Museo Egizio: anche le statue parlano, anzi…scrivono!
“La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”.
Lo disse Champollion quando giunse nella città sabauda, ammirato e ammaliato dalla “Drovettiana”, l’incredibile ed eterogeneo insieme di reperti egizi che il console Drovetti aveva messo assieme durante la sua lunga permanenza in Egitto, da poco acquistata dai Savoia. Ma non fu una strada priva di inciampi per il francese, che a Torino poté saggiare la spigolosità di Giulio Cordero di San Quintino – laureato in utroque iure, sacerdote, nominato dal padre di Cesare Balbo curatore della nascente collezione egizia di Torino – a cui Champollion oppose una verve del tutto inaspettata. O forse no.
Canali e cunicoli nell’area del Foro di Pompei
Il sottosuolo di Pompei studiato dagli speleologi
Dalla superficie al sottosuolo. Le attività di ricerca e indagine conoscitiva di Pompei non si arrestano alle aree...
Egitto: provata l’esistenza dei “coni profumati”.
Dal recente rapporto di scavo stilato dall’Amarna Project in relazione alle ultime ricerche effettuate nell’antica Akhetaton, la città fortemente voluta da Akhenaton (XVIII dinastia, 1375-1334/33 a.C. circa), siamo venuti a conoscenza di una scoperta senza precedenti. Si tratta del primo ritrovamento di due “coni profumati”, accessori molto spesso rappresentati sul capo di innumerevoli personaggi nell’iconografia egizia per ben 1500 anni (a partire dall’inizio del Nuovo Regno al Periodo Tolemaico) e finora mai concretamente ritrovati.
Proroga della mostra su Germanico ad Amelia
Museo Civico Archeologico e Pinacoteca, Ameliafino al 24 maggio 2020
Il percorso immersivo sarà visitabile fino al 24 maggio, data di nascita del generale Germanico,...
Restituzione del busto femminile in basanite al Museo “Vito Capialbi” di...
Grande attesa al Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia per l’imminente ritorno, dopo otto anni di assenza, di un’importante testimonianza del passato...
Lascaux 3.0 per la prima volta in Italia
31 gennaio. Arte e tecnologia per un'appassionante avventura della conoscenza, che ci fa tornare indietro di 20mila anni: giunge per la prima volta in Italia, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l'esposizione internazionale “Lascaux 3.0”, che permette di scoprire, nella Sala del Cielo Stellato ed in quelle attigue, il famoso complesso della Grotta di Lascaux, un vero e proprio tesoro artistico risalente al Paleolitico superiore ed inserito, dal 1979, nella Lista UNESCO del Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

















