La regione di Tuna el-Gebel, in Egitto, riporta subito alla mente la necropoli di animali dove furono sepolte centinaia di mummie di babbuini e ibis (gli animali sacri al dio Thoth), la tomba di Isadora e il ruolo importante che svolse durante il periodo greco-romano. Ma oggi vi parlerò di una scoperta che ha lasciato meravigliati gli archeologi stessi: una rara boccetta di profumo con ancora al suo interno la sua fragranza.

Fautrice della scoperta è la missione congiunta egiziano-tedesca al lavoro nell’area della necropoli dell’antica città di Ermopoli e diretta dal dott. Ahmed Badran, professore di archeologia all’Università del Cairo. La missione sta attualmente conducendo studi e test per svelare il contenuto della preziosa ampolla e nel contempo sta anche esaminando altri manufatti recentemente trovati nella stessa area, tra di essi due papiri, i cui risultati scientifici e archeologici saranno annunciati in un rapporto finale all’inizio della prossima stagione di scavo.

La bottiglia di profumo è stata trovata nel maggio 2017; si tratta di un’ampolla di vetro perfettamente conservata e chiusa: “un caso raro” come afferma il dott. Badran.

Una volta aperta, si è potuto inalare un odore pungente e allo stesso tempo gradevole dai resti fossilizzati sul fondo: nonostante siano trascorsi millenni la fragranza è rimasta in buone condizioni. La sostanza contenuta è stata inviata al National Research Center per le analisi, dove i primi risultati del rapporto scientifico hanno evidenziato che l’olio utilizzato per produrre la fragranza proveniva dal fiore di loto. Ma sono tutt’ora in corso ulteriori test per identificare con precisione gli ingredienti e le dosi che componevano questo inebriante profumo.

Il dott. Badran è certo che fosse un prodotto molto raffinato e di prima classe, riservato alla classe elitaria, quindi destinato alla nobiltà e ai sommi sacerdoti. Considerando il fatto che il sito dove è stata trovata l’ampolla comprende le rovine del Grande Tempio di Thoth e le case abitate da sacerdoti, nonché un altro tempio e la tomba del sacerdote di Thoth, il dott. Badran ha ribattezzato l’essenza “Il profumo del sacerdote”.

Ampolle di vetro per profumi ed unguenti della collezione egizia di Liverpool (ph. National Museums Liverpool)

Come anticipato, nell’area erano stati trovati anche altri oggetti, tra cui due papiri che purtroppo non versavano in buone condizioni e sono tutt’ora in esame.

Il primo papiro, scoperto nelle catacombe, è un grande frammento che riporta in demotico (grafia presente in Egitto a partire dal VII sec. a.C.) la prima parte del Libro dei Morti ed è ora in fase di restauro presso il laboratorio di conservazione del Museo Egizio del Cairo che ne sta esaminando anche i contenuti.

Il secondo papiro è stato scoperto all’interno di un vaso e si ritiene includa una raccolta di resoconti e materiali utilizzati quotidianamente nel lavoro amministrativo del tempio, come oli e incensi. Tuttavia sono solo supposizioni: a causa delle sue pessime condizioni gli archeologi non hanno potuto estrarre il documento dal suo contenitore, quindi, almeno per il momento, non è possibile leggere il testo.

La missione archeologica annuncerà ufficialmente le nuove scoperte a novembre, in concomitanza con l’apertura della nuova stagione di scavo a Tuna el-Gebel durante la quale completeranno lo studio del cimitero umano e di un insediamento di epoca romana situato sui Monti Nafusa. Aspettiamo curiosi!

Source: See News

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