Tutto quello che avreste voluto sapere sul noce
Uno studio dell’Ibaf-Cnr e Ibam-Cnr identifica origine e modalità di diffusione del noce comune, evidenziando l’influenza dell’uomo. Il lavoro, pubblicato su Plos One, ha incrociato i dati genetici della pianta con l’analisi glottologica della parola ‘noce’ e con i dati archeologici, topografici e storici relativi alla distribuzione geografica della specie
Al Museo Egizio un incontro con Federico Poole e Giuseppe Sergi...
Mercoledì 22 marzo alle ore 18:00 il Museo Egizio ospita una interessante conferenza dal titolo: “Schiavi e servi dall’antico Egitto all’Europa medievale: una storia di equivoci”. L’incontro, a cura del Professor Giuseppe Sergi; docente di Storia Medievale dell’Università degli Studi di Torino e del Dottor Federico Poole; egittologo Curatore del Museo Egizio, vuole confutare alcuni dei luoghi comuni che riguardano la schiavitù.
Parco di archeologia condivisa a Poggio del Molino. Sosteniamo il progetto
Obiettivo del progetto è strutturare un Parco di archeologia condivisa presso l'area archeologica di Poggio del Molino.
Alla base della proposta vi è la consapevolezza che il patrimonio culturale non rappresenta un valore in sé, ma un valore relazionale: un sito archeologico - costituito a volte da poco più di qualche muro diroccato - ha il valore che la società civile e la comunità di riferimento gli attribuiscono. E questo valore è direttamente proporzionale al coinvolgimento e alla partecipazione di ogni cittadino nel processo di definizione e di gestione della nostra eredità culturale.
Le insegne romane di Palazzo Massimo alle Terme
Le insegne di Palazzo Massimo sono state ritrovate nel 2005, durante degli scavi effettuati sul Palatino, in un’area compresa tra il Colosseo e l’attuale Via Sacra. Il rinvenimento è avvenuto all’interno di una fossa ricavata in uno degli ambienti semipogei della terrazza di età flavio-neroniana di un piccolo tempio del più antico santuario pertinente le Curiae Veteres, sede di un culto civico istituito secondo la tradizione da Romolo, e citate da Tacito come uno dei vertici dell’area sacra del Palatino, attribuito anch’esso al fondatore mitico della città. In questo quadro topografico si inquadra il ritrovamento dei signa, all’interno di una fossa, che, dal punto di vista stratigrafico, ha tagliato un pavimento che ha restituito materiale databile agli inizi del III secolo d.C.
Lo scavo in Piazza. Una casa, una strada, una città
Ci sono i pavimenti a mosaico di una domus romana, una lucerna figurata rinvenuta nel vicino Palazzo Busetti, una selezione dei pezzi più notevoli del celebre tesoro romano-barbarico trovato in Via Crispi nel 1957, un frammento di scuola antelamica attribuibile forse alla fabbrica del Duomo e decine di altri reperti provenienti dallo scavo di Piazza della Vittoria.
E cè la cosiddetta via obliqua, una strada di orientamento anomalo -in deroga al perfetto reticolo ortogonale della città romana incentrato sulla via Emilia- che inciderà sulla fisionomia urbana fino al pieno medioevo e di cui è emerso un tratto anche sotto Palazzo Busetti.
Esposizione di un eccezionale reperto appena recuperato dagli USA
Nell’approssimarsi del primo G7 dei Ministri della Cultura (Firenze, 30 e 31 marzo 2017), il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale apre per la prima volta al pubblico la sua prestigiosa sede nel cuore di Roma, per l’eccezionale esposizione dell’ultimo importate recupero: una testa in marmo, raffigurante l’Imperatore Tiberio, del I sec. d.C.















