I Misteri di Khoiak
L’iscrizione qui presentata, relativa ai misteri di Osiri celebrati tra il 12 e il 30 del mese di Khoiak (8-26
dicembre), occupa tre delle pareti del cortile del piccolo tempio di Osiri edificato nell’angolo N-E
(geografico, non rituale) della terrazza inferiore del tempio di Hathor a Dendera. Si compone di 159 colonne,
così suddivise: parete Ovest: coll. 1-60; parete Sud: coll. 61-127; parete Est: coll. 128-159.
Questa grande e celebre iscrizione è costituita in realtà da sette testi diversi, relativi a differenti questioni
riguardanti, però, un soggetto comune; sono stati redatti in maniera indipendente gli uni dagli altri, da autori
diversi, senza linea direttrice e definita in maniera assoluta. Ognuno porta un titolo particolare.
Probabilmente si è preso tra la ricca collezione degli scritti relativi alle feste osiriche del mese di Khoiak
quelli che si riteneva dessero un’idea d’insieme delle cerimonie e dei loro particolari riti e li si è assemblati,
senza preoccuparsi di coordinarli; da qui le discordanze, le ripetizioni, le diseguaglianze di stile.
Estremamente preziosa per il suo contenuto, l’iscrizione di Dendera non offre, tuttavia, che un’idea
frammentaria di ciò che dovevano essere originariamente i rituali dei misteri di Osiri durante il mese di
Khoiak.
Saqqara, dal laboratorio di mummificazione nuove sepolture. Una di esse ha...
Il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano, assieme all’Università di Tubinga (Germania), ha annunciato la scoperta di un nuovo ambiente nel complesso del laboratorio di mummificazione risalente alla XXVI dinastia scoperto nel 2018 a Saqqara (la scoperta era stata classificata tra le prime 10 scoperte archeologiche del 2018 dalla rivista Archaeology Magazine and Heritage Daily) ed hanno reso noto il risultato dei primi studi e test eseguiti sulla maschera d’argento dorato e sugli oli e sulle resine di mummificazione ivi scoperte quasi due anni fa.
Saqqara: nuove scoperte nella necropoli degli animali sacri
Erano giorni che circolavano immagini “indiscrete” di una nuova scoperta in terra d’Egitto ed erano giorni che aspettavamo con trepidazione il comunicato stampa con tutti i dettagli. La scoperta è stata effettuata ancora una volta nella necropoli degli animali sacri a Saqqara, area che negli ultimi due anni ha regalato diverse sorprese.
Jaḫdun-Lim, re di Mari
Il regno di Jaḫdun-Lim ci è noto grazie a un’iscrizione ufficiale conservata su un grande disco di terra cotta e
alle tavolette degli archivi di Mari. Il suo regno, di una ventina di anni, ebbe una fine tragica: egli morì,
infatti, assassinato dai suoi servitori, per ragioni che non ci sono note. È tuttavia probabile che l’assassino
fosse stato commesso su istigazione del re assiro Šamši-Addu I. Infatti, alla morte di Jaḫdun-Lim il regno di
Mari passò sotto il controllo del monarca assiro, che vi installò il figlio Iasmaḫ-Addu come governatore.
Questo “interregno assiro” durò una ventina di anni. Alla morte di Šamši-Addu I, infatti, Zimri-Lim, figlio di
Jaḫdun-Lim, riuscì a riconquistare il “trono dei suoi padri” e a mantenersi al potere per più di trent’anni. È
sotto il suo regno che Mari conobbe una grande prosperità, alla quale mise brutalmente fine la conquista di
Hammurapi di Babilonia.
Ai piedi della Montagna Pura: la Missione Archeologica Italiana in Sudan...
L’area archeologica del Jebel Barkal, nel Sudan del nord, è patrimonio mondiale UNESCO dal 2003.
Il sito prende nome dalla montagna (in arabo: jebel, جبل) che ne domina il paesaggio: un rilievo di arenaria, alto circa 80 metri, che si staglia su una piatta distesa desertica intervallata da arbusti. Poco lontano scorre il Nilo – in questa zona a ritroso, da nord-est a sud-ovest – e rende fertili le rive, consentendo il prosperare di una zona di coltivazioni di palme da dattero
Il Papiro Chirurgico Edwin Smith
Come ormai tutti sanno, l’antico Egitto fu una delle grandi civiltà del bacino medio orientale. La sua organizzazione si manifestò in tutti gli aspetti sociali e religiosi raggiungendo un grado di cultura che ancora oggi ci lascia sorpresi. L’architettura sacra e profana, l’urbanistica, l’arte, la saggezza, l’etica sociale, la conoscenza approfondita e sistematica del mondo circostante (acque; terra; cielo), l’oculato sfruttamento delle risorse naturali e la strutturazione bellica di difesa e offesa, ne fanno un modello di cultura antica che dette dei punti alle civiltà mesopotamiche e ai Greci.
Nella vita quotidiana degli antichi Egiziani non poteva mancare il campo della medicina. La ricerca in questa branca della scienza coinvolge lo studio di molti aspetti della civiltà nilotica. Le indagini sulle fonti letterarie e le rappresentazioni artistiche, ma ancor di più l’esame dei resti umani e delle mummie, ha espanso il campo delle conoscenze antiche.


















