La tradizione della VENDEMMIA A POMPEI (XVII EDIZIONE) Studi scientifici e valorizzazione del territorio archeologico

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Appuntamento anche quest’anno con la vendemmia a Pompei. Nella giornata di mercoledì 19 ottobre, avrà luogo il tradizionale taglio delle uve nei vigneti della Casa del Triclinio Estivo e, per l’occasione, sarà aperto al pubblico anche il vigneto del Foro Boario.

03/10/2001 Dopo 1992 anni, nella Pompei imperiale, torna la vendemmia. Negli orti e nei giardini della 'domus', nella citta' sommersa dal  diluvio di fuoco e gas dell'eruzione del 79 D. C.. Ideatori del progetto il sovrintendente Giovanni Guzzo e da Antonio Bastroberaldino della omonima casa vinicola avellinese. Nella foto la raccolata nell'orto della " Casa dela fontana". Ph. Ciro Fusco
03/10/2001
Dopo 1992 anni, nella Pompei imperiale, torna la vendemmia. Negli orti e nei giardini della ‘domus’, nella citta’ sommersa dal
diluvio di fuoco e gas dell’eruzione del 79 D. C..
Ideatori del progetto il sovrintendente Giovanni Guzzo e da Antonio Bastroberaldino della omonima casa vinicola avellinese.
Nella foto la raccolata nell’orto della ” Casa dela fontana”.
Ph. Ciro Fusco

Il progetto nasce, in via sperimentale, nel 1994 su un’area limitata degli scavi, grazie ad una convenzione tra la Soprintendenza e l’azienda vitivinicola campana Mastroberardino che oltre a prendersi cura dei vigneti produce il pregiato vino Villa dei Misteri.

Le aree interessate ad oggi comprendono tutti i vigneti delle Regiones I e II dell’antica Pompei, per un’estensione di più di un ettaro ripartito su 15 appezzamenti di diversa estensione e per una resa potenziale di circa 30 quintali d’uva.

Il vino Villa dei Misteri, prodotto con uve Piedirosso e Sciascinoso, presenta caratteristiche uniche in quanto realizzato secondo le tecniche di viticoltura di duemila anni fa. Oltre ad essere un vino eccellente, rappresenta un modo per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica e quale elemento di valorizzazione e al tempo stesso di difesa del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

L’attività fa parte dal punto di vista scientifico di uno dei tanti studi condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza che, da sempre, analizza le relazioni tra botanica e archeologia.

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