Comincia una nuova fase per il MANN. Giulierini: “Consegneremo a Napoli...
Il 2018 si annuncia decisamente come l’anno della grande svolta per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), dopo il netto cambio di passo...
“ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE 2018” Pompei per tutti. Accessibilità...
Il 2018 è riconosciuto “Anno Europeo del Patrimonio culturale”. Un anno dedicato alla celebrazione ma anche a riflessioni e confronti, attraverso varie iniziative nazionali, sul valore...
I marmi nei luoghi pubblici e nelle case di Pompei
“Il soprintendente di Pompei, Amedeo Maiuri, voleva rivestire di marmo i gradini del Teatro Grande, come lo erano i primi tre o quattro, gli...
Giza: scoperta la tomba di Hetepet, una donna di alto rango...
Una missione archeologica egiziana guidata dal dr. Mostafa Waziry, Segretario Generale dello SCA (Consiglio Supremo delle Antichità) ha scoperto una tomba di 4500 anni fa appartenuta ad una straordinaria donna di alto rango di nome Hetepet. La tomba, splendidamente decorata e ricca di temi quasi esclusivi, è stata trovata durante i lavori di scavo effettuati nel cimitero occidentale di Giza, settore che ospita le tombe degli alti funzionari dell’Antico Regno.
Accordo MiBACT-Speed Art Museum di Louisville: ritorna in Italia antico cratere...
Lo Speed Art Museum fa sapere che restituirà all’Italia un vaso del IV secolo a.C. proveniente da uno scavo archeologico illecito sul suolo italiano...
Il decreto dell’Abaton
Sulle pareti interne della “Porta di Adriano” a File, nota anche come “Portico di Osiri”, molte delle raffigurazioni sono relative al culto e ai misteri di Osiri. Di particolare importanza, oltre alla ben nota ultima iscrizione in caratteri geroglifici pervenutaci, è il testo conosciuto come “Decreto dell’Abaton”, che specifica tutte le prescrizioni relative a questo luogo “inaccessibile” (è questo il significato del termine greco ἄβατον abaton), che gli Egizi chiamavano “luogo puro” o “isola pura”, sull’isola di Bigga, dove è sepolta la gamba sinistra di Osiri.
Le iscrizioni, accompagnate da una serie di rilievi figurati, danno una duplice versione del decreto, la seconda, purtroppo, non completa. Esse risalgono al regno di Adriano (117-138).


















