Numeri da record per la mostra “Il Nilo a Pompei” e due nuove opere in arrivo

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Sono 78.271 i visitatori, che in poco più di due mesi, hanno visitato la mostra del Museo Egizio.

“Il Nilo a Pompei” nata dalla collaborazione tra il Museo Egizio, la Soprintendenza Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), è un’ affascinante testimonianza di “globalizzazione ante litteram” che indaga  le fitte relazioni tra la cultura egizia e quella greco romana. Finora la mostra ha avuto una media di oltre 1.000 presenze giornaliere, toccando il picco di visitatori nella giornata di lunedì 25 aprile con oltre 3393 ingressi.

Nella nuova sala mostre, che ospita già 330 pezzi, di cui 172 prestati dalla Soprintendenza Pompei e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e molti altri provenienti da musei italiani e stranieri,giungono oggi  altre due opere: una statua di Anubi e un affresco in III Stile Pompeiano raffigurante una coppia di sfingi affrontate. I due capolavori giungono a Torino da Madrid, dov’erano esposti nella mostra “Cleopatra” che si è chiusa l’8 maggio presso il Centro de Exposiciones Arte Canal.

La prima, una scultura di età Giulio – Claudia di notevoli dimensioni, venuta alla luce nell’antica città di Cuma, a nord del golfo di Napoli, fornisce un indizio della della presenza, in Italia, di santuari pubblici dedicati agli dei egizi e mostra chiaramente come tali divinità fossero integrate nel pantheon del mondo romano, prendendone anche l’iconografia. Anubi è infatti rappresentato in abiti greci e associato a Hermes/Mercurio che, come Anubi, era conduttore di anime. Il secondo reperto è, invece,un affresco di età Augustea ritrovato a Pompei che costituisce un’ulteriore testimonianza di come “simboli” della civiltà egizia fossero giunti nelle case dei nobili romani, anche solo come elemento decorativo.

“Queste due opere erano previste fin dall’inizio nel percorso espositivo: la statua di Anubi è stata scelta, oltre che per la sua straordinaria bellezza, perché è la prima delle poche ma significative testimonianze di devozione agli dei egiziani in epoca romana. Sarà esposta nella sezione della mostra che illustra la grecizzazione degli dei egiziani e la diffusione del loro culto in Italia.” Dichiara Federico Poole, curatore della mostra. “Non potevamo poi non completare l’esposizione degli affreschi della Casa del Bracciale d’Oro con l’affresco con le sfingi affrontate che è il principale elemento sopravvissuto della decorazione della parete nord del triclinio estivo della villa, distrutta dal crollo della volta su quel lato durante l’eruzione del 79 d.C.” 

Parallelamente alla mostra, il Museo Egizio ha proposto gli appuntamenti “Storie d’Egitto”, una serie di iniziative, comprese nel biglietto d’ingresso del Museo, volte a indagare il tema dell’influenza della cultura egizia nelle arti e in diverse epoche della storia.

Dopo il monologo, “Cleopatra la mia Regina” che raccontava la vita della nobile egiziana tramite parole della fedele ancella Carmiana, sabato 21 Maggio, il Coro Athena del Museo Civico Archeologico di Bologna, ha coinvolto il pubblico in una lezione concerto con un repertorio di compositori del Seicento e del Settecento, ispirati dall’antico Egitto. Nei mesi di Giugno e Luglio le sale del Museo accoglieranno invece piccole formazioni di musica da camera che proporranno ai visitatori un’interpretazione musicale della civiltà nilotica: brani di autori come Donizetti, Mozart e Rameau.

La mostra e le iniziative collegate, sono realizzate grazie al sostegno di Serenissima Ristorazione Spa.

“Siamo molto soddisfatti della risposta del pubblico alla nostra prima mostra temporanea. Il biglietto d’ingresso Museo + Mostra è stato accolto positivamente e il pubblico apprezza il dinamismo del museo che a fianco della straordinaria collezione permanente offre proposte culturali sempre differenti.” Dichiara il Direttore Christian Greco “Le esposizioni temporanee, creando connessioni tra i preziosi reperti del Museo e le opere provenienti da musei italiani e internazionali, vogliono fornire una nuova chiave di lettura della storia dell’Antico Egitto indagare nuovi aspetti della ricezione della sua cultura nei secoli e nelle altre civiltà con cui entrò in contatto”.

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