Celebrazioni per i defunti. Oggi si celebravano a Roma i Feralia

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I Feralia erano delle festività romane dedicate al culto dei morti e celebrate nell’ultimo giorno dei Parentalia. La data ricadeva il  21 febbraio ed erano organizzate cerimonie pubbliche con offerte e sacrifici ai Mani da parte della collettività cittadina. La data ci è stata tramandata grazie ad una lettera di Cicerone ad Attico, e il giorno segnava la fine di altre festività, quelle dei Parentalia appunto, che avevano una durata di nove giorni, dal 13 al 21 febbraio.

Il nome Feralia, come Ovidio ricorda nel secondo libro dei Fasti, era etimologicamente legato al verbo latino fero, “portare”, in quanto si portavano doni ai morti. I cittadini romani portavano offerte nelle tombe degli antenati defunti, che consistevano nell’offerta sopra un vaso di argilla, di ghirlande di fiori, spighe di grano, un pizzico di sale, pane inzuppato di vino e viole sparse. Questa usanza si dice fosse stata introdotta nel Lazio da Enea che aveva cosparso di viole e vino la tomba del padre Anchise. Sempre Ovidio narra che, durante le guerre, i Romani avessero dimenticato di festeggiare i Feralia e che gli spiriti dei defunti, irritati, fossero usciti dalle tombe per lamentarsi di tale mancanza. Dopo questo episodio sconcertante, furono indette celebrazioni pubbliche per celebrare i defunti e placarne l’ira.

In questa giornata, pur non essendo considerata nefasta dai calendari, i templi rimanevano chiusi, non si celebravano matrimoni e i magistrati non indossavano la toga praetexta.

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Alessandra Randazzo

Studia Lettere Classiche presso il DICAM dell’Università di Messina. Ha ricoperto il ruolo di redattrice e social media manager per www.mediterraneoantico.it e attualmente per la testata Made in Pompei, inoltre è Ufficio Stampa per la società di videogames storici Entertainment Game Apps, Ltd.
Durante la carriera universitaria ha partecipato a numerose campagne di scavo e ricognizione presso siti siciliani e calabresi.
Per la cattedra di Archeologia e Storia dell’arte Greca e Romana presso il sito dell’antica Finziade, Licata (AG) sotto la direzione del Prof. G.F. La Torre, febbraio-maggio 2012; per la cattedra di Topografia Antica presso Cetraro (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, luglio 2013; per la cattedra di Topografia Antica e Archeologia delle province romane presso il sito di Blanda Julia, scavi nel Foro, Tortora (Cs) sotto la direzione del Prof. F. Mollo, giugno 2016.
Ha inoltre partecipato ai corsi di:
“Tecnica Laser scanning applicata all’archeologia” in collaborazione con il CNR-IPCF di Messina, gennaio 2012;
Rilievo Archeologico manuale e strumentale presso l’area archeologica delle Mura di Rheghion – tratto Via Marina, aprile-maggio 2013;
Analisi e studio dei reperti archeologici “Dallo spot dating all’edizione”, maggio 2014; Geotecnologie applicate ai beni culturali, marzo-aprile 2016.
Collabora occasionalmente con l’ARCHEOPROS snc con cui ha partecipato alle campagne di scavo:
“La struttura fortificata di Serro di Tavola – Sant’Eufemia D’Aspromonte” sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria) e della Dott.ssa M.M. Sica, 1-19 ottobre 2012;
Locri – Località Mannella, Tempio di Persefone sotto la direzione della Dott.ssa R. Agostino (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria), ottobre 2014;
Nel marzo 2014 ha preso infine parte al Progetto “Lavaggio materiali locresi” presso il cantiere Astaldi – loc. Moschetta, Locri (Rc) sotto la direzione della Dott.ssa M.M. Sica.

Collabora attualmente con la redazione di: www.osservarcheologia.eu

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