Al Parco Archeologico di Ercolano si inaugura la mostra “Maiuri Pop-up:...
Il 1 dicembre 2017 vedrà una nuova tappa del percorso avviato nello scorso maggio, per celebrare il 90° anniversario dalla campagna di scavo avviata da Amedeo Maiuri,...
AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI Giornate Europee del Patrimonio (24-25...
AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI
Giornate Europee del Patrimonio
(24-25 settembre 2016)
Il ruolo della donna al tempo degli antichi egizi
Giovedì 4 agosto alle ore 16:00, il Museo Egizio, in via Accademia delle Scienze 6 Torino, propone una visita guidata dal tema: “La donna al tempo dei faraoni”.
L’appuntamento, che pone la figura della donna egizia al centro della visita, vuole essere l’occasione per mettere in luce gli equilibri, gli obblighi e i diritti che essa aveva in ogni ambito della sua esistenza, dalla quotidianità alla sfera funeraria.
La mummia tatuata di Deir el-Medina apparteneva una donna d’élite, forse...
Quattro anni dopo la sua scoperta avvenuta a Deir El-Medina, il villaggio operaio situato sulla riva occidentale di Luqsor, si è giunti alla conclusione che la mummia tatuata appartiene a una donna dell’élite egizia di età compresa tra i 25 e i 34 anni, vissuta tra il 1300 e il 1070 a.C. - in pieno periodo ramesside - e che probabilmente ricopriva importanti cariche sacerdotali.
Novità per il Centro Visitatori di Amarna
Il Ministero delle Antichità egiziano in collaborazione con il McDonald Institute for Archaeological Research dell'Università di Cambridge ha avviato un nuovo progetto per lo sviluppo del Centro Visitatori di Amarna, l’antica Akhetaton, la capitale dell’antico Egitto voluta da Akhenaton, il faraone che assieme alla sua sposa Nefertiti diede il via ad un periodo di riforme e stravolgimenti nella millenaria e “ordinata” storia della terra del Nilo.
La figura di Maometto nell’Inferno dantesco
Dante conosceva la letteratura araba, diffusa già dall' VIII- IX secolo soprattutto nel Meridione d'Italia a causa della conquista della Sicilia, del ruolo di tramite commerciale che Venezia aveva assunto col mondo orientale e dei viaggi che viaggiatori arabi avevano compiuto anche nel nord Italia, portando con loro codici che probabilmente avevano trovato posto nelle biblioteche italiane.
Le glorie scientifiche e letterarie musulmane si erano diffuse largamente (specie durante il regno della dinastia abbaside) nei Paesi che si affacciavano sul Mediterraneo. Prova ne è, tra le altre, la presenza suggestiva nella Comedìa di riferimenti a luoghi, personaggi e parole di origine araba ormai assorbite dal volgare italiano.


















