Enūma Eliš “quando in alto”

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Un nuovo Speciale di MediterraneoAntico.it è pronto per essere scaricato o sfogliato online, gratuitamente, da tutti i nostri lettori. Un lavoro di grande valore filologico curato da Alberto Elli, che ci riporta indietro nel tempo per farci scoprire i temi della Creazione, così come li vivevano gli antichi.
Al corposo ed iniziale insieme di segni cuneiformi, riscritti con un apposito font per essere perfettamente leggibili, segue la traduzione continuata, che consente di fruire appieno dell’intero materiale a tutti coloro che sono interessati, ma non filologi esperti.
L’Enūma Eliš “quando in alto” è un poema appartenente alla tradizione religiosa babilonese, che tratta in particolar modo della creazione del mondo e delle imprese del dio Marduk, la divinità poliade di Babilonia. Questa poema veniva recitato, o forse anche cantato (gli ultimi versi lo definiscono “il canto di Marduk, che ha incatenato Tiamat e si è impadronito della regalità”), durante la festività dell’Akītu, la festa d’inizio del Nuovo Anno, nel mese di Nissanu, e specificatamente il quarto degli undici giorni di durata della festa.
L’opera, le cui origini sono sconosciute, risale probabilmente a Nabucodonosor I, quarto re della cosiddetta II dinastia di Isin, che regnò tra 1125 e il 1104 a.C. circa.

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