La mano del dio (djeret netjer)
Il concetto egizio della "mano di Dio" è un tema simbolico, religioso e mitologico piuttosto complesso. Oltre a essere uno strumento creativo usato dal dio Atum nel mito eliopolitano della creazione dell'universo, la mano è anche femminizzata in un ruolo simile a quello di una dea madre. Ci spiega tutto il nostro Gilberto Modonesi in questo suo nuovo lavoro. Buona lettura!
Erminia Caudana: “miracolosa” restauratrice di papiri
“…nelle sue mani sapienti, i frammenti minuti del foglio frantumato si ricomponevano a costruire un testo; il volume crocchiante e frangibile a un tocco...
Mythos – Uomini e divinità nei miti antichi: Demetra e Persefone
Sabato 7 ottobre 2017, dalle 15.30 alle ore 20.30, presso il Palazzo della Cultura di Locri (Reggio Calabria), si terrà un convegno su Demetra...
Il Maschio Angioino apre il suo sottosuolo: nasce il percorso archeologico...
Un nuovo percorso archeologico aperto a tutti al Castelnuovo. Per la prima volta, da sabato 15 aprile, e per ogni weekend, si discende negli antri del Maschio Angioino, per un viaggio che inizia dalle vestigia dell'antica Roma, dove si potrà percorrere la zona sottostante le sale dell’armeria aragonese, fino a giungere all'area della Napoli rinascimentale di Alfonso I, detto il Magnanimo, e del figlio-successore Ferrante d’Aragona.
Riti di fondazione dei templi egizi (prima parte)
Il rituale di fondazione di un tempio egizio era un cerimoniale sacro piuttosto complesso poiché consacrava uno spazio dedicato ad una divinità. Scegliere e purificare il terreno, tendere la corda, scavare il fossato, posare i mattoni ai 4 angoli, e altre fasi cruciali fino alla presentazione del tempio alla divinità. Ce ne parla Gilberto Modonesi nella prima parte del suo nuovo lavoro dedicato a questo antico e importante rituale. Buona lettura!
Ushabty di Pa-di-ni-udjit, figlio di Setcher-ir-dis
Questo tipo di ushabty è definito “saitico” perché presenta una serie di elementi iconografici e caratteristiche tecniche ben precise e ben identificabili, riconducibili all’epoca Saitica (XXVI dinastia) che perdureranno, pur con qualche evoluzione stilistica, fino al periodo tolemaico.

















