Una scena nilotica di carattere erotico dalla Casa del medico di Pompei

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Intonaco affrescato di grandi dimensioni (224 x 62.5 cm) proveniente dal peristilio della Casa del Medico di Pompei (VIII, 5, 24), custodito presso il Museo Archeologico di Napoli e fotografato in occasione della mostra “Il Nilo a Pompei”, nell’esposizione curata presso il Museo Egizio di Torino.

I paesaggi nilotici venivano utilizzati dai pittori come sfondo per le loro scene suddivise in due filoni ben distinti tra loro: quelli che rispecchiavano la realtà e quelli ispirati ai pigmei. Quella in mostra è una delle tre lastre dipinte sui muretti del peristilio della Casa del Medico a Pompei e rappresenta un gruppo di pigmei occupati in varie attività: un musico che suona un doppio oboe mentre una coppia è impegnata in un amplesso amoroso, un banchetto e una lotta tragicomica contro un ippopotamo.

I Pigmei appaiono in queste raffigurazioni a partire dal 30 a.C., ovvero dopo l’annessione dell’Egitto all’Impero Romano e le interpretazioni che ne danno gli studiosi sono diverse tra loro, ma anche complementari.

La funzione apotropaica riconosciuta da tempo a nani e gobbi, non di rado associati a falli ipertrofici, è senz’altro un’interpretazione che coglie nel segno, mentre lascia perplessi quella secondo cui vi sia stata da parte degli artisti il desiderio di denigrare un’Egitto ormai ridotto a mera provincia romana, popolandolo di queste buffe creature. Considerando che gli imperatori romani si fecero rappresentare sulle mura dei templi egizi come veri e proprio sovrani d’Egitto, costruendo o completando essi stessi maestosi templi in rispetto dell’antica religione egizia, parrebbe strano che vi sia stata un’azione denigratoria che avrebbe coinvolto gli imperatori stessi in qualità di Faraoni.

Un’interessante interpretazione è quella che vede i pigmei come simboli della fertilità in associazione con le annuali piene del Nilo, il che spiegherebbe anche la presenza – non costante ma comunque rilevante – di scene erotiche dove essi sono i protagonisti. La coppia di pigmei viene sempre rappresenta in due modi: coitus a tergo e venus pendula aversa (visibile in questo affresco). In questo secondo caso il riferimento potrebbe essere a Iside che in forma di uccello si posiziona sopra il membro in erezione di Osiride nel ruolo di dio della fertilità, che Plutarco definisce efficacemente come “effluvio di Osiride” e quindi in stretta connessione con le annuali piene del Nilo.

“…il tutto messo “fra virgolette” in forma di colte allusioni all’interno di una esilarante trasfigurazione burlesca posta al servizio del discorso di autopromozione rivolto dal proprietario della casa ai suoi invitati” (Federico Poole, curatore del Museo Egizio di Torino e della mostra “Egitto a Pompei”).

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Paolo Bondielli

Storico, studioso della Civiltà Egizia e del Vicino Oriente Antico da molti anni. Durante le sue ricerche ha realizzato una notevole biblioteca personale, che ha messo a disposizione di appassionati, studiosi e studenti. E’ autore e coautore di saggi storici e per Ananke ha pubblicato “Tutankhamon. Immagini e Testi dall’Ultima Dimora”; “La Stele di Rosetta e il Decreto di Menfi”; “Ramesse II e gli Hittiti. La Battaglia di Qadesh, il Trattato di pace e i matrimoni interdinastici”.

E’ socio fondatore e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Egittologia.net. Ha ideato e dirige in qualità di Direttore Editoriale, il magazine online “MA – MediterraneoAntico”, che raccoglie articoli sull’antico Egitto e sull’archeologia del Mediterraneo. Ha ideato e dirige un progetto che prevede la pubblicazione integrale di alcuni templi dell’antico Egitto. Attualmente, dopo aver effettuato rilevazioni in loco, sta lavorando a una pubblicazione relativa Tempio di Dendera.

E’ membro effettivo del “Min Project”, lo scavo della Missione Archeologica Canario-Toscana presso la Valle dei Nobili a Sheik abd el-Gurna, West Bank, Luxor. Compie regolarmente viaggi in Egitto, sia per svolgere ricerche personali, sia per accompagnare gruppi di persone interessate a tour archeologici, che prevedono la visita di siti di grande interesse storico, ma generalmente trascurati dai grandi tour operator. Svolge regolarmente attività di divulgazione presso circoli culturali e scuole di ogni ordine e grado, proponendo conferenze arricchite da un corposo materiale fotografico, frutto di un’intensa attività di fotografo che si è svolta in Egitto e presso i maggiori musei d’Europa.

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