Altre statue di Sekhmet dal Tempio di Amenhotep III
Il tempio di Amenhotep III continua a stupire e a regalare altre statue della dea Sekhmet. Una collezione di 27 statue frammentate della dea leonessa è stata scoperta durante i lavori di scavo effettuati dal “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project”, la missione archeologica egiziana-europea impegnata a Kom El-Hettan (la zona archeologica sulla riva occidentale di Luqsor) nell'area dei Colossi di Memnone, all'interno del progetto di conservazione del tempio del faraone Amenhotep III.
Il Castello del Buon Consiglio e la sua copiosa sezione archeologica:...
Tra le magnifiche attrazioni della città di Trento vi è certamente il Castello del Buonconsiglio (XIII sec.), una delle più ampie fortificazioni delle Alpi....
Roma, Ponte Milvio: nuova scoperta Archeologica
L’importanza dell’Archeologia preventiva: durante una sorveglianza archeologica per un cantiere di energia elettrica Acea-Areti, a Roma, lungo la foce del fiume Tevere, nei pressi del Ponte Milvio, sono emersi resti archeologici.
La figura di Amedeo Maiuri al centro di un’intera giornata al...
Si è tenuta nella mattinata di ieri, venerdì 1 dicembre, la Giornata Studi sull’impresa archeologica di Amedeo Maiuri, con prestigiosi interventi da parte di...
Il graffito ieratico del “Decreto di Horkhebi”
Sono venuto a conoscenza di questo graffito agli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, leggendo lo splendido libro di Paul Barguet sul tempio di Amon a Karnak1. Mi sono subito procurato il facsimile del graffito, eseguito dal Mariette (MARIETTE 1875), e la sua prima trascrizione geroglifica a opera dello Spiegelberg (SPIEGELBERG 190). Inoltre, nei miei viaggi in Egitto, allora ben più frequenti di adesso, non mancavo di andare a vederlo (a quei tempi l’accesso alla zona era consentito!). Ne avevo tentato anche una prima traduzione, che ho ultimamente riscoperto nei miei quaderni di appunti e che ha risvegliato il mio mai sopito interesse per i graffiti. E così, facendo altre ricerche in Rete, ho visto che esso era stato fatto oggetto di
studio da altri egittologi, dei quali, nei limiti del possibile, mi sono procurato i lavori. Pertanto, presento ora qui il testo e la traduzione del graffito, sperando di fare cosa gradita ai tanti amanti dell’antico Egitto. I due studi principali, ai quali mi sono costantemente riferito, sono quello di Günter Vittmann (VITTMANN 202), che ha presentato una nuova edizione in facsimile, con trascrizione, traduzione e lungi commentario
filologico, e di Elizabeth Frood (FROOD 2010).
Franceschini, è l’archeologa Alfonsina Russo la direttrice del Parco Archeologico del...
Conclusa la procedura di selezione internazionale per il direttore del Parco Archeologico del Colosseo prevista dalla riforma Franceschini.
Franceschini: ‘profilo di altissima qualità’
“Si tratta di...

















