Arte, Mibact acquista Museo Ginori e collezione ceramiche

Arte, Mibact acquista Museo Ginori e collezione ceramiche Franceschini: impegno mantenuto, salvate opere eccezionali parte del patrimonio nazionale Il Ministero dei beni e delle attività culturali...

Esposta la Mummia E: il beneficiario mancato della Congiura dell’Harem

La mummia del protagonista di un giallo di 3000 anni fa è esposta per la prima volta al pubblico nelle sale del Museo Egizio del Cairo. La mummia, classificata come "Unknown Man E", è la salma di un uomo che doveva avere poco meno di 20 anni al momento del decesso avvenuto forse per avvelenamento ed è stata trovata avvolta, cosa davvero molto molto strana, nella pelle di pecora, aveva le unghie dei piedi tinte di henné rosso, mani e piedi legati e, quel che più colpisce, un’agghiacciante espressione di terrore dipinta sul volto. Si pensa che l’inquietante mummia possa appartenere al principe Pentaur, uno dei figli di Ramesse III che fu coinvolto in una cospirazione contro suo padre: la Congiura dell’Harem.

Finché morte non ci separi.

Quando gli archeologi riescono a far riaffiorare dalla terra e dalle viscere della Storia monumenti, iscrizioni, case, tesori, l’attenzione del pubblico è tutta rivolta a queste scoperte, al passato e alle vicende umane di cui sono state protagoniste; quando il ritrovamento riguarda, invece, una mummia, l’interesse si fa ancora più alto. Vogliamo sapere come vivevano gli uomini e le donne che ci hanno preceduto, cercare di indovinare quali sentimenti, paure, desideri e ambizioni li muovevano e perché. Nel momento in cui il passato ci restituisce addirittura una coppia di scheletri (evento non proprio abituale) sepolti insieme per il loro ultimo viaggio, la nostra immaginazione è rapita dalle infinite possibilità di fronte a cui ci pone quel ritrovamento: chi sono i due scheletri? Perché sono stati sepolti insieme? Erano davvero due sposi? Quali misteri nasconde la loro vita? Perché sono morti?

Scoperti pigmenti di giallo di cui non si conosceva l’utilizzo nell’antichità

Analizzando i resti di alcune colonne del palazzo del re Apries I, faraone della XXVI dinastia, gli archeologi hanno scoperto uno strato di colore giallo sottostante la vernice verde che ricopriva i manufatti. La particolarità di questi ritrovamenti sta nel fatto che questi pigmenti non erano mai stati rinvenuti su reperti così antichi ma su dipinti molto più recenti, risalenti al Medioevo.

Pompei e i Greci. La mostra

Pompei e i Greci racconta le storie di un incontro: partendo da una città italica, Pompei, se ne esaminano i frequenti contatti con il Mediterraneo greco. Seguendo artigiani, architetti, stili decorativi, soffermandosi su preziosi oggetti importati ma anche su iscrizioni in greco graffiate sui muri della città, si mettono a fuoco le tante anime diverse di una città antica, le sue identità temporanee e instabili.

Il Museo Egizio in tour: al Rjiksmuseum van Oudeheden di Leiden...

Dal 18 novembre 2016 al 17 aprile 2017 saranno, infatti, 250 i reperti appartenenti al Museo Egizio che saranno esposti al Rjiksmuseum van Oudeheden di Leiden nell’importante mostra “Regine del Nilo”. “E’ stato per me un onore - dichiara Christian Greco, Direttore del Museo Egizio - presentare la mostra al Museo di Leiden alla presenza del Ministro olandese della Cultura, università e ricerca scientifica, Jet Bussenmaker. L’esposizione, che per il 95% è composta da oggetti che provengono dal Museo Egizio, presenta, i risultati della ricerca portata avanti sullo straordinario patrimonio scoperto da Schiaparelli agli inizi del secolo scorso”