Il Castello del Buon Consiglio e la sua copiosa sezione archeologica: un viaggio a ritroso nel tempo.

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Tra le magnifiche attrazioni della città di Trento vi è certamente il Castello del Buonconsiglio (XIII sec.), una delle più ampie fortificazioni delle Alpi. Sorto a scopo difensivo, è inserito in una cinta muraria al di sopra di un rilievo roccioso, in origine sede di un castrum d’epoca romana. I principi vescovi di Trento lo adottarono quale residenza dal XIII al XVIII secolo, compiendo decorazioni interne con interessanti cicli di affreschi durante il Tardo-Medioevo e il Rinascimento. Nel corso del Cinquecento il cardinale Bernardo Cles ne ordinò l’ampliamento secondo lo stile rinascimentale italiano. Al termine del principato vescovile, nel 1803, fu utilizzato come caserma per poi ricevere attività di restauro e divenire sede del Museo Nazionale nel 1924.

Immagine Tratta Da www.buonconsiglio.it

Tale complesso monumentale, il più ampio del Trentino Alto Adige, manifesta anche a livello edilizio l’evoluzione succedutasi nei secoli: dalla più arcaica parte romanica del duecentesco Castelvecchio e della cilindrica Torre d’Augusto, agli affreschi gotici del Ciclo dei Mesi posti nella Torre Aquila, alla merlatura e al loggiato di tipo gotico-veneziano, alla costruzione rinascimentale posta nella parte meridionale, alla Giunta Albertiana di epoca barocca.

Al suo interno sono custodite pregevoli raccolte di opere d’arte, distinte in varie sezioni: archeologica, di arte antica, medievale, moderna e contemporanea. La sezione archeologica è costituita da oltre diecimila resti antichi, dei quali circa seicento facenti parte della mostra permanente, relativi all’epoca preistorica, romana e dell’alto medioevo. Testimonianze dell’antico popolamento locale, riguardanti primariamente l’area trentina, sebbene vi siano altresì reperti di altre aree regionali, nonché la raccolta egizia riconducibile all’attività collezionistica di fine Ottocento – inizio Novecento. Tale cultura archeologica era connessa a rivendicazioni nazionali a sostegno dell’italianità, tra le quali l’opera del Conte Benedetto Giovanelli con il suo basilare nucleo collezionistico che racchiude la celebre “situla di Cembra”.

Immagine Tratta Da www.buonconsiglio.it Collare In Bronzo. Val Di Non. Seconda Età Del Ferro

Un viaggio a ritroso nel tempo che giunge sino al Paleolitico Superiore (11.000 a.C.) con testimonianze della presenza di cacciatori nomadi provenienti dal meridione a seguito del ritiro dei ghiacci. Resti attestanti l’età neolitica e quella del Rame, quali prodotti in metallo diffusisi in corrispondenza ad insediamenti stabili, mentre l’età del Bronzo è documentata dai reperti della Palafitta di Ledro, Patrimonio Unesco insieme ad ulteriori siti preistorici alpini.

Fonti romane attribuiscono alle popolazioni dei Reti oggetti in ferro, recipienti di ceramica ed ornamenti bronzei risalenti al VI-I sec. a.C.. Di origine etrusca-italica i manufatti ad uso domestico, i contenitori per il vino, gli ex voto in lamina bronzea, le statuette religiose ritraenti divinità antiche e gli splendidi resti attestanti la diffusione della scrittura e l’uso dell’alfabeto nord-etrusco. L’influenza dei Celti è invece rinvenibile nell’armeria, in particolar modo in elmi e spade.

Immagine Tratta Da www.buonconsiglio.it Tabula Clesiana. Lastra Di Bronzo Con Editto Emanato Dall Imperatore Claudio Nel 46 D.C. Campi Neri Di Cles

La fase della romanizzazione è documentata dalla valida rete stradale e da innovative forme organizzative territoriali, manifestazione di inediti modelli sociali, amministrativi, economici, politici, religiosi e militari. Si evince altresì la crescita monumentale di Trento, città romana anticamente denominata Tridentum, ove la diffusione della romanità viene esplicitata con l’utilizzo della lingua latina, la circolazione monetaria, i nuovi metodi di pesatura, gli utensili quotidiani, i gioielli e le opere marmoree. Interessante la rinomata “Tavola Clesiana”, iscrizione su lastra bronzea attestante l’editto dell’imperatore Claudio (46 d.C.) con cui veniva concessa la cittadinanza romana ad alcuni abitanti delle vallate alpine che si atteggiavano da cittadini romani, pur non avendone il diritto. Ne sono un esempio gli Anauni della Val di Non, così annessi al cosiddetto “splendido municipio di Trento”.

