Esisteva una pista, detta dei 40 giorni, che consentiva alle carovane di raggiungere in 40 giorni, partendo da Asyut, Ondurman nel Sudan. La pista era costeggiata da due templi. Il tempio di Qasr el-Gueita e il tempio di Qasr el-Zayan. Entrambi questi due templi sono stati trasformati in forti dai romani, poi dai turchi.

Il tempio di Qasr el-Gueita
Qasr el-Gueita si presenta con un magnifico colpo d’occhio sulla sommità di una bassa collina che domina il piano. Qui si trovava l’antica Per-Usekh di cui era particolarmente apprezzato il vino.

Fig. 3 – Il cortile è abbellito da colonne decorate. – Foto dell’autore
La decorazione del tempio è di epoca tolemaica, ma ritrovamenti della XII dinastia e i cartigli di Dario I dipinti sulle pareti del santuario lasciano intendere che il tempio ha origini molto più antiche.

Fig. 5 – Il cartiglio di Dario I dimostra che anche i persiani sono passati da qui. – Foto dell’autore
Esso era dedicato alla triade tebana Amon, Mut e Khonsu, rispettivamente presenti nella decorazione.
Il naos segue la sala ipostila in posizione assiale, fiancheggiato da due cappelle laterali. Nell’area mediana del tempio un chiosco di pietra è fornito di bei capitelli floreali.


Il Tempio di Qasr el-Zayan
Il tempio era dedicato al dio Amon di Hibis e serviva la comunità urbana di Cionemyris. Una iscrizione greca sull’architrave della porta, datata 140 d.C., al tempo dell’imperatore Antonino il Pio, menziona fra l’altro un edificio sacro preesistente nello stesso luogo.
La struttura del tempio è quella consueta: sala ipostila, pronao, vestibolo e santuario assiale fiancheggiato da una cappella. Un’apertura trasversale a nord conduceva al pozzo sacro. Una scala montava alla terrazza. Dietro la cappella laterale del santuario era mascherato nella struttura l’accesso a una cripta. Qui probabilmente un prete comunicava di nascosto gli oracoli divini.


Gilberto Modonesi

















