Parla Londinium: antichi messaggi su tavolette di cera

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Centinaia di tavolette cerate, risalenti a quasi duemila anni fa, sono state rinvenute nel distretto finanziario di Londra agli inizi dell’estate 2016. Gli scavi sono stati condotti al fine di realizzare il nuovo quartier generale europeo della compagnia “Bloomberg”, multinazionale operativa nel settore dei mass media. Il compito di portare alla luce, decifrare e conservare più di quattrocento tavolette di epoca romana è stato affidato agli archeologi del MOLA (Museo archeologico di Londra).

La particolarità di questi reperti scritti a mano sta nel loro numero.Di 405 pezzi rinvenuti ne sono stati decifrati già ottantasette e i messaggi che ci sono pervenuti parlano della vita quotidiana nella neonata città. La più antica tavoletta ritrovata si data tra il 43 e il 53 d.C, periodo storico in cui Londra faceva parte dell’Impero romano ed era conosciuta con il nome “Londinium”. Questo campione rappresenta il più antico manufatto scritto a mano di tutto il Regno Unito. Numerosi pezzi ci raccontano di come la città, dopo esser stata rasa al suolo nella rivolta guidata dalla regina Boudicca nel 61 d.C., si sia ripresa e sia cresciuta economicamente. Tra i reperti, due spiccano per importanza: una tavoletta che porta la data 8 gennaio 57 d.C, ad oggi il più antico documento scritto a mano di tutta la Gran Bretagna, e un secondo manufatto databile tra il 65-80 d.C. in cui troviamo invece il primo riferimento storico al nome della città con l’iscrizione: “Londinio Mogontio”, ovvero “ a Londra per Mogontius”. Dopo numerosi studi, gli archeologi ritengono che alcune tavolette avessero la funzione di far esercitare nella scrittura gli scolari, facendo così ipotizzare la presenza di una scuola nella città.

Le testimonianze non finiscono qui dato che il vasto campione comprende contratti, fatture, ordini di merce, consegne di birra e decisioni legali. Esempio significativo è la tavoletta datata 8 gennaio, la testimonianza di un liberto che invia una sorta di “pagherò” relativo alla merce a lui venduta e già consegnatagli. Il ritrovamento di questi inestimabili oggetti è stato possibile grazie al fango in cui erano immersi; la loro posizione era ai margini del Walbrook, l’antico e perduto fiume sotterraneo che attraversava il centro della città. L’ossigeno, causa principale del deterioramento del legno, venne tenuto lontano dal profondo strato di mota, permettendo così la riscoperta dei manufatti che erano in buone condizioni. Ad oggi rimangono poche tracce della cera nera che doveva ricoprire le tavole. Questi oggetti erano di uso comune in tutto l’impero data la semplicità con cui essi erano prodotti; i ricercatori ritengono che i manufatti ritrovati siano frutto di un riutilizzo di vecchie botti di abete. L’archeologa Sophie Jackson afferma che alcune tavolette siano state portate alla luce dalle fondamenta di una stanza che poteva essere un centro legale, arrivando a definirlo “Il più antico ufficio della Gran Bretagna”.  Grazie all’intervento di conservazione e di restauro e all’operato di Roger Tomlin, esperto di archeologia classica, sono stati decifrati più di cento nomi come il birraio Domitius Tertius Bracearius, la cui testimonianza è presente anche su un’altra tavoletta ritrovata a Carlisle. Un ulteriore pezzo mostra un contratto datato al 21 ottobre 62 d.C. che prevede la consegna di venti carichi di cibo a Londinium dalla città di Verulanium (oggi St. Albans nell’Hertfordshire). La data è significativa in quanto evidenzia come, già solo dopo un anno dalla rivolta condotta dalla regina degli Iceni, la città si sia rimessa in piedi. Sempre Sophie Jackson afferma: “E’ la prima generazione di londinesi che ci parla”, definendo la scoperta “estremamente significante”.  Dalle centinaia di nomi leggibili emergono birrai, bottai, schiavi, liberti, mercanti, giudici e cittadini comuni dell’antica Londra: un grande numero di differenti testimonianze che ci regalano scorci di come dovesse essere la vita lungo il fronte est dell’impero romano nel I secolo d.C. Per chi volesse visitare questi emozionanti oggetti consiglio di recarsi alla sede londinese della Bloomberg dove più di 700 manufatti, rinvenuti durante la campagna di scavo, verranno messi in mostra. L’intera ricerca:Roman London’s first voices: writing tablets from the Bloomberg excavations, 2010–14 è reperibile sul sito internet del MOLA

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