Saqqara: nuove scoperte nella necropoli degli animali sacri

Erano giorni che circolavano immagini “indiscrete” di una nuova scoperta in terra d’Egitto ed erano giorni che aspettavamo con trepidazione il comunicato stampa con tutti i dettagli. La scoperta è stata effettuata ancora una volta nella necropoli degli animali sacri a Saqqara, area che negli ultimi due anni ha regalato diverse sorprese.

“Herculaneum 3D SCAN” accelera la rivoluzione digitale di tutte le attività...

Continua alacremente il lavoro del Parco Archeologico di Ercolano e, a poche settimane dal lancio dei Lapilli del Parco, in rete ecco nuovi contenuti...

Del Museo Egizio, di mago Merlino e maga Magò

In questo periodo, tra le tante cose che non si possono fare, c’è anche l’infiltrarsi al Museo Egizio. E allora voglio raccontarvi perché amo i musei, cosa penso di loro e come vorrei che fossero, cercando di mettere assieme dei pensieri non troppo rinfusamente.

Jaḫdun-Lim, re di Mari

Il regno di Jaḫdun-Lim ci è noto grazie a un’iscrizione ufficiale conservata su un grande disco di terra cotta e alle tavolette degli archivi di Mari. Il suo regno, di una ventina di anni, ebbe una fine tragica: egli morì, infatti, assassinato dai suoi servitori, per ragioni che non ci sono note. È tuttavia probabile che l’assassino fosse stato commesso su istigazione del re assiro Šamši-Addu I. Infatti, alla morte di Jaḫdun-Lim il regno di Mari passò sotto il controllo del monarca assiro, che vi installò il figlio Iasmaḫ-Addu come governatore. Questo “interregno assiro” durò una ventina di anni. Alla morte di Šamši-Addu I, infatti, Zimri-Lim, figlio di Jaḫdun-Lim, riuscì a riconquistare il “trono dei suoi padri” e a mantenersi al potere per più di trent’anni. È sotto il suo regno che Mari conobbe una grande prosperità, alla quale mise brutalmente fine la conquista di Hammurapi di Babilonia.

Ai piedi della Montagna Pura: la Missione Archeologica Italiana in Sudan...

L’area archeologica del Jebel Barkal, nel Sudan del nord, è patrimonio mondiale UNESCO dal 2003. Il sito prende nome dalla montagna (in arabo: jebel, جبل) che ne domina il paesaggio: un rilievo di arenaria, alto circa 80 metri, che si staglia su una piatta distesa desertica intervallata da arbusti. Poco lontano scorre il Nilo – in questa zona a ritroso, da nord-est a sud-ovest – e rende fertili le rive, consentendo il prosperare di una zona di coltivazioni di palme da dattero

Pasqua e Pasquetta nell’antica Daunia. In TV cinque puntate sul patrimonio...

5 CAPITOLI SUL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO DAUNIO (con i documentari di Antonio Fortarezza) L’emergenza del Covid19 ci costringe a stare in casa, ma la forzata quarantena può essere un'interessante opportunità per conoscere meglio le ricchezze archeologiche offerte da Foggia e dalla terra Dauna, in un viaggio virtuale alla loro scoperta. Si potrà farlo grazie a “Pasqua e Pasquetta nell’antica Daunia (restando a casa)”, un'iniziativa promossa dal regista Antonio Fortarezza, SharingTv e Lettere Meridiane, con il patrocinio della Fondazione Apulia Felix.