Rientra al MArRC la coppa di Varapodio e domenica ingresso gratuito...

Un weekend all'insegna dell'arte e della bellezza al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Come ogni sabato torna "Notti d'estate", con ingresso a 3 euro a partire dalle ore 20.00 e sino alle 23.00 (ultimo ingresso alle 22.30). «Torna al Museo la coppa di Varapodio, in prestito, per alcuni mesi, al Metropolitan Museum of Art di New York - afferma il Direttore Carmelo Malacrino. Il reperto sarà esposto da domani sera, insieme al prezioso corredo funerario ritrovato nel 1904 nel comune aspromontano.

La celebrazione della Pace

La propaganda politica dell’imperatore Augusto (27 a.C.-14 d.C.) fu quella di celebrare la Pax, la dea Pace attraverso la costruzione di un altare: l’Ara Pacis Augustae. Sorgeva al centro di un’ampia area pianeggiante del Campo Marzio, libera da costruzioni, utilizzata per le esercitazioni militari e per le attività ginniche. Il Senato decretò la sua costruzione il 4 luglio del 13 a.C. e fu inaugurato il 30 gennaio del 9 a.C., nel giorno dell’anniversario della nascita di Livia, moglie dell’imperatore.

Individuate possibili camere non mappate vicino alla tomba di Tutankhamon

Un team di ricercatori italiani diretti dal dott. Francesco Porcelli del Politecnico di Torino ha individuato due anomalie al di sotto della superficie della Valle dei Re. Queste anomalie, risultato di un’indagine geofisica che ha permesso di scrutare in modo scientifico il sottosuolo, potrebbero rappresentare antiche camere non ancora scoperte ad appena pochi metri dalla tomba di Tutankhamon.

Brevi racconti per immagini: le tesserae hospitales

  La tessera hospitalis era una tavoletta realizzata in forme e materiali diversi, come ad esempio il bronzo, l'osso, l'avorio e sulla quale venivano incisi i...

La letteratura ieratica

Questa piccola ricerca è rivolta a coloro che desiderano accostarsi alle scritture ieratiche. Condicio sine qua non è naturalmente il possedere già una sufficiente conoscenza dei geroglifici e dei relativi sistemi di scrittura. Chi volesse addentrarsi allo studio dello ieratico si troverà inizialmente di fronte ad una estrema difficoltà nella lettura, dovuta come si vedrà nel prosieguo, al fatto che i segni ieratici – peraltro numerosissimi - non rispettano i rigidi canoni di stesura dei segni geroglifici.

Il graffito ieratico del “Decreto di Horkhebi”

Sono venuto a conoscenza di questo graffito agli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, leggendo lo splendido libro di Paul Barguet sul tempio di Amon a Karnak1. Mi sono subito procurato il facsimile del graffito, eseguito dal Mariette (MARIETTE 1875), e la sua prima trascrizione geroglifica a opera dello Spiegelberg (SPIEGELBERG 190). Inoltre, nei miei viaggi in Egitto, allora ben più frequenti di adesso, non mancavo di andare a vederlo (a quei tempi l’accesso alla zona era consentito!). Ne avevo tentato anche una prima traduzione, che ho ultimamente riscoperto nei miei quaderni di appunti e che ha risvegliato il mio mai sopito interesse per i graffiti. E così, facendo altre ricerche in Rete, ho visto che esso era stato fatto oggetto di studio da altri egittologi, dei quali, nei limiti del possibile, mi sono procurato i lavori. Pertanto, presento ora qui il testo e la traduzione del graffito, sperando di fare cosa gradita ai tanti amanti dell’antico Egitto. I due studi principali, ai quali mi sono costantemente riferito, sono quello di Günter Vittmann (VITTMANN 202), che ha presentato una nuova edizione in facsimile, con trascrizione, traduzione e lungi commentario filologico, e di Elizabeth Frood (FROOD 2010).