venerdì, 2 Dicembre, 2022

Il papiro Louvre-Carlsberg svela nuovi segreti sulla mummificazione nell’antico Egitto

Analizzando un papiro medico di circa 3.500 anni e appartenuto per una metà al Museo del Louvre e per l’altra metà alla Collezione di Papiri Carlsberg dell'Università di Copenhagen, da qui il nome “papiro Louvre-Carlsberg”, sono emerse novità davvero inaspettate sulle tecniche d’imbalsamazione utilizzate nell’antico Egitto. Infatti, grazie allo studio su questo prezioso manoscritto, sono state apprese nuove fasi e tecniche finora sconosciute. Ma non solo: siamo di fronte al più antico manuale sulla mummificazione mai scoperto finora.

Museo Egizio: anche le statue parlano, anzi…scrivono!

“La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”. Lo disse Champollion quando giunse nella città sabauda, ammirato e ammaliato dalla “Drovettiana”, l’incredibile ed eterogeneo insieme di reperti egizi che il console Drovetti aveva messo assieme durante la sua lunga permanenza in Egitto, da poco acquistata dai Savoia. Ma non fu una strada priva di inciampi per il francese, che a Torino poté saggiare la spigolosità di Giulio Cordero di San Quintino – laureato in utroque iure, sacerdote, nominato dal padre di Cesare Balbo curatore della nascente collezione egizia di Torino – a cui Champollion oppose una verve del tutto inaspettata. O forse no.

Scoperto un insediamento greco-romano alle porte dell’antica Alessandria d’Egitto

Durante uno scavo per lavori pubblici in corso nel moderno distretto di Shatby ad Alessandria d’Egitto, è stato riportato alla luce un grande insediamento residenziale, commerciale e produttivo di epoca greco-romana. L’insediamento, abitato tra il II secolo a.C. e il IV secolo d.C., si trovava adiacente alle antiche mura della capitale egizia e disponeva di aree di sosta destinate ai viaggiatori e ai visitatori della città in attesa di ottenere il permesso d’ingresso, nonché aree adibite…

Il Papiro dell’Adozione

Il papiro proviene dalla città medio-egiziana di Sepermeru, a sud di Herakleopolis Magna, il cui dio principale era Seth. Questo documento legale è diviso in due parti, ognuno cominciante con una propria data e terminante con una propria lista di testimoni. La prima parte è datata al giorno dell’assunzione al trono di Ramesse XI e la seconda all’anno XVIII dello stesso faraone. Le due parti, tuttavia, sono state scritte in un’unica sessione, essendo la grafia identica per tutto il papiro. Scopo del documento è quello di assicurare l’intera proprietà di Nebnefer alla propria moglie Nanefer (il nome compare anche come Rennefer), così che lei possa disporne a suo piacimento.

Tutankhamon protagonista di un melodramma in due atti Made in Italy

Proprio come accadde a Radamés, il personaggio di fantasia dell’opera lirica “Aida” di Giuseppe Verdi, anche Tutankhamon calcherà i teatri di tutto il mondo con un melodramma in due atti incentrato sulla sua vita. A scriverne il canovaccio storico-temporale l’egittologo Zahi Hawass, mentre Lino Zimbone ha creato e orchestrato le musiche e Francesco Santocono è l’autore del libretto. L’opera lirica inaugurerà il GEM.

Scoperta a Eliopoli struttura giubilare di Ramesse II

Una missione archeologica dell'università egiziana Ain Shams ha completato lo scavo di un struttura cultuale dedicata al faraone Ramesse II scoperta lo scorso anno nell'antica Eliopoli, la moderna Matariya, il sobborgo del Cairo ormai divenuto celebre per il ritrovamento del colosso di Psammetico I.