Deir el-Medina 2.0. Un riesame della storia del sito alla luce delle più recenti scoperte

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Deir el-Medina (ph. ACME)

L’anno 2017 segna il centenario della concessione archeologica francese a Deir el-Medina, il villaggio degli operai, sito nei pressi di Luxor, che ospitava gli artisti che realizzarono le tombe della Valle dei Re e delle Regine durante il Nuovo Regno e che rappresenta una preziosa fonte di conoscenza per quel che concerne la vita quotidiana al tempo degli antichi egizi. Contrariamente a quanto si può credere, l’esplorazione in corso a Deir el-Medina da parte dell’IFAO (l’Istituto Francese di Archeologia Orientale) ha recentemente dimostrato che questo sito è lungi dall’essersi esaurito nonostante il centenario trascorso, ma ha piuttosto evidenziato che sono molti i segreti che il sito continua e continuerà a svelare. Infatti, grazie anche alle nuove tecnologie che permettono di ottenere straordinari risultati assolutamente non ipotizzabili fino a poco tempo fa, ogni anno vengono effettuati nuovi ritrovamenti.

Cédric Gobeil (ph. Egypt Exploration Society)

A parlarci di tutto questo, alla conferenza organizzata dall’ACME (Associazione Amici e Collaboratori del Museo Egizio di Torino) prevista per lunedì 18 dicembre, sarà direttamente il direttore responsabile dell’IFAO a Deir el-Medina, il dottor Cédric Gobeil, che ricordo anche essere direttore della Missione Archeologica Francese a Deir el-Medina e presidente dell’Egypt Exploration Society.

Alla conferenza il dott. Gobeil farà un’analisi delle principali attività svolte durante le passate stagioni e metterà in evidenza le scoperte più interessanti e più recenti avvenute alla guida del suo team dal 2011. La missione francese che opera nel sito ha, tra le altre cose, realizzato il restauro di una parte del villaggio, occasione che ha permesso di  ottenere nuove e interessanti informazioni sulla disposizione degli ambienti domestici.  Saranno inoltre protagoniste della serata anche le tre tombe originariamente scavate da Bernard Bruyère nel 1928. Da poco più di un anno, infatti, è possibile visitare tre nuove tombe risalenti al regno di Ramesse II: la TT218, ovvero l’ipogeo appartenuto ad Amennakht; la TT219, la tomba destinata a Nebenmaat; e la TT220, la dimora per l’eternità di Khaemteri. Entrando nelle tombe di questi tre “servitori nella Sede della Verità” (titolo di cui si fregiavano questi artigiani. “Sede della Verità” era il nome con cui chiamato il villaggio nell’antichità) si può ammirare l’opera di restauro appena concluso dall’IFAO, sul cui lavoro si avranno interessanti dettagli durante la conferenza.

L’appuntamento con il dott. Cédric Gobeil per questa appassionante panoramica è quindi per lunedì 18 dicembre alle ore 18 in via Accademia delle Scienze n.6, presso la sala conferenze del Museo Egizio di Torino, la più indicata delle sedi considerando che il prestigioso museo dedica a questo villaggio operaio due delle sue sale e, di riflesso, una mostra temporanea incentrata sulle avventure della missione archeologica italiana che operò nel sito di Deir el-Medina nei primi anni del Novecento sotto l’attenta guida di Ernesto Schiaparelli, futuro direttore del Museo. Ingresso Libero.

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