Una missione archeologica egiziana al lavoro nel sito di Gebel el-Silsila, nei pressi di Aswan, ha scoperto il principale porto fluviale utilizzato nell’antichità per il trasporto degli obelischi e dei blocchi in arenaria estratti dalle vicine cave locali e destinati alla costruzione dei templi dell’Alto Egitto.

Vista panoramica sul porto fluviale scoperto a Gebel el-Silsila (ph. MoA)
I fori per gli ormeggi al porto di Gebel el-Silsila (ph. MoA)

Il porto, con un’estensione di circa 100 metri, è stato individuato sulla riva orientale del Nilo ed è situato a soli 200 metri da una grande cava di pietra identificata nell’area con il n.34. Il porto era completamente coperto di detriti, limo e vegetazione prima che il team, ripulendo l’area, individuò delle iscrizioni e i punti di attracco per le imbarcazioni che dovevano prendere a bordo il pesante carico.

Incisioni dal porto di Gebel el-Silsila (ph. MoA)

Il porto dovrebbe risalire alla XVIII dinastia (1543-1292 a.C.), la prima del Nuovo Regno. E’ proprio in questo periodo che gli Egizi iniziarono a sfruttare abbondantemente la pietra estratta da queste cave per edificare i millenari templi di Karnak, Luqsor, Medinet Habu, Kom Ombo, Edfu, Esna e Dendera. Quella di Gebel el-Silsila è una delle cave più grandi e importanti in suolo d’Egitto, infatti l’arenaria da qui estratta è stata impiegata fino ai tempi moderni.

Una delle cave di Gebel el-Silsila (ph. MoA)
Incisioni dal porto di Gebel el-Silsila (ph. MoA)

(immagine di copertina: I fori per gli ormeggi delle imbarcazioni nel porto fluviale scoperto a Gebel el-Silsila / ph. MoA)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Source: MoA

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