LE LACRIME DI RA – L’apicoltura e l’importanza delle api nell’antico...
"Il dio Ra pianse, le lacrime scese dai suoi occhi caddero a terra e si trasformarono in api. Le api fecero il loro alveare e si operarono con i fiori di ogni pianta per produrre miele e cera. Così anche il miele e la cera d’api fuoriuscirono dalle lacrime di Ra". Questa iscrizione proveniente da un antico papiro egiziano (Salt 825) ci racconta di come gli Egizi credevano che le lacrime generate dal pianto del dio sole Ra si trasformassero in api mentre colpivano la terra e di come il miele e la cera erano stati quindi associati alle lacrime del dio. Le api, per ciò, erano considerate sacre, un dono di Ra in persona, il quale aveva conferito loro un aspetto prezioso non solo per come queste contribuivano con la loro produzione all’economia e al benessere della società egizia, ma anche perché erano teologicamente importanti. Proprio per questo motivo il miele era utilizzato anche nei rituali di morte, perché, oltre che conferire al defunto un incarnato dorato come d’oro era la pelle degli dei, si riteneva che fosse realmente sacro.
Endoscopia laparoscopica sulla mummia egizia da salvare
Ieri, martedì 21.09 c.a. la mummia egizia del Museo Civico Archeologico di Bergamo si è sottoposta ad una endoscopia laparoscopica. Ad eseguire l’esame, il...
Prorogata al 15 ottobre la mostra “L’intrepido Larth. Storia di un...
Prorogata fino a domenica 15 ottobre la mostra L’intrepido Larth. Storia di un guerriero etrusco allestita ad Orvieto al Museo archeologico nazionale e al...
Scoperta una tomba del Terzo Periodo Intermedio nel tempio funerario di...
Grande gioia per la missione spagnola diretta da Myriam Seco Alvarez che lavorando lungo la facciata esterna del muro meridionale del tempio funerario di Thutmosi III , West Bank Luxor, ha ritrovato una tomba risalente al Terzo Periodo Intermedio.
Comacchio- Museo Delta Antico: oltre 10.000 presenze nelle prime due settimane...
Boom di presenze per il Museo Delta Antico di Comacchio nelle prime due settimane di vita del nuovo spazio espositivo. L’Ospedale degli Infermi di Comacchio, sede del museo, è stato una delle mete più frequentate a livello nazionale dagli appassionati di arte e archeologia.
Un’insolita psicostasia scoperta nella chiesa di San Nicolò a Jesi
“Riportare alla luce questi affreschi significa riportare in vita la nostra città” è con queste parole che si è presentata la conclusione del lavoro di conservazione e restauro del bellissimo e particolarissimo affresco scoperto la scorsa estate nella chiesa di San Nicolò a Jesi raffigurante l’arcangelo Michele psicopompo e che potrebbe retrodatare la costruzione dell’edificio cultuale marchigiano. Con l’intenzione di rimuovere uno strato di calce che era stato posto nella notte dei tempi sull’abside della chiesa più antica della città, e cercare così di capire cosa nascondesse, si è scoperto l’importante dipinto medievale, unico nel suo genere sia per le numerose domande che ha innescato tra gli esperti che per le raffinate, nonché inusuali, rappresentazioni figurative.

