L’esposizione prosegue poi con resti che esprimono una comunità differente, ormai multietnica, terra instabile e di confine a causa della caduta dell’impero romano: di Trento, cittadina costituita da Goti, Eruli, Bizantini e Longobardi, ci permangono armi e gioielli tradizionali ed inusuali al tempo stesso in quanto esito di simili incroci culturali; primariamente va rimembrato il fastoso corredo della principessa longobarda di Civezzano, mediante sontuosi orecchini aurei con ametista.

Immagine Tratta Da www.buonconsiglio.it Croce Aurea. Civezzano. Epoca Altomedievale Primi Decenni Del VII Secolo D.C

La diffusione del Cristianesimo è manifestata da reliquiari ed oggetti quotidiani come le lucerne caratterizzate da simboli paleocristiani. Tra di essi emergono: un reliquiario argenteo con l’immagine di un santo, ritrovato a Trento nella chiesa di Sant’Apollinare; una placca per rilegare costituita da avorio e raffigurante un evangelista, databile all’VIII secolo; infine il Sacramentario Gregoriano, un codice risalente agli inizi del IX secolo.

Per quanto concerne la sezione medievale vi sono mosaici del VI secolo, codici, affreschi, sculture, numerose opere ossee e d’avorio quali parti di specchi e cofanetti, nonché reperti del colle di Doss Trento, sito fortificato e località di culto. Una ricca collezione inserita in una struttura imponente e colma di storia, al cui interno sono usufruibili dei servizi educativi per molteplici fasce di pubblico. Nel corso del mese di dicembre i giardini di Castelvecchio e la Loggia di Romanino presenteranno decorazioni natalizie e sottofondi musicali atti ad incrementare ancor di più il fascino del luogo.

Castello del Buon Consiglio è parte di un sistema museale dell’area trentina costituito da Castel Beseno, Castello di Stenico, Castel Thun e Castel Caldes. Ubicato in una posizione sopraelevata rispetto alla città, ne domina lo scenario circondato dal maestoso sfondo montuoso alpino.

Giorni e orario di apertura: Tutti i giorni, eccetto i lunedì non festivi e il 25 dicembre, ore 9:30 – 17:00. Dall’1 maggio 2018 al 28 ottobre 2018 ore 10:00 – 18:00. Apertura straordinaria lunedì 1 gennaio ore 11:00 – 17:00.

Prezzo d’ingresso: Intero 10,00 euro. Ridotto 8,00 euro.

Info: www.buonconsiglio.it

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Cristina Trimarchi

Laurea magistrale in Teorie e tecnologie della comunicazione e laurea triennale in Scienze della comunicazione, ambedue con votazione 110/110 e lode presso l’Università degli studi di Messina. Attualmente frequenta il master in Comunicazione estetica e museale presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata. È altresì iscritta ai corsi di pittura e scultura presso l’Accademia di belle arti di Reggio Calabria. Ha seguito il MOOC “Modern Art & Ideas” promosso dal Museum of Modern Art di New York. Ha frequentato l’Horcynus Summer School 2016 in “Conservazione e restauro delle opere d’arte contemporanee” organizzato dalla Scuola Euro-Mediterranea di Economia etica, di bellezza e di pace in collaborazione con l’Università degli studi di Messina e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria.Attestato di merito da parte dell’Università degli studi di Messina giorno 25/07/2007. Ha altresì frequentato il corso di ceramica “La ceramica nella preistoria. Il suo ruolo nell’antichità e la produzione dei giorni nostri” presso l’istituto magistrale statale Emilio Ainis. Da sempre affascinata dalle tematiche artistiche, ha deciso di studiarle dal punto di vista teorico e pratico.

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