Importante scoperta alla Biblioteca Nazionale di Napoli. Il P. Herc. 1067 contiene le Historiae di Seneca il Vecchio

0
2524

Scoperta eccezionale quella annunciata dal direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli, Francesco Mercurio. Lo studio del papiro P.Herc.1067, condotto da Valeria Piano, e conservato nell’Officina dei Papiri Ercolanensi, ha permesso di attribuire con certezza i frammenti analizzati alla “Historiae ab initio bello rum civilium” di Lucio Anneo Seneca il Vecchio, conosciuto come il retore e padre del filosofo Seneca, opera di cui si conosceva l’esistenza da fonti indirette ma di cui non esisteva notizia diretta di tradizione manoscritta.

Il P. Herc 1067 è uno dei più noti papiri latini della collezione ercolanese, conosciuto come “Oratio in Senatu habita ante principem”, e finora si riteneva conservasse un discorso politico composto da Lucio Manlio Torquato e pronunciato in Senato al cospetto dell’imperatore.

Sono particolarmente lieta che questa scoperta di assoluto valore sia avvenuta alla Biblioteca nazionale di Napoli – dichiara il Direttore generale Biblioteche e istituti culturali del MIBACT, Paola Passarelli – grazie al lungo ed appassionato lavoro di una ricercatrice dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e nell’ambito di un rilevante progetto europeo. È un segnale positivo di come fare sistema possa portare a questi risultati ed uno stimolo incoraggiante a proseguire in questo senso

Il binomio tutela e ricerca – conclude il Segretario generale del MIBACT Carla di Francesco – porta oggi un risultato straordinario e restituisce al mondo un’opera della letteratura latina finora ritenuta perduta”.

Valeria Piano, filologa e papirologa, ricercatrice dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, nell’ambito del progetto europeo PLATINUM, ha ricomposto i frustuli lavorandoci minuziosamente un anno, frammenti, tra l’altro, tutti catalogati con lo stesso numero di inventario e provenienti quindi dallo stesso rotolo. Studi e analisi sui sedici pezzi, e ulteriori analisi cronologiche e stilistiche, hanno permesso quindi di attribuire con certezza l’opera a Seneca padre. I risultati delle ricerche sono state accolte con grande entusiasmo dal mondo accademico e hanno permesso di restituire al mondo un’opera considerata da tutti ormai persa per sempre. La Biblioteca della Villa dei Pisoni si conferma, ancora una volta, un importante centro di studi per l’epoca e per noi fonte preziosa per la conoscenza di opere fondamentali per la letteratura latina.

 

 

 

Articolo precedenteScoperto a Pompei il Vicolo dei Balconi
Prossimo articoloDal 24 al 27 maggio torna RomArché. Parla l’archeologia
Alessandra Randazzo

Studia Lettere Classiche presso il DICAM dell’Università di Messina. Ha ricoperto il ruolo di redattrice e social media manager per www.mediterraneoantico.it e attualmente per la testata Made in Pompei, inoltre è Ufficio Stampa per la società di videogames storici Entertainment Game Apps, Ltd.
Durante la carriera universitaria ha partecipato a numerose campagne di scavo e ricognizione presso siti siciliani e calabresi.
Per la cattedra di Archeologia e Storia dell’arte Greca e Romana presso il sito dell’antica Finziade, Licata (AG) sotto la direzione del Prof. G.F. La Torre, febbraio-maggio 2012; per la cattedra di Topografia Antica presso Cetraro (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, luglio 2013; per la cattedra di Topografia Antica e Archeologia delle province romane presso il sito di Blanda Julia, scavi nel Foro, Tortora (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, giugno 2016.
Ha inoltre partecipato ai corsi di:
“Tecnica Laser scanning applicata all’archeologia” in collaborazione con il CNR-IPCF di Messina, gennaio 2012;
Rilievo Archeologico manuale e strumentale presso l’area archeologica delle Mura di Rheghion – tratto Via Marina, aprile-maggio 2013;
Analisi e studio dei reperti archeologici “Dallo spot dating all’edizione”, maggio 2014; Geotecnologie applicate ai beni culturali, marzo-aprile 2016.
Collabora occasionalmente con l’ARCHEOPROS snc con cui ha partecipato alle campagne di scavo:
“La struttura fortificata di Serro di Tavola – Sant’Eufemia D’Aspromonte” sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria) e della Dott.ssa M.M. Sica, 1-19 ottobre 2012;
Locri – Località Mannella, Tempio di Persefone sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria), ottobre 2014;
Nel marzo 2014 ha preso infine parte al Progetto “Lavaggio materiali locresi” presso il cantiere Astaldi – loc. Moschetta, Locri (Rc) sotto la direzione della Dott.ssa M.M. Sica.

Collabora attualmente con la redazione di: www.osservarcheologia.eu

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here