Nuove scoperte nel Comprensorio di Santa Croce in Gerusalemme. Scoperti nuovi ambienti nella domus di Elena

0
2472

Nel comprensorio archeologico di Santa Croce in Gerusalemme si conservano i resti della residenza romana di Elena, la madre di Costantino, dove vi abitò dopo la battaglia di Ponte Milvio nel 312 d.C., trasformando e ampliando la residenza degli imperatori della dinastia dei Severi, in particolare di Elagabalo, che aveva fatto costruire delle strutture adibite per giochi ricordate come Anfiteatro Castrense e Circo Variano. Dagli scavi effettuati nella zona, il Sessorium citato dalle fonti cristiane, restano l’aula riutilizzata come cappella per la conservazione della Croce, la sala absidata definita impropriamente “Tempio di Venere e Cupido” e resti di domus affrescate e impreziosite di ricchi mosaici. Diversamente, gli scarsi resti delle terme severiane fatte restaurare da Elena, non sembrano pertinenti alla proprietà imperiale ma di uso pubblico.

mosaici, fonte repubblica.it

È di pochi giorni fa la notizia di nuove scoperte nell’area archeologica, all’interno delle domus costantiniane. Grazie ai lavori effettuati dalla Soprintendenza Speciale di Roma, sono emersi tre ambienti fino ad ora sconosciuti della cosiddetta Domus dei ritratti che chiarisce la funzione della residenza dei dignitari di Elena, madre di Costantino. I lavori guidati da Francesco Prosperetti hanno interessato anche la zona della Domus della fontana in cui si sono svolti importanti restauri, e facendo venire in luce murature e pavimenti impreziositi da mosaici del IV secolo.

mosaici, fonte repubblica.it

La pulizia ha così permesso di capire meglio la funzione dei vari ambienti all’interno dell’intera struttura così da risultare più leggibili anche in vista delle riaperture al pubblico. Le visite guidate iniziate giorno 8 luglio, proseguiranno fino al 16 senza prenotazione dalle 19 alle 20, mentre dal 21 luglio all’1 settembre apertura gratuita tutti i venerdì dalle 20 alle 23 con visite su prenotazione.

Il Soprintendente Prosperetti ha spiegato che i nuovi lavori hanno portato in luce le residenze del seguito di Elena che si stanzia a Roma come reggente mentre Costantino va a Costantinopoli. Gli archeologi hanno messo in luce nuovi ambienti che danno notizie su un ingresso della Domus principale, quella dei ritratti. Il restauro inoltre ha permesso di stabilire meglio i rapporti tra i vari ambienti e la divisione tra le stanze afferma l’archeologa Anna De Santis.

Articolo precedenteDoppia apertura serale per il MArRC che riparte con #nottidestate
Prossimo articoloLe antiche faggete e le Opere di difesa veneziane iscritte nella lista del Patrimonio dell’Umanità
Alessandra Randazzo

Studia Lettere Classiche presso il DICAM dell’Università di Messina. Ha ricoperto il ruolo di redattrice e social media manager per www.mediterraneoantico.it e attualmente per la testata Made in Pompei, inoltre è Ufficio Stampa per la società di videogames storici Entertainment Game Apps, Ltd.
Durante la carriera universitaria ha partecipato a numerose campagne di scavo e ricognizione presso siti siciliani e calabresi.
Per la cattedra di Archeologia e Storia dell’arte Greca e Romana presso il sito dell’antica Finziade, Licata (AG) sotto la direzione del Prof. G.F. La Torre, febbraio-maggio 2012; per la cattedra di Topografia Antica presso Cetraro (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, luglio 2013; per la cattedra di Topografia Antica e Archeologia delle province romane presso il sito di Blanda Julia, scavi nel Foro, Tortora (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, giugno 2016.
Ha inoltre partecipato ai corsi di:
“Tecnica Laser scanning applicata all’archeologia” in collaborazione con il CNR-IPCF di Messina, gennaio 2012;
Rilievo Archeologico manuale e strumentale presso l’area archeologica delle Mura di Rheghion – tratto Via Marina, aprile-maggio 2013;
Analisi e studio dei reperti archeologici “Dallo spot dating all’edizione”, maggio 2014; Geotecnologie applicate ai beni culturali, marzo-aprile 2016.
Collabora occasionalmente con l’ARCHEOPROS snc con cui ha partecipato alle campagne di scavo:
“La struttura fortificata di Serro di Tavola – Sant’Eufemia D’Aspromonte” sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria) e della Dott.ssa M.M. Sica, 1-19 ottobre 2012;
Locri – Località Mannella, Tempio di Persefone sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria), ottobre 2014;
Nel marzo 2014 ha preso infine parte al Progetto “Lavaggio materiali locresi” presso il cantiere Astaldi – loc. Moschetta, Locri (Rc) sotto la direzione della Dott.ssa M.M. Sica.

Collabora attualmente con la redazione di: www.osservarcheologia.eu

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here