Viaggio in notturna nei luoghi segreti delle Terme di Caracalla

Un’ occasione unica e suggestiva. La città eterna di notte accessibile nei luoghi della sua storia secolare. Dal 18 agosto e fino al 3...

L’Italia restituisce reperti all’Egitto. A Salerno recuperate monete, statue e un...

Importante restituzione di reperti egizi oggi a Roma. Presso la sede del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, alla presenza del Procuratore...

Borsa di Paestum: torna l’International Archaeological Discovery Award 2020

L’International Archaeological Discovery Award è arrivato alla sua sesta edizione. Dal 2015, infatti, la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e Archeo hanno istituito questo...

Scoperti nuovi graffiti in cava ad Aswan risalenti al Periodo Dinastico

Il 14 marzo 2017, l’egittologo G. Rigamonti scopre tre graffiti del Periodo Dinastico. Poco a Sud di Aswan, l’isola “Isis-Island”, da decenni di proprietà privata, non è conosciuta dalle missioni che frequentano i siti di Aswan. L’isola, di forma allungata e dalla conformazione biforme -a Nord rigogliosa, a Sud roccia pura- e protetta nella parte meridionale da alti canneti e da stretti bracci del Nilo, introduce ai successivi isolotti della Prima Cateratta.

Piano Straordinario di Monitoraggio e Conservazione dei Beni Culturali Immobili

Attività istituzionali del Ministero della Cultura volte alla conservazione del patrimonio culturale; per una conoscenza individuale e un controllo periodico e sistematico dell’evoluzione dello...

Dal tempio di Dakka a El-Kab

Il Tempio di Dakka, situato nella bassa Nubia e oggi ricollocato presso il Complesso di Wadi es-Sebua, rappresenta un esempio significativo di architettura religiosa tolemaico-romana. Originariamente dedicato a Thot, fu ampliato sotto Augusto, riflettendo la continuità cultuale tra tradizione egizia e dominazione imperiale. Le sue iscrizioni offrono preziose testimonianze linguistiche e religiose della Nubia ellenistica. Parallelamente, i piccoli templi di El-Kab, antica Nekheb, documentano una lunga occupazione dall’epoca predinastica al periodo tolemaico. Dedicati soprattutto alla dea Nekhbet, questi santuari minori illustrano pratiche cultuali locali e l’evoluzione dell’architettura sacra egizia in contesti periferici ma culturalmente dinamici.