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Tiglath Pileser I. Annali

Gli Annali di Tiglath-Pileser I, fondatore del primo e vero impero assiro, contengono la narrazione degli eventi militari del regno, fino all’anno IV-V; essi furono scritti su quattro prismi ottogonali uguali, sepolti poi ai quattro angoli del grande tempio di Adad ad Assur. Tiglath-Pileser I è anche il primo fondatore di una biblioteca di cui conosciamo il nome. Tra le rovine del tempio di Assur nella città di Assur, gli archeologi hanno trovato numerose tavolette, parte di una biblioteca che risulta essere stata messa insieme durante il regno di Tiglath-pileser I, forse quando era ancora principe ereditario.Ad essa possono essere attribuite, con un buon grado di certezza, circa cento opere. La collezione è stata continuata da Tukultī-Ninurta II (890-884 a.C.), anche se i dati archeologici di cui disponiamo al riguardo sono limitati.

Il Canto del mattino o Inno del risveglio a Edfu

Nel grande tempio di Edfu, dedicato al culto del dio falco Horus, durante l’ufficio del mattino delle feste solenni - ufficio che sostituiva, a intervalli regolari e frequenti il semplice servizio giornaliero - i sacerdoti coristi eseguivano il Canto del mattino, per propiziare il risveglio del dio dopo il sonno della notte. Il testo del canto si trova inciso, con tutta la magnificenza che conveniva a uno dei maggiori templi d’Egitto, sulla facciata esterna del santuario centrale. Ne riassumo, qui di seguito, la descrizione data da Maurice Alliot.

Il papiro di Netchemet

Il Papiro di Netchemet 1 fu rinvenuto a Deir-el-Bahari, un distretto di Tebe, ed acquistato dal British Museum di Londra nel 1894. Il papiro ha una lunghezza di circa 430 cm. ed è scritto in jeratico. Il Budge trascrisse i segni in caratteri geroglifici con la relativa traduzione. Il lavoro unitamente ai papiri di Hunefer, Anhai e Kersher fu oggetto di una pubblicazione edita a Londra nel 1899 2. Il papiro riporta alcuni capitoli del Libro die Morti ed è dedicato a Netchemet che fu probabilmente la figlia del prete re Her-heru-sa-Imun e della Madre Reale Hurere (epoca risalente al periodo dei cosidetti preti sacerdoti – 1000 BCE). Il papiro risulta arricchito anche da numerose vignette.

Iscrizione criptografica di Ramesse II a Luxor

Migliaia e migliaia di persone ogni anno visitano il tempio di Luxor e guardano ammirati la profusione di geroglifici che ornano le pareti dei piloni e delle sale. Ma ben pochi, credo, sono quanti, anche tra chi “mastica” i geroglifici, che notano un’enigmatica iscrizione su di un’architrave del primo cortile, noto anche come “Cortile di Ramesse II”. Anch’io non l’avevo notata nei miei primissimi viaggi, ma ne ero poi venuto a conoscenza leggendo un interessante articolo del canonico Étienne Drioton (1889-1961) sulla criptografia monumentale. Da allora non ho mancato di farla notare ai turisti che accompagnavo, anche se non sapevano nulla di geroglifici, per far loro comprendere l’alto valore estetico che gli antichi Egizi attribuivano alla scrittura geroglifica; e ora vorrei portarla a conoscenza di tutti gli appassionati.

Iscrizione criptografica di Ramesse II ad Abu Simbel

Chi entra nel grande tempio di Abu Simbel può notare, sui montanti della porta, inciso a grandi caratteri, il protocollo di Ramesse II. A destra esso compare scritto “in chiaro”, ossia in caratteri ordinari, con la particolarità di presentare un unico cartiglio. A sinistra, invece (e questo pochi lo notano), lo stesso protocollo compare, all’interno di un rettangolo sormontato dal geroglifico del cielo, redatto in modo criptografico, sotto forma di una processione di divinità.

La genesi secondo la teologia di Esna e di Sais

Piccolo - del grande tempio faraonico rimane solo la prima sala ipostila – e sprofondato ormai rispetto al livello del suolo attuale, il tempio del dio Khnum ad Esna è sempre stato generalmente snobbato dalla gran massa dei turisti, attratti per lo più dalla meravigliosa perfezione e conservazione del tempio di Horus ad Edfu, della leggiadria del tempio di Isi a File-Agilkia e della grandiosità del tempio di Hathor a Dendera. Ma per chi ama le realizzazioni del periodo tolemaico, Esna costituisce un gioiello senza paragone. Il testo da me scelto per questa presentazione è l’esposizione più lunga e più dettagliata di tutta la letteratura religiosa egiziana di un episodio della creazione del mondo. Costituisce l’inizio del rituale composto per il 13 Epiphi (terzo mese della stagione estiva), la grande festa della “Istituzione del tornio”.