lunedì, 25 Maggio, 2020

LISIPPO – Bellezza e Armonia nell’Antica Grecia

Le leggendarie imprese di Alessandro Magno, re dal 336 al 323 a.C., condizionarono profondamente le forme e i contenuti presenti nella produzione artistica della civiltà greca. Per dare forma duratura alle sue conquiste, infatti, il re Alessandro promosse una politica di consenso basata sulla reciproca assimilazione delle culture e delle civiltà dei territori da lui sottomessi, pur privilegiando la diffusione della lingua greca e, in campo figurativo, permettendo la supremazia dellaμίμησις1. Dopo la morte prematura del condottiero macedone e con la suddivisione del suo regno nei vari principati, sorretti dai Diadochi, si accentuarono nelle arti quegli aspetti che si erano già manifestati alla corte di Filippo II, dove risiedevano, a spese della dinastia, uomini come Aristotele, Lisippo ed Apelle in un clima di prossimità tra politici, filosofi ed artisti che poteva vantare i suoi precedenti solo nell’Atene del V secolo e in particolare nel cosiddetto “circolo di Pericle”. In un crescente spirito di emulazione del potere imperiale e di reciproca rivalità, dai principati ellenistici furono assoldate schiere di artigiani, scuole di architetti e di scultori per la realizzazione di fantastiche città, ricche di splendidi monumenti che celebrassero i fasti ed il potere di chi ne aveva permesso la costruzione.

I furti nelle tombe a Tebe alla fine del Nuovo Regno

Presentazione generale, traduzione dei testi e commento grammaticale

Iscrizione criptografica di Ramesse II a Luxor

Migliaia e migliaia di persone ogni anno visitano il tempio di Luxor e guardano ammirati la profusione di geroglifici che ornano le pareti dei piloni e delle sale. Ma ben pochi, credo, sono quanti, anche tra chi “mastica” i geroglifici, che notano un’enigmatica iscrizione su di un’architrave del primo cortile, noto anche come “Cortile di Ramesse II”. Anch’io non l’avevo notata nei miei primissimi viaggi, ma ne ero poi venuto a conoscenza leggendo un interessante articolo del canonico Étienne Drioton (1889-1961) sulla criptografia monumentale. Da allora non ho mancato di farla notare ai turisti che accompagnavo, anche se non sapevano nulla di geroglifici, per far loro comprendere l’alto valore estetico che gli antichi Egizi attribuivano alla scrittura geroglifica; e ora vorrei portarla a conoscenza di tutti gli appassionati.

Enūma Eliš “quando in alto”

Un nuovo Speciale di MediterraneoAntico.it è pronto per essere scaricato o sfogliato online, gratuitamente, da tutti i nostri lettori. Un lavoro di grande valore filologico curato da Alberto Elli, che ci riporta indietro nel tempo per farci scoprire i temi della Creazione, così come li vivevano gli antichi. Al corposo ed iniziale insieme di segni cuneiformi, riscritti con un apposito font per essere perfettamente leggibili, segue la traduzione continuata, che consente di fruire appieno dell’intero materiale a tutti coloro che sono interessati, ma non filologi esperti.

EM n°3 – settembre 2012

Le stele del Medio Regno nel Museo Egizio di Torino - Il Cristianesimo in Egitto - Iscrizioni ieratiche nella tomba di Thutmosi IV (KV 43) - Ernesto Schiaparelli - La tomba di Nefertari En Mut QV66 - Luci ed ombre in Abydos - L’area archeologica tebana - Gli scritti del luogo nascosto - Shamira - I papiri di Carla

La letteratura ieratica

Questa piccola ricerca è rivolta a coloro che desiderano accostarsi alle scritture ieratiche. Condicio sine qua non è naturalmente il possedere già una sufficiente conoscenza dei geroglifici e dei relativi sistemi di scrittura. Chi volesse addentrarsi allo studio dello ieratico si troverà inizialmente di fronte ad una estrema difficoltà nella lettura, dovuta come si vedrà nel prosieguo, al fatto che i segni ieratici – peraltro numerosissimi - non rispettano i rigidi canoni di stesura dei segni geroglifici.