Museo Egizio: un museo “fuori di sé”

Una collezione che si connette con il territorio, uscendo dalle mura che la custodiscono per raggiungere ospedali e carceri, centri culturali e scuole per stranieri. Mura che diventano trasparenti per comunità nordafricane, migranti e richiedenti asilo. Perché il Museo Egizio non fa solo il museo ed è per questo che è senza dubbio un grande museo!

Reperto egizio scoperto all’Università di Aberdeen

Un antico reperto egizio da tempo andato perduto è stato ritrovato all’Università di Aberdeen, in Scozia, durante un riesame degli oggetti appartenenti alla collezione...

Il MANN per la città: il Museo si racconta nel quartiere

Sul podio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sono riprodotte le tavole del calendario 2021 della Scuola Italiana di Comix Nella Galleria Principe di Napoli,...

Cose meravigliose: la coppa in alabastro di Tutankhamon

Una volta aperto il piccolo foro sulla porta che lo divideva dall’anticamera, Carter guardava senza riuscire a notare nulla in particolare da tanto era preso dal “tutto” su cui nulla primeggiava. Un oggetto però attirò più degli altri la sua attenzione, un oggetto che - nonostante le migliaia di reperti che la tomba del giovane Tutankhamon restituirà - resterà legato per l’eternità all’egittologo inglese.

Edda Bresciani non c’è più

Ho conosciuto la professoressa Edda Bresciani grazie alla musica e alla poesia nell’antico Egitto. Ero stato chiamato ad inaugurare le attività di un centro culturale...

“Cose meravigliose!”. La scoperta del tesoro di Tutankhamon

Il 26 novembre 1922 prende vita il dialogo archeologico più famoso del mondo intero. “Can you see anything?”, “Yes, wonderful things!”: “Si, cose meravigliose!”. I protagonisti sono un impaziente Lord Carnarvon ed un incredulo Howard Carter di fronte alle meraviglie che la tomba di Tutankhamon stava svelando. Prosegue quindi l’avvincente racconto alla scoperta dell’ultima dimora del faraone bambino.