Riapre l’Antiquarium di Pompei. In mostra la devozione antica e moderna.
Ancora novità dal grande cantiere di Pompei, questa volta con la riapertura dopo 36 anni di buio di uno dei luoghi simbolo della città di Fiorelli e poi di Maiuri, cioè l’Antiquarium. La sua storia comincia nel lontano 1873-1874 quando l’allora direttore degli scavi Giuseppe Fiorelli lo fece realizzare nella sottostante terrazza del tempio di Venere con affaccio verso Porta Marina per ospitare una serie di reperti maggiormente rappresentativi della vita quotidiana di Pompei, oltre alcuni calchi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C.
El-Asasif: scoperti vasi canopi nella TT 391
La missione egiziana-americana del South Asasif Conservation Project ha portato alla luce quattro vasi canopi in un annesso scavato sulla parete sud della sala ipostila della TT 391, la tomba di Karabasken situata a Sud della necropoli tebana di El-Asasif, nella riva occidentale di Luqsor.
Canali e cunicoli nell’area del Foro di Pompei
Il sottosuolo di Pompei studiato dagli speleologi
Dalla superficie al sottosuolo. Le attività di ricerca e indagine conoscitiva di Pompei non si arrestano alle aree...
Una antica stele egizia…misteriosa (o forse no!)
Tutti conosco i geroglifici di Abydos e tutti sanno che ci sono carri armati, navicelle spaziali, sommergibili. E nonostante la spiegazione filologia e accademica sia assolutamente convincente, resta uno dei capisaldi per dimostrare un contatto tra egizi e alieni o per certificare la presenza di una civiltà precedente evolutissima, da cui gli antichi avrebbero ereditato la tecnologia necessaria per costruire quelle macchine.
Al Museo Egizio Giuliano Volpe presenta il suo libro: “Un patrimonio...
Martedì 31 gennaio alle ore 18:00, il Museo Egizio ospita la presentazione del libro “Un patrimonio italiano. Beni culturali, paesaggio e cittadini” di Giuliano Volpe - presidente del Consiglio Superiore “Beni culturali e paesaggistici” del Ministero dei beni e delle attività culturali.
Un trattato di ofiologia
Il testo qui presentato risale probabilmente alla XXX dinastia o all'inizio dell'epoca tolemaica, ed è costituito da due papiri indipendenti conservati al Museo di Brooklyn con i numeri 42.218.48 e 42.218.85.
Si trattava certamente di un unico papiro, strappato in due dal suo ritrovatore, probabilmente per guadagnare di più nella vendita di due papiri.
Il testo si compone di due parti: una prima parte, purtroppo mutila all'inizio, contiene una descrizione dei diversi serpenti, con l'esposizione delle conseguenze del loro morso. Una seconda parte, invece, è una specie di antidotario, dove vengono dati i diversi rimedi per far fronte alle morsicature dei singoli serpenti.


















