Taglio del nastro per il Museo Delta Antico

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Una splendida giornata di sole primaverile. Il fascino di piazzetta Trepponti mai così bella per accogliere il Ministro Dario Franceschini. Un ricco parterre di ospiti istituzionali, dal rappresentante della Regione Emilia-Romagna Marcella Zappaterra al deputato Paola Boldrini, dall’Arcivescovo di Ferrara Mons. Luigi Negri al Prefetto Michele Tortora, dai rappresentanti delle forze dell’ordine al Consiglio direttivo del Parco del Delta del Po, dai delegati di FAI e Slow Food ai Sindaci del territorio. Un pubblico di comacchiesi e di tanti turisti attento e coinvolto.

Questa la perfetta scenografia che ha fatto da contorno ad un evento storico per la città di Comacchio: l’inaugurazione, attesa da oltre trent’anni, del Museo Delta Antico, l’allestimento permanente che da oggi rende fruibili a tutti gli appassionati d’arte oltre 2000 reperti che raccontano l’evoluzione del territorio dalla protostoria al Medioevo. Ad aprire i lavori è stata Alice Carli, Assessore alla Cultura del Comune di Comacchio, che dopo i ringraziamenti di rito ha raccontato, con parole dense, la propria emozione personale: “Per tanti comacchiesi questa inaugurazione è un sogno che si realizza. Io sono tra loro: per anni ho guardato quotidianamente lo stabile dell’Ospedale degli Infermi, chiedendomi quando finalmente saremmo entrati. E quando mi è stata offerta l’opportunità di mettermi a disposizione della collettività nel ruolo di assessore, mi sono data come obiettivo l’apertura del Museo.

Questa inaugurazione rappresenta un successo per tutta Comacchio: una comunità che ha saputo lavorare insieme, e che vuole raccontare e promuovere la propria memoria collettiva”. Anche Marco Magnifico, Vice Presidente FAI, ha iniziato il proprio intervento con un ricordo personale: “Sono arrivato per la prima volta a Comacchio nell’autunno di due anni fa per incontrare il sindaco Fabbri, e sono rimasto folgorato da questo luogo, intatto e pieno di fascino. Comacchio è davvero il paradigma di un’Italia migliore, di un’Italia giovane nella testa e piena d’entusiasmo, che considera un valore l’orgoglio del proprio passato, e che, anche attraverso il Museo Delta Antico, è in grado di difenderlo e promuoverlo. Come FAI siamo lieti di fare da cassa di risonanza a questa realtà”. Il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha rivendicato il proprio senso di appartenenza a questi luoghi: “Per me si tratta di una giornata speciale, perché questa terra e queste acque fanno parte di me, e ne ho sempre riconosciuto le enormi potenzialità. L’inaugurazione del Museo Delta Antico rientra perfettamente nel piano strategico per il turismo che il nostro paese deve intraprendere.

Un piano che si fonda su due punti fondamentali: la capacità di gestire la crescita del turismo internazionale, difendendo la bellezza e la fragilità del nostro territorio; la capacità di trasformare l’Italia in un museo diffuso, pieno di eccellenze da scoprire. Questo Museo che apriamo a Comacchio rappresenta un modello vincente per il futuro: esprime la possibilità di integrare il turismo balneare con quello culturale, qualificato e intelligente. Solo il nostro Paese, in tutto il mondo, può offrire questa integrazione!”. Infine ecco le parole del Sindaco di Comacchio Marco Fabbri, visibilmente emozionato per lo storico traguardo raggiunto: “L’inaugurazione del Museo rientra in un progetto più ampio, del quale fanno parte la valorizzazione del Parco del Delta del Po e l’avventura della candidatura a capitale italiana della cultura. Un progetto promosso dalla comunità, attraverso una sana spinta dal basso. Ma anche la politica, quella con la P maiuscola, che vuol dire fare qualcosa per la propria comunità, è una cosa bellissima. In questi anni mi sono sentito spesso in sospeso, come l’equilibrista di Giglio Zarattini, però queste giornate ripagano del lavoro fatto. E credo che lo stesso valga per le tante persone che in queste settimane hanno lavorato in sinergia, di domenica e di notte, cancellando la propria vita privata, per poter consegnare oggi a tutta la collettività un grande nuovo Museo”.

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