanti agli spettatori. I caestūs ed il loro uso sportivo ci erano stati sinora testimoniati figurativamente soltanto tramite pitture murali, mosaici e statue del periodo, come la scultura bronzea del Pugile in riposo attribuita a Lisippo (IV sec. a.C.); pertanto la scoperta di esemplari reali rappresenta un’assoluta novità.

Risalenti al 118-120 d.C., simili guantoni furono realizzati con materiale ammortizzante atto a proteggere dall’impatto l’area delle nocche, alle quali è capace di adattarsi e di cui tuttora conserva l’impronta del suo remoto indossatore. Tali guanti da battaglia risultano perfettamente adattabili ancor oggi ad una mano moderna. Sebbene aventi uno stile e una funzione analoghi agli attuali guantoni da pugilato, somigliano più a delle fasce imbottite di pelle. Probabilmente venivano adoperati per esercitarsi, in quanto aventi un bordo più morbido rispetto ai letali inserti metallici tipici dell’antico pugilato professionale.

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Benché caratterizzati da uno stile similare, non costituiscono una coppia corrispondente. Patricia Birley, l’esperta che li ha esaminati, ha individuato nel più grande dei guanti un segno di riparazione con una toppa circolare, indice della volontà del suo possessore di recuperarlo e conservarlo. Il loro rinvenimento avvenne fortuitamente lo scorso anno al di sotto del forte del quarto secolo di Vindolanda, una caserma della cavalleria romana vicino la città di Hexham, durante gli scavi diretti dallo studioso Andrew Birley. I guanti vennero scovati accanto ad alcune tavolette per scrivere, spade, zoccoli e scarpe da bagno. Gli archeologi coinvolti sono rimasti notevolmente sorpresi dai meravigliosi beni militari e quotidiani appartenuti a uomini di duemila anni fa e alle loro famiglie: tra questi vanno indubbiamente menzionate delle spade integre, anch’esse rare nelle province nord-occidentali dell’impero romano.

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I resti risultano in un pressoché perfetto stato di conservazione, a causa del loro nascondimento al di sotto del pavimento di cemento compiuto dai Romani una trentina di anni dopo l’abbandono della caserma a causa di una ribellione britannica: l’assenza di ossigeno ha dunque ostacolato la decomposizione di materie quali legno e cuoio, consentendo il mantenimento di inediti reperti finalmente ammirabili presso il Museo di Vindolanda. Pertanto non ci resta che osservarli direttamente, in attesa degli esiti dei futuri scavi previsti nel mese di aprile.

 

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Cristina Trimarchi

Laurea magistrale in Teorie e tecnologie della comunicazione e laurea triennale in Scienze della comunicazione, ambedue con votazione 110/110 e lode presso l’Università degli studi di Messina. Attualmente frequenta il master in Comunicazione estetica e museale presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata. È altresì iscritta ai corsi di pittura e scultura presso l’Accademia di belle arti di Reggio Calabria. Ha seguito il MOOC “Modern Art & Ideas” promosso dal Museum of Modern Art di New York. Ha frequentato l’Horcynus Summer School 2016 in “Conservazione e restauro delle opere d’arte contemporanee” organizzato dalla Scuola Euro-Mediterranea di Economia etica, di bellezza e di pace in collaborazione con l’Università degli studi di Messina e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria.Attestato di merito da parte dell’Università degli studi di Messina giorno 25/07/2007. Ha altresì frequentato il corso di ceramica “La ceramica nella preistoria. Il suo ruolo nell’antichità e la produzione dei giorni nostri” presso l’istituto magistrale statale Emilio Ainis. Da sempre affascinata dalle tematiche artistiche, ha deciso di studiarle dal punto di vista teorico e pratico.

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