L’Assiria e l’Egitto. Scontro di potenze tra l’VIII e il VII...
Alberto Elli continua a produrre materiale che riguarda la storia del Vicino Oriente Antico e dell’Egitto faraonico, utilizzando la formula vincente che ormai caratterizza le sue opere: fornire alla struttura cronologica degli eventi storici un opportuno supporto filologico, costituito dalla traduzione fatta ex-novo dei documenti – o parte di essi – pertinenti all’argomento trattato. Materiale che in molti casi non è facilmente reperibile da chi non è un addetto ai lavori e per questo ancora più prezioso!
Collana in faience che riporta il nome di Seti I
Di questo gioiello, risalente alla XIX dinastia, si conservano 13 piastrine modellate in entrambi i lati e non tutte in ottimo stato di conservazione o integre.
Tutte hanno come base il simbolo della festa hb, mentre le parti superiori ci sono pervenute in cinque tipi diversi.
Un solo esemplare presenta un ankh che sorregge con le mani uno scettro was su ogni lato, con due anelli di sospensione laterali per poter essere legato alle altre piastrine.
Statua di sacerdote
Le statue realistiche sono rare nella produzione antico egiziana classica, ma assai più frequenti in epoca saitica. Non si tratta comunque di statue “ritratto” vere e proprie, ma piuttosto dell’abbandono di certi canoni ufficiali che da secoli si rifacevano alla casa reale e al sovrano, non più modello delle classi sociali agiate, dei funzionari e dei sacerdoti, che cercano adesso nuove soluzioni per esprimere la realtà.
Cassetta porta-ushabty della Cantrice di Amon Mut-em-uia
Chiudiamo questa breve carrellata sugli ushabty precisando innanzitutto che, la collezione egizia del Museo Archeologico di Napoli ne custodisce ben più della breve selezione che vi abbiamo proposto, e poi descrivendo un contenitore che era adibito ad ospitare proprio queste statuette funerarie, appartenuto alla Cantrice di Amon, Mut-em-uia.
Ushabty di Pa-di-ni-udjit, figlio di Setcher-ir-dis
Questo tipo di ushabty è definito “saitico” perché presenta una serie di elementi iconografici e caratteristiche tecniche ben precise e ben identificabili, riconducibili all’epoca Saitica (XXVI dinastia) che perdureranno, pur con qualche evoluzione stilistica, fino al periodo tolemaico.
Ushabty della Signora della casa Nehet
Proponiamo un altro ushabty della Collezione Egizia del Museo Archeologico di Napoli, molto simile a quello pubblicato nell’articolo precedente, che vi invitiamo a leggere per le notizie di carattere generale sugli ushabty, che valgono naturalmente anche per questo. La datazione proposta lo sposta alla dinastia successiva, la XX.

















