Lucus Feroniae. Area Archeologica, Antiquarium e Villa dei Volusii
Un importante progetto di valorizzazione territoriale vede oggi la sua completa realizzazione grazie all’azione congiunta della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale (oggi Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale) e la Società ARCUS. Si riaprono al pubblico, con aspetto rinnovato e in unico percorso di visita, la suggestiva area archeologica di VI-III secolo a.C. del santuario del Lucus Feroniae (bosco sacro dedicato a Feronia, dea italica della fertilità dei campi e propiziatrice dei commerci), la contigua colonia romana del I secolo a.C. (Iulia Felix Lucoferonensium), con l’annesso Antiquarium, nel comune di Capena, e la villa dei Volusii Saturnini, nel comune di Fiano Romano.
Pompei: ecco i primi volti delle vittime dell’eruzione
Ieri mattina, il soprintendente del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, ha diffuso sui social network le immagini di alcuni volti ricostruiti in laboratorio.
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Il Museo Salinas e il Tempio delle Muse
Le Metope di Selinunte, dopo 2.500 anni, continuano ad ispirare: il musicista Salvo Ferrara si è esibito l’8 febbraio 2019 in “Selinunte: Music from Myths”, progetto realizzato in coproduzione col Museo Salinas. Nella Sala delle Metope al cospetto del più importante complesso scultoreo dei Greci d’Occidente l’ensemble ha eseguito otto brani che compongono “Selinunte: Music from Myths”
Il culto di Mitra fra Lazio ed Etruria
L’adorazione di Mitra, divinità induista e della religione persiana, ebbe ampia diffusione nelle antiche aree dell’Italia centrale. La sua origine risale al 1200 a.C.,...
Pompei riapre !!!
Il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, e il Direttore generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta illustreranno martedì 26 maggio...
Sul buono e sul cattivo uso dei Bronzi di Riace
Riace, agosto 1972. Durante un’esplorazione subacquea, condotta a pochi metri dalla riva, Stefano Mariottini, vide affiorare a poco più di sei metri di profondità prima una statua, poi un’altra. Nel giro di pochi giorni, dopo aver avvertito la Soprintendenza, furono avviate le operazioni di recupero per liberare le statue dalla sabbia.


















