Egitto: scoperte nuove sepolture a Ossirinco
Novità da Ossirinco, una delle città più importanti dell'Egitto greco-romano: la missione archeologica egiziano-spagnola al lavoro nell’antica Per-Medjed (il nome egizio dell’attuale città di El-Bahnasa, situata a180 km a sud del Cairo) ha riportato alla luce una serie di tombe del Periodo Saita (XXVI dinastia, 664-525 a.C. circa) e Romano, una delle quali davvero unica per la zona.
Saqqara, dal laboratorio di mummificazione nuove sepolture. Una di esse ha...
Il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano, assieme all’Università di Tubinga (Germania), ha annunciato la scoperta di un nuovo ambiente nel complesso del laboratorio di mummificazione risalente alla XXVI dinastia scoperto nel 2018 a Saqqara (la scoperta era stata classificata tra le prime 10 scoperte archeologiche del 2018 dalla rivista Archaeology Magazine and Heritage Daily) ed hanno reso noto il risultato dei primi studi e test eseguiti sulla maschera d’argento dorato e sugli oli e sulle resine di mummificazione ivi scoperte quasi due anni fa.
Saqqara: nuove scoperte nella necropoli degli animali sacri
Erano giorni che circolavano immagini “indiscrete” di una nuova scoperta in terra d’Egitto ed erano giorni che aspettavamo con trepidazione il comunicato stampa con tutti i dettagli. La scoperta è stata effettuata ancora una volta nella necropoli degli animali sacri a Saqqara, area che negli ultimi due anni ha regalato diverse sorprese.
Vicini al ritrovamento della tomba di Thutmose II? Forse sì, è...
La missione dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Varsavia al lavoro da circa 60 anni nell’area di Deir el-Bahari (sulla riva occidentale di Luqsor) ha portato alla luce un deposito di fondazione riconducente a Thutmose II, faraone della XVIII dinastia dal 1482 al 1479 a.C. circa.
16 febbraio 1923: l’apertura della camera sepolcrale di Tutankhamon
Il 16 febbraio 1923 è una data importante nella storia della scoperta della tomba di Tutankhamon: in quel giorno infatti, Howard Carter ruppe la...
Museo Egizio: anche le statue parlano, anzi…scrivono!
“La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”.
Lo disse Champollion quando giunse nella città sabauda, ammirato e ammaliato dalla “Drovettiana”, l’incredibile ed eterogeneo insieme di reperti egizi che il console Drovetti aveva messo assieme durante la sua lunga permanenza in Egitto, da poco acquistata dai Savoia. Ma non fu una strada priva di inciampi per il francese, che a Torino poté saggiare la spigolosità di Giulio Cordero di San Quintino – laureato in utroque iure, sacerdote, nominato dal padre di Cesare Balbo curatore della nascente collezione egizia di Torino – a cui Champollion oppose una verve del tutto inaspettata. O forse no.


















