Tirocini formativi al Museo Egizio di Torino per gli studenti dell’Università...
Il più antico insegnamento universitario di Egittologia (Pisa) e il più antico Museo Egizio (Torino) proseguono e rinsaldano i rapporti di collaborazione didattico-scientifica avviati già nel 2014 con una convenzione quadro tra le due istituzioni. L’accordo ha già dato vita a una borsa di dottorato e un assegno di ricerca, che la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino ha finanziato al Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere su temi di ricerca egittologica di interesse comune, sotto la supervisione della professoressa Marilina Betrò.
L’Egitto in salotto. La collezione Grimellini e il gusto moderno per...
Il MANN prosegue il suo risveglio schiudendosi a nuove ed eterogenee mostre, proponendo pezzi curiosi e affascinanti unici nel loro genere: è il caso della collezione Grimellini uno scrigno di tesori a tratti bizzarri.
Come da millenni, anche oggi si è ripetuto il “Miracolo del...
Come ogni anno, come accade ormai da millenni, si è ripetuto oggi ad Abu Simbel il “Miracolo del Sole”, fenomeno che si verifica regolarmente, con una precisione da lasciar ancor oggi stupiti, due volte l’anno: il 22 febbraio e 22 ottobre. In questi due giorni, all’alba, i raggi del sole, oltrepassando la piccola porta incastonata tra i quattro colossi di Ramesse II, penetrano l’oscurità attraversando le due buie sale ipostile del tempio maggiore di Abu Simbel (la prima delle quali è sorvegliata da otto imponenti statue del sovrano nelle sembianze di un Osiride) fino a raggiungere il Santa Sanctorum ed illuminare il volto del grande faraone. Dopo un lungo bacio di ben 20 minuti le statue del sovrano divinizzato e quelle di Amon e Ra-Harakhty, le due divinità a lui affiancate, vengono di nuovo inghiottite dall’oscurità e ritornano a far compagnia al dio ctonio Ptah, rimasto sempre nell’ombra durante questo rituale di rigenerazione.
Egitto e Napoli. A maggio la città ospiterà presso”L’Orientale” la XVIII...
Sarà Napoli capitale dell'egittologia a maggio 2017, quando la prestigiosa università L'Orientale ospiterà il Current Reserch in Egyptology (CRE), una conferenza annuale post-laurea, creata per promuovere collaborazioni tra Università britanniche e internazionali che stanno conducendo ricerche in Egittologia, archeologia egiziana o in qualsiasi altro campo di studio che riguarda l’Egitto.
Apre al Cairo il National Museum of Egyptian Civilization
Ieri pomeriggio al Cairo, alla presenza del Presidente dell’UNESCO la Signora Irina Bokova, è stata finalmente inaugurata la prima sezione del National Museum of Egyptian Civilization con l’apertura della mostra temporanea "Egyptian Handicraft through the ages" (l’artigianato egiziano attraverso i secoli).
L’NMEC si trova sul sito archeologico di El-Fustat, nella vecchia Cairo. Il museo, nato su consiglio dell’UNESCO, è ancora in fase di costruzione, ma una volta terminati i lavori non solo sarà il primo museo ad essere dedicato nella sua totalità alla civiltà egiziana, ma sarà uno dei più importanti e più grandi musei nel mondo dedicati alla storia della civiltà di un popolo presentando ai suoi visitatori la storia della sua civiltà dalla preistoria ai nostri giorni con un approccio multidisciplinare che metterà in evidenza il patrimonio materiale e immateriale del Paese.
La musica nell’antica Kemet
La musica in Egitto ebbe origini così remote da rendere la terra del Nilo una delle prime civiltà in cui si hanno testimonianze musicali. La musica, così come la danza, era molto importante; scrittori e filosofi dell’antica Grecia ci hanno tramandato notizie che sottolineano il ruolo fondamentale che questa aveva nella civiltà egizia. Secondo Platone gli antichi Egizi studiavano fin da ragazzi queste due discipline e l’interesse sviluppato per queste due arti era dovuto agli effetti benefici che avevano sul corpo e sull’anima di ogni individuo. Plutarco sosteneva pure che la musica fosse un dono del dio Thot al popolo egiziano.

















