Terza giornata della Borsa Mediterranea del Turismo archeologico

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Finalmente su Paestum splende un caldo sole e il mal tempo degli scorsi giorni sembra un lontano ricordo. La mattina si apre con due conferenze che hanno argomenti diversi ma ugualmente interessanti e uno in particolare molto toccante.

dsc_2568Restando su un tema leggero alle ore 10 nella sala Museo il Workshop di ArcheoVirtual  con tema: “Archeologia virtuale ed entertainment per il turista del terzo millennio” i cui relatori in collaborazione con il CNR ITABC  hanno presentato il trailer di uno spettacolo musicale, opera rock, che andrà in scena nel 2017 davanti alla Domus Aurea, all’interno della Vigna Barberini sul colle Palatino, dal titolo: Divo Nerone, su idea di Franco Migliacci. Cosa lega uno spettacolo all’archeologia che è il tema principe della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico? Proprio il lavoro del gruppo di ArcheoVirtual, entrato a pieno nel mondo dell’entertainment, che attraverso l’uso di tecnologie spettacolarizzano quello che sarebbe oscuro ai non addetti ai lavori, ovvero le specifiche che riguardano il mondo dell’antico.

Tema del musical, i quattordici anni della vita dell’imperatore, tra passioni, amore per l’arte e follia. Le musiche sono di Luis Enrique Bacalov  e la scenografia di Dante Ferretti.

“L’idea di fare Nerone l’ho sempre avuta. Dal momento in cui mio padre mi ossessionava, perché la pensava come Agrippina, la mamma di Nerone. Mio padre era un maresciallo di finanza intelligentissimo, ma severo e prepotente, come la mamma di Nerone. E come Agrippina diceva: “Cosa fai con quella cetra?, buttala via che un giorno tu sarai tutt’altro!”, così mio padre diceva: “Cosa fai con quei disegni?, buttali via e pensa a studiare ragioneria che devi entrare in banca”.

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Franco Migliacci intervistato da Augusto Palombini del CNR

Ma io non ce la facevo, quando si trattava di numeri i numeri li davo io! Oltre ad osteggiarmi, arrivó a portarmi da grandi medici e psichiatri. Soffrivo così tanto che un giorno arrivai a scappare. Finalmente capii che mio padre era Agrippina e che io mi sentivo Nerone. In quasi tutti libri che ho letto su di lui, si diceva che non era matto, era incompreso: tant’è vero che fu imperatore senza fare mai una guerra, anzi era molto acuto e amato. Nerone divenne il mio punto di riferimento ed io mi sentì guarito.”

dsc_2639-copiaEmozionante per la tematica di stretta attualità è invece la conferenza che si è svolta in Basilica che ha avuto come tema “UNITE4HERITAGE for PALMYRA” con protagonisti la figlia di Khaled al-Asaad, Fayrouz, che ha raccontato la sua esperienza come figlia di Palmira, nata proprio nella città divenuta simbolo del martirio operato dall’Isis, Mohamad Saleh, ultimo Direttore per il Turismo di Palmira e il celebre Prof. Paolo Matthiae docente della Sapienza di Roma, archeologo e scopritore della città di Ebla.

La commozione in sala era tanta, non solo per il ricordo del personaggio Khaled, filtrato dalle parole della figlia, ma anche per la vera e propria Lectio tenuta dal Prof.Matthiae su quei posti che lui ben conosce come la Siria. Palmira è da poco tornata sotto il controllo dell’esercito siriano, ma notevoli e inimmaginabili sono i danni che la città ha subito, e non parliamo solo di perdite di beni materiali, ma anche di perdite di vite umane, che purtroppo nessuno potrà mai restituire.  Nella sua attenta analisi Matthiae individua alcune tipologie di danni in Siria derivanti da:

  • Cessazione del controllo delle forze dell’ordine locali che ha provocato uno smisurato aumento di scavi illeciti;
  • Odio e intolleranza diffusa dal califfato da ciò che è diverso da se stesso con la distruzione di opere rappresentative di una storia non accettata. La storia non è estranea a questa distruzione, ma ciò accadeva 4000 anni fa e oggi nel 2016 questo è inaccettabile, in virtù anche delle varie costituzioni legislative da parte dell’UNESCO.

Il messaggio che deve passare è che il patrimonio culturale è identità di una nazione, che lo contraddistingue, ma è anche bene universale da tutelare e salvaguardare , anche quello che sembra apparentemente distante dalla nostra cultura. È importante quello che il genio dell’uomo ha creato e che risponde ai concetti di UNIVERSALITA’, UGUAGLIANZA, INTANGIBILITA’; una convenzione universale del dicembre 2001 afferma proprio l’universalità della differenza culturale, e bisogna sensibilizzare al messaggio del bene comune, immune e non distruttibile nemmeno durante i conflitti politici. Bisogna proteggere sempre. Tra le città che hanno subito ingenti danni le città di Apamea, Dura Europos, e Aleppo; Apamea è considerata tra le quattro grandi città dell’impero romano assieme ad Alessandria, Antiochia e Roma ed ha subito danni  come 30000 fosse di scavi illegali.

dsc_2651-copiaQuale il futuro per la Siria? La crisi politica è terribile, ci si auspica una fine immediata  e un interveno di recupero di tutto ciò che è stato distrutto. Anche qui Matthiae da delle precise indicazioni con le modalità di ricostruzione che devono seguire tre principi:

  • Rispetto pieno della sovranità di questi paesi in cui non ci deve essere nessuno che si sostituisca a loro secondo la forma del neo-colonialismo;
  • Coordinamento, controllo e certificazione da parte dell’UNESCO, a cui questi paesi appartengono, dietro norme di commissioni internazionali che controllano l’avanzare dei progetti di recupero;
  • Grande partecipazione internazionale e solidale di molti paesi e non di uno solo, che possono finanziare e collaborare.

Toccante anche una riflessione di Fayrouz, che ci ha ricordato come la morte prematura del padre gli abbia almeno risparmiato di vedere la città per cui ha lavorato un’intera vita, distrutta dagli eventi che ci sono noti.

 

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