Da mito a realtà: archeologi identificano le Amazzoni

Ha fatto scalpore nelle ultime settimane la dichiarazione della storica Bettany Hughes (celebre in UK per la realizzazione e conduzione di vari documentari e...

Annibale. Un viaggio

La mostra è pensata come un viaggio per immagini attraverso i luoghi percorsi dal generale e filtrati attraverso la sua personalità e la sua cultura: il pubblico è accompagnato dallo stesso Annibale (ideale voce narrante) e da grandi “cronisti” del mondo antico (come Polibio, Tito Livio, Appiano), e contemporaneo (come Giovanni Brizzi, Paolo Rumiz). I luoghi del viaggio di Annibale segnano le tappe fisiche e insieme simboliche del percorsodella mostra: prima l’Africa, poi la Spagna, il valico dei Pirenei, la Gallia, le Alpi, l’Italia settentrionale, il passaggio degli Appennini, la discesa in Puglia verso l’epica vittoria finale di Canne.

Risse all’anfiteatro: Pompeiani vs Nocerini

È probabile che l’origine dei giochi gladiatori derivi dal mondo etrusco e che la diffusione a Roma sia passata attraverso la mediazione della Campania, dove, durante il periodo sannita, venivano celebrati giochi cruenti in onore dei defunti, come illustrano molte pitture osche di ambito funerario. È proprio in Campania, inoltre, che è maggiormente diffusa la concentrazione di edifici per lo svolgimento di tali spettacoli, con caratteristiche architettoniche già ben definite sin dall’età repubblicana. Nei maggiori anfiteatri campani, come quelli di Capua e Avella, gli scavi archeologici hanno riscontrato addirittura fasi costruttive anteriori all’età sillana, periodo al quale si data l’anfiteatro oggi ritenuto più antico a noi pervenuto, ovvero quello di Pompei.

Il condottiero etrusco Rachu Kakanas torna a Vetulonia

Il Museo Archeologico di Firenze e il Museo Civico Archeologico di Vetulonia hanno inaugurato ieri la mostra-evento “Il ritorno del condottiero: Principi etruschi nella...

Ushabty di Pa-di-ni-udjit, figlio di Setcher-ir-dis

Questo tipo di ushabty è definito “saitico” perché presenta una serie di elementi iconografici e caratteristiche tecniche ben precise e ben identificabili, riconducibili all’epoca Saitica (XXVI dinastia) che perdureranno, pur con qualche evoluzione stilistica, fino al periodo tolemaico.

Vedi Bibracte…e vuoi tornarci!

Bibracte è un sito archeologico sperduto “in the middle of nowhere” in Borgogna, al confine tra i due dipartimenti di Nièvre e Saône-et-Loire. Siamo sul Mont Beuvray, catena montuosa del Morvan. Il centro abitato più vicino a Bibracte, che possa definirsi città, è a circa trenta chilometri di distanza ed è Autun.