Aperta la camera funeraria della piramide della XIII dinastia scoperta a Dashur

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La rimozione della copertura della camera sepolcrale (Courtesy of MoA /Ph. Nevine El-Aref)

Circa un mese fa era stato annunciato il ritrovamento di una nuova piramide risalente alla XIII dinastia a Dashur (qui il nostro articolo: https://mediterraneoantico.it/articoli/egitto-vicino-oriente/resti-piramide-della-xiii-dinastia-riaffiorano-dahshur/ ). A suo tempo, in seguito alla scoperta di un frammento in alabastro su cui erano presenti dieci colonne in testo geroglifico con inciso il cartiglio di Ameny Qemau, la piramide era stata attribuita al sovrano che regnò durante il II Periodo Intermedio all’incirca nel 1790 a.C.  scatenando subito dubbi sull’effettiva nuova scoperta o la riscoperta della piramide che era già stata individuata nel gennaio del 1957 da Charles Arthur Musès durante una campagna di scavo americana. La relazione di Musès non venne mai pubblicata e della struttura che rappresentava uno degli ultimi complessi funerari con piramide ad essere costruito se ne perse ogni traccia per via dell’insabbiamento. Dopo il comunicato di queste ultime ore che confermerebbe il fatto che si tratta di una nuova scoperta (la piramide di Ameny Qemau si trova a 600 metri di distanza da questa), arriva anche la notizia da parte del Ministero delle Antichità dell’apertura della sua camera funeraria.

La cassa contenente gli organi (Courtesy of MoA /Ph. Nevine El-Aref)

Adel Okasha, capo della missione archeologica e direttore generale del sito di Dashur, ha spiegato che dopo aver rimosso le pesanti pietre di copertura della camera sepolcrale sono riusciti ad accedere alla stessa trovando al suo interno una cassa di legno ed un sarcofago antropoide. La cassa contiene gli organi del defunto ancora avvolti nelle loro bende: fegato, polmoni, intestino e stomaco erano stati accuratamente trattati e bendati per la conservazione e riposti nella scatola. Il contenitore presenta tre righe di geroglifici incise e disposte lungo tre dei quattro lati delle sue facciate. Sono formule rituali di protezione che contengono anche il nome del defunto. Gli esperti non si sono ancora sbilanciati sull’identità del titolare di questa cassa (che dovrebbe essere anche il proprietario della piramide stessa), ma, visto il cartiglio trovato nel blocco di alabastro scoperto il mese scorso, potrebbe appartenere alla figlia di Ameny Qemau o comunque a uno dei suoi familiari. Il sarcofago, purtroppo, è stato trovato in pessime condizioni.

Le opere di scavo certamente continueranno con la speranza che la piramide riveli ancora molti dei segreti che custodisce.

(Courtesy of MoA /Ph. Nevine El-Aref)

Source: MoA

AGGIORNAMENTO: L’iscrizione sulla cassa riporta il nome di Hatshepsut e la identifica come figlia del re.

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