Il Discobolo e l’attimo sospeso

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Una delle migliori copie del Discobolo è la copia Lancellotti, così chiamata dal nome della famiglia che l’acquistò. Venne trovata a Roma sull’Esquilino nell’area degli Horti Lamiani. La statua risale al II secolo d.C., da notare il sostegno a forma di tronco di palma e il puntello che collega la mano sinistra al polpaccio destro che sono estranei alla figura originale.

DSC_8592L’originale venne realizzato in bronzo dall’artista Mirone poco prima della metà del V secolo a.C., e alcuni elementi come la resa asciutta della muscolatura, le vene, il volto ovale, i capelli cesellati a piccole ciocche, lo inquadrano stilisticamente nello stile cosiddetto severo. Il volto è idealizzato, non vi è nessun accenno di sforzo fisico, l’atleta è colto nell’atto di caricare il lancio, con il disco saldamente impugnato nella mano destra.

Il corpo è in appoggio sulla gamba destra, raccolto mentre compie una semi rotazione prima dello scatto; il braccio destro è sollevato e portato all’indietro, il sinistro è abbassato, il torso piegato in avanti e i muscoli sono tesi e contratti. La testa segue il movimento del corpo.

DSC_8600Mirone è interessato a cogliere la sospensione dell’attimo prima dell’azione, attraverso una costruzione rigidamente geometrica della del corpo. L’intento non è rappresentare la realtà, ma di fermare il momento.

 

Fonte: Arte greca. Dal X al I secolo a.C. di Bejor,Castoldi,Lambrugo

Immagini: Paolo Bondielli

Testo a cura di Alessandra Randazzo

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