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Un rito alla dea Hathor: “scuotere i papiri”

In questa nuova ricerca, Gilberto Modonesi ci racconta di un rituale dedicato alla dea Hathor e il cui nome è stato tradotto con "scuotere i papiri". Gli studiosi hanno lavorato a lungo per interpretare il giusto significato di questo rituale, che pare sia anche mutato nel corso del tempo. Dovrebbe trattarsi di un rito preparatorio alla caccia, ma anche un modo per il defunto di ingraziarsi i favori della dea al fine di rigenerarsi dopo la morte. Buona lettura!

Egitto: nuove iscrizioni e rilievi scoperti nelle acque del Nilo

© Cristian Craciun / Ministry of Tourism and Antiquities of Egypt Qualche giorno fa il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano ha diffuso la...

Gli scribi dell’antico Egitto subivano danni scheletrici a causa della loro...

Un recentissimo studio operato dai ricercatori del Museo Nazionale di Praga, diretto da Petra Brunker Havelkovà e Miroslav Bàrta, e pubblicato sulla rivista Nature...

Vita e morte di una divinità egizia: il toro Api

Api è il toro divino di cui si hanno maggiori documentazioni scritte e archeologiche nell'antico Egitto. L’immagine del toro rappresenta il re, e questa incarnazione verrà confermata anche nel periodo storico con la coda di toro posticcia appesa alla cintura del sovrano e con il frequente uso nel protocollo regale del Nuovo Regno del titolo di “toro possente”.

Assuan: dalla necropoli dell’Aga Khan emergono tombe di famiglia di epoca...

La missione archeologica congiunta italo-egiziana EIMAWA (Egyptian-Italian Mission At West Aswan), coordinata dall'Università degli Studi di Milano e dal Ministero del Turismo e delle...

L’Akh-menu e il “giardino botanico” di Thutmosi III

Thutmosi III, nell'anno 23 del suo regno, iniziò la costruzione di un nuovo tempio all'interno del complesso templare di Karnak. Lo chiamò "Menkheperre Akh-menu" e fu qualificato come “grande tempio dei milioni di anni. Il tempio fu costruito come memoriale a suo padre Amon-Ra e ai suoi antenati al fine di perpetuare i loro nomi e assicurare loro il servizio delle offerte divine.