Una questione che da millenni incuriosisce, alimenta fantasie e logora la mente di ingegneri edili: ma gli Egizi, come facevano a sollevare, trasportare via terra e mettere in opera quei pesantissimi blocchi che furono utilizzati per la costruzione delle piramidi? Chilometri di inchiostro sono stati stesi nel tentativo di trovare una soluzione più o meno fattibile. Ma ora sembra che abbiamo la risposta, o parte di essa.

Le cave di Hatnoub (ph. MoA)
Le cave di Hatnoub (Ph. MoA)

E’ grazie al lavoro congiunto degli archeologi dell’Istituto Francese di Archeologia Orientale (IFAO) e dell’Università di Liverpool che ora si è intuito il modo in cui probabilmente durante il regno di Khufu (conosciuto ai più come Cheope) gli antichi Egizi sollevarono e spostarono i blocchi di pietra dalle cave di alabastro di Hatnub (o Hetnub, “dell’oro” nell’antica lingua egizia), ora un sito archeologico a 18 km a sud-est di Amarna. Il sito fu scoperto nel 1891 da Percy Newberry e Howard Carter ed era conosciuto già nel Periodo Protodinastico proprio per le cave di calcite traslucida da cui si estraeva l’alabastro per la produzione dei vasi. L’intera area è ricca di iscrizioni lasciate dall’Antico al Nuovo Regno che commemorano le spedizioni organizzate da diversi sovrani per l’approvvigionamento del materiale edilizio destinato alla costruzione dei templi e delle strutture funerarie.

Una delle iscrizioni alle cave di Hatnub (Ph. MoA)

E’ proprio per produrre una completa documentazione epigrafica, fotografica e topografica delle circa 100 iscrizioni presenti nelle cave di Hatnub che la missione archeologica diretta dal dott. Yannis Gourdon e dal dott. Roland Enmarch ha tratto questa conclusione. Lo studio e l’esame storico condotto sulle iscrizioni, sulle stele trovate in sito e il ritrovamento di una rampa riportata alla luce ripulendo la cava dai detriti, hanno permesso al team di ipotizzare un sistema secondo il quale i blocchi di pietra venivano sollevati e trasportati dal fondo della cava per mezzo di una rampa centrale fiancheggiata da due serie di scale che presentano fori per i pali che dovevano permettere il sollevamento del blocco di pietra. Questo sistema permetteva di trasportare i blocchi fuori dalla cava percorrendo anche tratti molto ripidi, in alcuni punti anche con una pendenza del 20%.

La rampa centrale fiancheggiata da due serie di scale per sollevare e trasportare i blocchi dalle cave di Hatnub (Ph. MoA)

Il dott. Mostafa Waziry, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità (SCA), sottolinea la grande importanza di questa scoperta in quanto finora non erano mai state individuate evidenze tangibili di un sistema di sollevamento e spostamento dei pesantissimi blocchi. Le attestazioni rinvenute risalgono al regno di Khufu, precisa Waziry, e permetteranno quindi di comprendere almeno in parte come furono costruite le piramidi.

Il team comunque continua il suo lavoro di rilevamento epigrafico e di conservazione delle iscrizioni presenti negli insediamenti che furono utilizzati dai lavoratori e costruiti a ridosso delle cave con blocchi di pietra di diverse dimensioni. Continuerà anche lo studio delle centinaia di incisioni che permetteranno di comprendere come furono organizzate le spedizioni alle cave di Hatnub. La missione ha portato alla luce anche 4 stele. In una di esse è dipinto un uomo in piedi e le altre tre riportano iscrizioni in ieratico poco leggibili a causa del cattivo stato di conservazione.

Esempio di insediamento degli antichi lavoratori delle cave di Hatnoub (Ph. MoA)
Strutture residenziali degli antichi lavoratori delle cave di Hatnoub (Ph. MoA)

Vuoi sapere come gli antichi Egizi trasportavano via fiume i pesanti blocchi destinati alla piramide di Khufu? Leggi qui!

 

Source: MoA

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