Un anno di gestione autonoma dei Musei Archeologici del Sud

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Si rivedono a Paestum dopo un anno i quattro direttori dei Musei Archeologici del sud d’Italia: Carmelo Malacrino per il MArRC di Reggio Calabria, Eva Degli Innocenti per il MArTA di Taranto, Gabriel Zuchtriegel per il Parco Archeologico di Paestum e Paolo Giulierini per il Museo Archeologico di Napoli. La stampa e il mondo accademico non li avevano accolti bene, troppa poca esperienza nel campo del management culturale e anche le esperienze accademiche troppo distanti dal ruolo che avrebbero dovuto ricoprire. Invece con grande sorpresa i direttori non sono venuti meno alle promesse.

Cominciando da Reggio Calabria, il Museo dopo 10 anni è stato completamente riaperto, dopo varie avversità amministrative, divenendo a tutti gli effetti una degna casa del tesoro più prezioso, quello dei Bronzi di Riace, che adesso non sono più soli ma vantano un riallestimento espositivo di 4 piani che raccontano la storia della Calabria e della città che li ospita, dalla preistoria alla dominazione romana. Sicuramente i Bronzi rappresentano il polo attrattivo per eccellenza per migliaia di turisti da tutto il mondo, ma adesso sono degnamente accompagnati da altri preziosissimi reperti che hanno convinto molti a visitare il Museo facendolo crescere sempre più in questi mesi. Unico ostacolo alla fruizione il problema delle infrastrutture che rendono la Calabria ancora un difficile approdo sia a livello nazionale che estero.

Giulierini del MANN si sofferma invece sulla strategia della gestione autonoma del Museo, parlando del suo operato come manager che non solo attraverso i social dialoga con la città e la stampa, ma anche rendendo trasparenti i propri progetti. A Luglio sono state infatti presentate tutte le attività che vedranno impegnato il Museo di Napoli in mostre e seminari e che adesso coinvolgeranno anche la neo riaperta collezione egizia, una delle più importanti d’Italia dopo il Museo Egizio di Torino.

Eva Degli Innocenti  parla del “suo” Museo di Taranto come fortemente e volutamente collegato al territorio attraverso una serie di attività di valorizzazione e promozione delle eccellenze locali. Sono stati  numerosi i concerti in collaborazione con il Conservatorio cittadino e le varie associazioni , in un dialogo continuo con gli enti indispensabile per dare maggiore visibilità al MArTA, che rispetto agli altri poli museali non gode ancora di una efficiente rete di collegamenti con il resto del territorio (cosa che anche la Calabria soffre).

Il padrone di casa Gabriel Zuchtrieghel, direttore del Parco di Paestum, mostra con un certo orgoglio, anche in sede di apertura della Borsa, il programma organizzativo del prossimo anno, non facile da realizzare ma comunque portato a termine. Trova positivo anche il fatto di avere un contratto a termine dalla durata di 4 anni che pone così la sua figura e quella degli altri direttori legata ad una programmazione più accelerata, con programmi portati a termine entro breve tempo. Tra questi si attestano l’apertura, proprio in questi giorni, di una mostra di arte contemporanea all’ex stabilimento Cirio e agli scavi “open” all’interno del parco, dalla durata di tre anni e con la possibilità di borse a chi partecipa alla campagna. Per quanto riguarda il rapporto con il territorio anche Zuchtrieghel ne afferma l’importanza tanto più che Paestum è un museo-sito e non un museo archeologico nazionale. L’autonomia quindi non deve essere più vista negativamente ma adesso in maniera concreta i musei hanno la possibilità di dialogare e rinforzare i legami con il territorio divenendo dei veri e propri bacini economici.

Domanda di chiusura per tutti quale il rapporto tra pubblico e privato, ancora visto malamente in Italia e che invece all’estero trova accoglienza migliore.

Tutti e quattro i direttori si dicono favorevoli a questa collaborazione, e già questo è un punto di partenza positivo per tutti quei privati che vorranno investire nell’Art Bonus. Il più critico forse Giulierini in quanto il MANN di certo non ha problemi economici ma pone un limite di intervento ai finanziatori. Al momento servono più progetti scientifici che soldi. Le collaborazioni non mancano e importanti saranno gli interventi di restauro del Getty Museum e la collaborazione con il Napoli Calcio per la realizzazione di un calendario di squadra.

La Degli Innocenti, l’unica che rientra dall’estero,  nota una forte differenza tra Italia e Francia, dove già l’Art Bonus  era ben avviato e che in territorio nazionale trova ancora molte reticenze. Dovrebbe esserci forse maggiore sponsorizzazione del grosso vantaggio che i finanziatori potrebbero avere, anche da parte del ministero. Taranto ringrazia per le donazioni ricevute e che provengono proprio dal territorio, che ha affrontato negli ultimi anni un forte periodo di crisi economica.

Malacrino punta alla sponsorizzazione attraverso la credibilità dell’ente. In situazione di crisi economica è difficile che qualcuno esca dei soldi quando non vede nessun progetto concreto.

E tra tutti ancora una volta Paestum, forse anche attraverso l’internazionalità del direttore, è oasi felice. Gli scavi nel parco archeologico sono finanziati dal pastificio Amato.

Ci sarà collaborazione tra i quattro poli museali? Tutti si sostengono a vicenda anche attraverso un gruppo whatsapp ma nessuno vuole ancora svelare i prossimi progetti. L’unica notizia trapelata è la realizzazione di un treno della Magna Grecia che collegherà Napoli a Paestum, Taranto e Reggio Calabria.

Tra un anno li troveremo ancora lì i direttori e vedremo quanti dei loro progetti saranno stati portati a termine; al momento possiamo solo augurargli un in bocca al lupo.

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