Storie di Persone e di Musei. Quando Nettuno non c’era …
Il ciclo Storie di Persone e di Musei rientra nel Lazio con l’Antiquarium Comunale di Nettuno (RM), presentato dal Sindaco Angelo Casto, dall’Assessore all’Urbanistica Stefano Pompozzi con Maria De Francesco Referente...
Dal Tempio di Aton emerge una testa in gesso di Akhenaton.
La missione archeologica dell'Università di Cambridge guidata dall'egittologo inglese Barry John Kemp ha scoperto una testa in gesso che raffigura Akhenaton, il decimo faraone della XVIII dinastia che regnò in Egitto tra il 1351 e 1333 a.C.
2 marzo 1818: Giovanni Belzoni entra nella piramide di Chefren
“Scoperta da G. Belzoni. 2. Mar. 1818”. Questa iscrizione campeggia ed impera nel muro meridionale della camera sepolcrale della piramide di Chefren, la seconda (per grandezza ed in ordine di costruzione) delle piramidi della piana di Giza. Era appunto il 2 marzo del 1818 quando Giovanni Belzoni violò l’entrata della piramide del quarto sovrano della IV dinastia. Oggi, in occasione del bicentenario della scoperta, vogliamo narrare di questa incredibile avventura.
Il Panificio di Popidio Prisco
Tra i lavori di messa in sicurezza della Regio VII di Pompei, di cui abbiamo parlato qualche settimana fa, si segnala la riapertura al pubblico di una famosa attività commerciale dell’antica città vesuviana: il panificio di Popidio Prisco.
Dalla necropoli occidentale di Assuan il dipinto di un leopardo e...
Oggi 21 febbraio al tourismA, il salone internazionale dell’Archeologia e del Turismo Culturale a Firenze, è stato presentato un resoconto degli scavi condotti ad...
Due “bombe” arabo-islamiche nella collezione del Museo Egizio di Torino?
Il museo Egizio di Torino conserva una serie di manufatti definibili genericamente di produzione “islamica”, provenienti presumibilmente dall’Egitto. “Come si sia formata questa piccola collezione araba è una storia a sé stante, una vera e propria ricerca connotata da notizie molto frammentate, in alcuni casi solo brevi accenni, il cui risultato, la composizione di un quadro omogeneo o di informazioni esaustive, è tutt’altro che scontato”.
All’interno di questo materiale, insieme a una stele funeraria di epoca fatimide[3] sono presenti due contenitori ceramici definiti genericamente “bombe” e datati “post 641”.


















