Indiana Jones e Lara Croft incantano i visitatori di ArcheoVirtual alla...

VideoGames e Archeologia. È la novità ArcheoVirtual di quest’anno per la Mostra allestita nel Museo Archeologico di Paestum, precisamente nella sala delle Metope, nell’ambito...

Verso la nuova Galleria dei Re

Le statue di dei e faraoni della Galleria dei Re del Museo Egizio saranno protagoniste a partire dal 23 aprile di un nuovo allestimento temporaneo nell’atrio e sotto le arcate del Museo Egizio e dell’Accademia delle Scienze, dal titolo “Verso la nuova Galleria dei Re”.

Presentazione di Milano Museo City

E' per noi un piacere informare tutti gli appassionati d'arte, di cultura e di natura che dall'1 al 3 marzo ci sarà MuseoCity 2019....

Pisa: resti di domus romane negli scavi di piazza Andrea Del...

Scavo in corso di uno dei piani pavimentali. Crediti: Pisa Progetto Suburbio / Università di Pisa Gli scavi condotti dal Dipartimento di Civiltà e Forme...

Scabec: Campania by night, 22mila presenze. Da Pompei a Paestum bilanci...

Ottantadue serate, oltre 22mila partecipanti per 5 siti straordinari, che hanno coperto l’offerta culturale nelle principali località turistiche, da Paestum all’isola d’Ischia: bilancio più che positivo per “Campania By Night. Archeologia sotto le stelle”, il progetto di valorizzazione turistica della Regione Campania realizzato dalla Scabec che da giugno a settembre ha offerto a turisti e residenti un modo nuovo e suggestivo per vivere e visitare scavi archeologici e musei e per arricchire l’offerta di intrattenimento dell’estate.

Svelata la ricetta del Garum

Un recente studio condotto da archeologi e genetisti ha svelato la ricetta del garum, la celebre salsa di pesce fermentato molto amata nell’antica Roma. Analizzando il DNA dei resti di pesci trovati in una vasca di salagione del sito romano di Adro Vello in Galizia (Spagna), risalente al III secolo d.C., gli studiosi hanno identificato la sardina europea (Sardina pilchardus) come ingrediente principale del garum iberico. La fermentazione del pesce, resa possibile dall’uso del sale, produceva una salsa ricca di sale e glutammato, simile ai moderni insaporitori. Esistevano diverse varianti a seconda degli ingredienti aggiunti (es. pepe, aceto, vino, olio, acqua). Il garum era molto richiesto e veniva esportato in tutto l’Impero, soprattutto dalle coste dell’Andalusia e del Nord Africa, dove si trovavano grandi impianti di produzione. Come abbiamo già detto, la salsa veniva prodotta attraverso un processo di decomposizione del pesce, ciò ha reso molto difficile il riconoscimento delle specie ittiche trovate nelle vasche di salagione, in quanto i processi di fermentazione accelerano il degrado del materiale genetico. Nonostante tutto, grazie alle moderne tecnologie, gli studiosi sono riusciti ad individuare il tipo di pesce utilizzato quale ingrediente base; e non solo. In altri siti di produzione di garum sono stati trovati anche resti di altre specie, come aringhe, merluzzi, sgombri e acciughe. Lo studio del Centro Interdisciplinare di Ricerca Marina e Ambientale (CIIMAR) dell'Università di Porto, pubblicato su Antiquity, ha anche evidenziato una maggiore purezza genetica delle sardine antiche rispetto a quelle moderne. Inoltre, l’uso del DNA antico apre nuove possibilità per approfondire le abitudini alimentari e i commerci del mondo romano.