Notizie di nuove scoperte archeologiche giungono dalla Serbia, più precisamente dal sito dell’antica città romana di Viminacium nei pressi di Kostolac, dove – circa tre settimane fa – sepolta sotto i depositi di fango è stata ritrovata un’antica flotta composta di grandi navi (alcune simili alle navi da guerra romane), piccole barche, e altre imbarcazioni di vario tipo.

Per il momento è difficile attribuire una datazione poiché non sono stati ritrovati altri oggetti che possano ricondurre ad un preciso periodo storico, anche se la nave più grande (lunga 15 metri) è stata ritrovata 7 metri sotto il livello dei resti romani più antichi, il che potrebbe collocare questi reperti in un’epoca precedente a quella romana. Alcuni campioni di legno sono già stati prelevati per essere sottoposti alla datazione al carbonio.

Le imbarcazioni sono state ritrovate durante i lavori di estrazione del carbone, poiché tutta l’area dell’antica Viminacium è situata sopra enormi giacimenti di carbone. Molti dei più importanti ritrovamenti archeologici in Serbia sono avvenuti durante questi lavori, ma l’aspetto negativo di questa vicenda è che la maggior parte dell’area archeologica di Viminacium andrà perduta proprio a causa dell’intensa attività di estrazione.

Viminacium era la capitale della Media Superiore ed era il campo base della Legione Claudia. Era una città romana fortificata in cui vivevano circa 30.000 persone. Le sue necropoli risalgono ad un periodo compreso fra IV secolo a.C e il IV secolo d.C., e costituiscono ancora oggi il più grande cimitero romano al mondo. Infatti, gli archeologi serbi hanno ritrovato più di 14.000 sepolture e tombe contenenti oltre 30.000 oggetti di corredo funerario.

Questo sito archeologico che si estende su un’area di 450 ettari fino ad oggi è stato indagato solo per il 2%, ma gli archeologi stimano addirittura che sotto il terreno ci sia materiale per i prossimi 300 anni di scavi.

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