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Didattica d’eccellenza per la conoscenza e la tutela del patrimonio storico...

“Un progetto di straordinaria qualità che coniuga finalità didattiche a risvolti di conoscenza, una sinergia tra istituzioni (scuola, diocesi, soprintendenza, con il supporto dell'università, già impegnata nella ricerca archivistica e archeologica sul Territorio reggiano) che pone al centro la formazione tecnico scientifica e l'importanza dell'apprendimento empirico, fondamentale per riportare in primo piano il ruolo dei beni culturali e indicare nuove strade utili a superare anche la crisi economica e occupazionale.”

A Deir el-Bahari scoperte giare con materiali per l’imbalsamazione

La missione archeologica spagnola-egiziana che lavora a Luqsor nella necropoli di Deir el-Bahari alla TT 315, la tomba di Ipi, ha riscoperto ben 56 giare contenenti materiali di imbalsamazione destinati per la mummificazione del vizir Ipi, supervisore di Tebe e personaggio di élite alla corte di Amenemhat I, sovrano fondatore della XII dinastia che regnò tra il 1994 e il 1964 a.C. Si tratta della più grande collezione di materiale per l’imbalsamazione mai trovata finora risalente al Medio Regno.

Il Naoforo Farnese

Il Naoforo Farnese, assieme ad alcuni oggetti provenienti dal Tempio di Iside a Pompei, fu uno dei primi reperti afferenti la cultura egizia che entrò a far parte delle collezioni del Museo Archeologico di Napoli.

Alla scoperta del MAC: il Museo Archeologico Civico di Vercelli “L....

L’edificio, situato nell’ex monastero dedicato a Santa Chiara, sorge sull’area della chiesa e dell’ospedale di San Graziano, di cui si ha menzione per la prima volta nel 1140, in una bolla papale che porta la firma di Innocenzo II.

Weekend all’insegna della cultura al Museo Archeologico di Reggio Calabria

Torna questo weekend, in tutta Italia, la Notte Europea dei Musei, l'iniziativa del Ministero dei beni e le attività culturali e del turismo, che per il tredicesimo anno permetterà l'apertura serale sino alle 23 al costo simbolico di 1 euro.

Ushabty di Pa-di-ni-udjit, figlio di Setcher-ir-dis

Questo tipo di ushabty è definito “saitico” perché presenta una serie di elementi iconografici e caratteristiche tecniche ben precise e ben identificabili, riconducibili all’epoca Saitica (XXVI dinastia) che perdureranno, pur con qualche evoluzione stilistica, fino al periodo tolemaico.