Gli annali dei Negus

di Alberto Elli

Nel 1978, a 26 anni e appena entrato nel mondo del lavoro, ho avuto un incontro folgorante con la civiltà dell’antico Egitto. L’Egitto mi affascinava fin dalle elementari, ma mai avrei immaginato che gli avrei dedicato gran parte del mio tempo libero. Quell’anno mio fratello gemello mi regalò L’Egitto dei Faraoni di Federico Arborio Mella e, qualche mese dopo, la Egyptian Grammar di Gardiner: fu amore a prima vista, e da allora questa passione non mi ha più lasciato.

Dopo i primi quattro anni dedicati allo studio dell’egiziano geroglifico, da ingegnere ho deciso di procedere per piani quinquennali, aggiungendo a ogni lustro nuove lingue, dapprima legate all’Egitto e poi via via semitiche, per esplorare quel crogiolo di civiltà che fu il Vicino Oriente antico: ieratico e geroglifico tolemaico-romano, demotico e copto, arabo ed ebraico, accadico e sumerico, siriaco e ge’ez, infine armeno.

All’Etiopia, prima alla sua storia, e in particolare alla sua Chiesa, poi alla sua lingua, sono arrivato sul finire degli anni Novanta, mentre scrivevo un libro sulla storia della Chiesa copta. Pubblicato quel volume, ho voluto dedicarne un altro alla Chiesa d’Etiopia, che della copta è filiazione diretta, e per documentarmi ho cominciato a studiare il ge’ez, lingua sacra e tuttora liturgica della Chiesa etiopica. È una lingua semitica, scritta da sinistra a destra, in cui ogni segno corrisponde di norma a una sillaba aperta dove la vocale è resa non da segni diacritici ma da una lieve modifica del tratto consonantico.

Per imparare una lingua antica non c’è nulla di meglio che tradurre senza sosta, e in questi anni ho accumulato moltissime traduzioni. Poiché tenerle solo sul mio computer sarebbe stato sciocco, ho pensato – con tutti i loro inevitabili errori – di metterle a disposizione di chi, da autodidatta come me, voglia avvicinarsi a questa splendida lingua. Grazie alla disponibilità dei curatori di Mediterraneo Antico (in particolare Paolo Belloni, Paolo Bondielli, Marcello Garbagnati e Tiziana Giuliani, che ringrazio di cuore), abbiamo deciso di pubblicarne alcune tra gli Speciali del sito.

Annali dei negus. Tra i vari testi che sono riuscito a procurarmi e poi a tradurre figurano gli Annali dei seguenti sovrani:

  • ‘Amda Seyon (1314-1344)
  • Zar’a Ya’qob (1434-1468)
  • Ba’eda Maryam (1468-1478)
  • Lebna Dengel (1508-1540)
  • Galawdewos (1540-1559)
  • Minas (1559-1563)
  • Sarsa Dengel (1563-1597)
  • Yohannes I (1667-1682)
  • Iyasu I (1682-1706)
  • Bakaffa (1721-1730)
  • Iyasu II (1730-1755)
  • Iyo’as I (1755-1769).

Altri Speciali riguarderanno invece ulteriori aspetti dell’affascinante e poco conosciuta religiosità etiopica. È già uscito, tra gli Speciali, il testo ge’ez con traslitterazione, traduzione e commento grammaticale del Kebra Nagast “La Gloria dei Re”, uno dei testi sacri degli Etiopi, dove si narra, tra l’altro, della Regina di Saba e della discendenza salomonica della regalità etiopica (il negus Hayla Sellase I, 1930-1974, era considerato il 225° discendente di Salomone).

Alberto Elli

Alberto Elli si è dedicato allo studio dell’egittologia (egiziano classico e neo-egizio, demotico e copto) e successivamente anche delle lingue semitiche: dall’ebraico all’arabo, dal sumerico all’accadico. dal siriaco al Ge’ez. Ha pubblicato una Introduzione ai geroglifici (1995). Lo studio del copto lo ha poi portato a interessarsi anche della storia delle Chiese orientali. Frutto di questa passione sono i tre volumi della Storia della Chiesa Copta (Fransciscan Printing Press, Gerusalemme – Il Cairo, 2003). Per i tipi di Ananke ha pubblicato La Stele di Rosetta e il Decreto di Menfi; Ramesse II e gli Hittiti.

Gli Annali di ‘Āmda Ṣeyon I

In questa prima pubblicazione il termine Annali è improprio (sarebbe più opportuno parlare di Cronaca): non si tratta, infatti, come per i successivi testi che vedremo, di una descrizione particolareggiata, anno per anno, delle vicende del negus in questione, in quanto i fatti qui narrati sono relativi solo a una ben determinata vicenda, la spedizione condotta contro il regno musulmano di Ifat del 1332.