Ushabty di Pa-di-ni-udjit, figlio di Setcher-ir-dis
Questo tipo di ushabty è definito “saitico” perché presenta una serie di elementi iconografici e caratteristiche tecniche ben precise e ben identificabili, riconducibili all’epoca Saitica (XXVI dinastia) che perdureranno, pur con qualche evoluzione stilistica, fino al periodo tolemaico.
Ushabty della Signora della casa Nehet
Proponiamo un altro ushabty della Collezione Egizia del Museo Archeologico di Napoli, molto simile a quello pubblicato nell’articolo precedente, che vi invitiamo a leggere per le notizie di carattere generale sugli ushabty, che valgono naturalmente anche per questo. La datazione proposta lo sposta alla dinastia successiva, la XX.
Ushabty della Signora della Casa Mut(nefret)
Questa tipologia di statuette, assieme agli scarabei, è tra i reperti che gli archeologi hanno trovato in maggior numero nel corso dei loro scavi in Egitto e che compaiono in quasi tutte le collezioni egizie sparse nel mondo.
Ancora oggi non è raro durante le campagne archeologiche, rinvenire tra gli scavi queste particolari statuette funerarie, con iscrizioni o anepigrafe, che abbracciano buona parte della civiltà faraonica.
STELE FUNERARIA DEL SACERDOTE DI HELIOPOLI Aa-KHEPER-KA-RA-SENEB E LA SUA FAMIGLIA
Abbiamo visto nell’articolo di ieri la tipologia di stele presenti nell’antico Egitto, proponendo quella di Hui.
Adesso ne proponiamo un’altra dalla fattura molto simile, anche se più databile alla dinastia precedente, la XVIII.
Ne diamo una descrizione dettagliata che potrà sembrare un po’ troppo schematica, ma che dà l’idea di quanto fosse importante per il defunto rappresentare i familiari ricordandone nomi e titoli.
Mataryia, un nuovo tempio per Ramesse II
La missione archeologica egiziano-tedesca che sta lavorando al sito archeologico di Matariya ha scoperto nuove prove che attribuirebbero un tempio edificato in quell’area a Ramesse II.
Il Museo di Mallawi
In seguito agli sconvolgimenti politici che colpirono l’Egitto a partire dal gennaio 2010, molti siti archeologici e musei sparsi per il Paese subirono attacchi e devastazioni (e perdite di vite umane, che vogliamo ricordare nonostante l’articolo verta su tematiche differenti).Ma qualche tempo dopo un museo nel Governatorato di Minya, a circa 300 Km a sud del Cairo, fu pesantemente devastato e saccheggiato per circa 8 ore da un gruppo di uomini, con un pesante bilancio anche in termini di vite umane: Salama al-Hafez, un funzionario, rimase ucciso; Ahmad al-Sabur, direttore del museo, rimase ferito. Era il 14 agosto del 2013 quando l’Egyptian Ministry of State for Antiquities informava l’UNESCO dei saccheggi avvenuti nel Mallawi National Museum a Minya