Alle kalende di marzo si celebravano i Matronalia

0
7900

Nell’antica Roma, alle kalende di Marzo, dette anche feminae kalendae, si celebravano delle feste in onore di Giunone Lucina, che prendevano il nome di Matronalia. Le donne romane, in questa occasione, portavano fiori e incenso alla dea che aveva il suo tempio sull’Esquilino, la cui costruzione veniva fatta ricadere il 1º marzo del 375 a.C. La tradizione del calendario romano voleva che queste feste fossero state istituite da Romolo stesso, come il capodanno romano, che cadeva anche il primo di marzo, il mese dedicato a Marte.

Triade capitolina. Giove, Giunone e Minerva

Durante i Matronalia, era usanza che i mariti facessero dei doni alle mogli e alle madri, e in generale il collegamento della festa con il culto di Giunone Lucina, che proteggeva le nascite, era una celebrazione per la vita che veniva alla luce.

La festa si svolgeva nel bosco sacro di Giunone sull’Esquilino ed era riservata solo ai membri della famiglia; ne erano esclusi i celibi e le prostitute. La cerimonia in sé era un ricordo del matrimonio, in cui lo sposo recava in dono dei regali alla moglie e questa, a sua volta, lodava il marito. Essendo tutto questo di buon auspicio, la celebrazione si ripeteva all’inizio di ogni nuovo anno. Era anche usanza che le donne cucinavano per tutta la famiglia, compresi gli schiavi, che avevano un giorno libero.

Articolo precedenteThe land and urban repair. La funzione sociale e culturale del Paesaggio. Tendere verso la bellezza
Prossimo articoloAl Museo archeologico di Reggio Calabria un ciclo di incontri dedicato alla numismatica
Alessandra Randazzo

Studia Lettere Classiche presso il DICAM dell’Università di Messina. Ha ricoperto il ruolo di redattrice e social media manager per www.mediterraneoantico.it e attualmente per la testata Made in Pompei, inoltre è Ufficio Stampa per la società di videogames storici Entertainment Game Apps, Ltd.
Durante la carriera universitaria ha partecipato a numerose campagne di scavo e ricognizione presso siti siciliani e calabresi.
Per la cattedra di Archeologia e Storia dell’arte Greca e Romana presso il sito dell’antica Finziade, Licata (AG) sotto la direzione del Prof. G.F. La Torre, febbraio-maggio 2012; per la cattedra di Topografia Antica presso Cetraro (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, luglio 2013; per la cattedra di Topografia Antica e Archeologia delle province romane presso il sito di Blanda Julia, scavi nel Foro, Tortora (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, giugno 2016.
Ha inoltre partecipato ai corsi di:
“Tecnica Laser scanning applicata all’archeologia” in collaborazione con il CNR-IPCF di Messina, gennaio 2012;
Rilievo Archeologico manuale e strumentale presso l’area archeologica delle Mura di Rheghion – tratto Via Marina, aprile-maggio 2013;
Analisi e studio dei reperti archeologici “Dallo spot dating all’edizione”, maggio 2014; Geotecnologie applicate ai beni culturali, marzo-aprile 2016.
Collabora occasionalmente con l’ARCHEOPROS snc con cui ha partecipato alle campagne di scavo:
“La struttura fortificata di Serro di Tavola – Sant’Eufemia D’Aspromonte” sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria) e della Dott.ssa M.M. Sica, 1-19 ottobre 2012;
Locri – Località Mannella, Tempio di Persefone sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria), ottobre 2014;
Nel marzo 2014 ha preso infine parte al Progetto “Lavaggio materiali locresi” presso il cantiere Astaldi – loc. Moschetta, Locri (Rc) sotto la direzione della Dott.ssa M.M. Sica.

Collabora attualmente con la redazione di: www.osservarcheologia.eu

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here