Proprio come accadde a Radamés, il personaggio di fantasia dell’opera lirica “Aida” di Giuseppe Verdi, anche Tutankhamon calcherà i teatri di tutto il mondo con un melodramma in due atti incentrato sulla sua vita.

A scriverne il canovaccio storico-temporale l’egittologo Zahi Hawass, già Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità in Egitto ed ora supervisore dei lavori di costruzione del GEM, il Grand Egyptian Museum situato ai piedi delle grandi piramidi di Giza ora prossimo all’apertura.

E’ proprio per la cerimonia di inaugurazione di quello che sarà uno dei più grandi musei del mondo (che come focus principale avrà proprio l’esposizione dell’intera collezione del corredo funerario di Tutankhamon) che si è avuta l’idea di trascrivere la vita del faraone bambino sui righi del pentagramma di un’opera lirica classica ma con orchestrazione sinfonica.

La copertina originale del secondo album di “AIDA”, presente nella casa di Howard Carter a Luqsor. (Ph. Paolo Bondielli)

In occasione della grande inaugurazione del Canale di Suez, per volere del Khedivè d’Egitto fu composta l’Aida, il famosissimo componimento lirico che andò in scena il 24 dicembre del 1871 nel Teatro dell’Opera del Cairo; per il GEM, futuro faro della cultura egiziana ed emblema della Repubblica Araba d’Egitto nel mondo, era necessaria una nuova opera che riecheggiasse indissolubilmente nel tempo con le sue note, le sue arie e la sua storia. Inoltre “l’Aida é ‘vecchia’”  – come ha affermato Hawass – “c’era bisogno di qualcosa di nuovo; quale occasione migliore dell’inaugurazione del museo per raccontare la storia di Tutankhamon visto che nel 2022 si celebrerà anche il centenario della scoperta della sua tomba!”. Così nasce l’idea promossa dal Ministero della Cultura egiziano e approvata dal presidente del Teatro dell’Opera del Cairo che hanno scelto proprio l’Italia per la sua realizzazione e per la presentazione del progetto. L’Italia perché è una “terra con un’enorme tradizione musicale e letteraria” ha affermato Hawass durante la presentazione di un’aria dell’opera occorsa giovedì scorso in anteprima a Venezia presso Ca’ Vendramin Calergi. Ed italiani sono i due fautori di questo progetto: sull’imprinting di Hawass (vero ideatore del progetto musicale) Lino Zimbone ha creato e orchestrato le musiche mentre Francesco Santocono è l’autore del libretto.

Il momento in cui è stata intonata una delle arie dell’opera lirica su Tutankhamon durante la sua presentazione a Venezia (Frame da Venezia Today)

L’impatto sarà senz’altro emozionante! A sipario ancora chiuso echeggeranno le prime note che immediatamente catapulteranno lo spettatore indietro nel tempo, nell’Egitto di 3500 anni fa, per assistere alla nascita di colui che diventerà il faraone più conosciuto e amato di tutti i tempi. Una “melodia che commuove e coinvolge” farà da coprotagonista, dunque, all’inaugurazione di una delle più importanti attrazioni della terra dei faraoni. “Il nuovo Museo di Giza – aggiunge Zahi Hawass durante la presentazione dell’opera – è un monumento moderno alla grandezza dell’antico Egitto, in grado di dare lustro e visibilità a ogni singolo reperto archeologico rinvenuto lungo il Nilo. […] Quest’accordo consolida ulteriormente i rapporti tra l’Italia e l’Egitto e dimostra come l’arte e la cultura possano fare da ponte in qualsiasi occasione”.

Non ci resta che attendere dicembre 2020 per la prima assoluta di questo nuovo capolavoro dell’opera classica e lasciarsi incantare ed ammaliare da esso durante una delle tappe della tournée prevista per il 2021 che toccherà i più grandi teatri del mondo, nonché le piazze più importanti, e compiere un viaggio virtuale e sensoriale nella XVIII dinastia all’interno di una tensostruttura a forma piramidale dotata delle più moderne tecnologie informatiche.

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